Ho visto la luce!
28 set 2008 | 23:00 Archiviato in: il
Martini dice...
Sabato sera, il mio luogo di perdizione e peccato l’ho trascorso all’oratorio. Lo stesso in cui sono cresciuto.
La molla che mi ha spinto a varcare nuovamente il cancello dopo quasi vent’anni, è stata la serata del gruppo in cui canta la Dany. Vederla e sentirla è sempre un piacere e quando mi ha detto che si sarebbe esibita in un posto così importante per me (nel bene e nel male) non ho potuto resistere.
Immediatamente mi sono affiorati i ricordi più piacevoli. Il posto dove parcheggiavo la mia bicicletta, il campo da calcio degli Azzurri dove ho sgambettato con i primi palloni e quella giostra un po’ imboscata dove... dove... beh, insomma, dove gli altri muovevano i primi passi.
Nulla era cambiato. Nemmeno le facce. A gestire la pesca di beneficenza c’era sempre l’Ambrogia. La stessa che mi faceva scegliere i premi da 1000 lire prima di pescare per poi farmi vincere l’ambìto giocattolo (un po’ come faceva Moggi con gli arbitri della Juve). Ho sempre sostenuto che la corruzione si manifesta sempre nei luoghi più insospettabili.
Al banco della cucina c’era sempre Luca a far saltare le salamelle e la sua compagna (all’epoca fidanzata da sempre, oggi moglie) a servirle. A dare manforte dietro i fuochi la mamma della Ve..., per la quale all’epoca avevo una cottarella per via del suo carattere forte e da stronzetta. Oggi è ingrassata ed ha un accenno di baffi. Nonostante l’oratorio, Dio l’ha punita ugualmente.
E poi il mio vecchio amico di infanzia. Appoggiato al bidone dei rifiuti, il paffuto e rubicondo Omar è diventato un armadio con tanto di cintura nera di judo. Per motivi che non ricordo, la nostra amicizia si interruppe bruscamente. Non ci siamo mai più salutati, nemmeno se ci incrociavamo per strada. E così è successo l’altra sera. Lui ha visto me, io ho visto lui. Indifferenza totale.
Tra una salamella cruda e una birra sgasata io e la Dany ci siamo improvvisati freschi sposini alla pesca di beneficenza. Dopo aver regolarmente vinto un portaposate da cassetto, un temperamatite a forma di mappamondo e delle tazze da vino in ceramica (ma cosa compra la gente!), ho fatto cenno all’Ambrogia che ha sostituito il tutto con una lampada della Nastro Azzurro, un set di bicchieri da birra e un portagioie. Alla successiva manche, ormai verso la chiusura, abbiamo letteralmente fatto acquisti su richiesta completando con un altro set di bicchieri, un porta CD, una tazza, un’altra lampada e un vassoio in silver plated. Abbiamo fatto comunque beneficenza.
Come se la mia purificazione dopo anni di peccati (vedi lavoro precedente) non fosse abbastanza, ieri (domenica) mi ci sono trovato di nuovo in un oratorio. Il piccolo (non poi troppo) figlio di Lele e Terry è stato battezzato col nome di Edoardo Claudio (questi nobili...). Battesimo in chiesa, rinfresco in oratorio.
La mia purificazione si sta compiendo. Sto diventando proprio un bravo ometto.
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La fine di un'era
11 set 2008 | 17:14 Archiviato in: il
Martini dice...
Per otto lunghi anni la gente ha mostrato verso di me svariate reazioni nell’apprendere il mio apporto verso l’economia di questo paese. Qualcuno mi ha invidiato, qualcuno si è incuriosito, in tanti mi hanno (pre)giudicato e non pochi mi hanno evitato dopo averlo saputo.
Quando dici di lavorare in un Sexy Shop devi sempre pensare che chi ti sta ascoltando nella maggioranza dei casi non ha mai visto un negozio del genere. Quello che conosce sono solo una serie interminabile di luoghi comuni e pregiudizi. Pregiudizi, che poi diventa facile accomunare anche a chi ci lavora.
Non ho mai rivelato in questo sito la mia occupazione. La gente, anche se non lo ammetterà mai, ha il tremendo vizio di giudicare la gente per il lavoro che fa. Se sei un impiegato di un ente statale sei un raccomandato, se sei un insegnate sei un talento sprecato e se sei un carabiniere, invece, si inventano le barzellette su di te. Secondo l’ignoranza collettiva, i commessi di sexy shop sono suddivisi in due categorie: gay e viscidi pervertiti. E non essendo gay...
Otto anni fa accettai questa avventura. Stavo ancora facendo gli esami di maturità quando qualcuno mi offrì l’opportunità di lavorare in un negozio. Conoscevo molto bene quella persona e sapevo che quello che mi stava proponendo era una proposta reale e seria, e l’idea mettermi dietro un bancone assieme a degli amici come nel film Clerks mi entusiasmava molto.
Il lavoro era bello. Due turni (mattina e sera) che mi permettevano di svegliarmi ad orari ragionevoli e che non condizionavano di troppo la durata e la qualità delle mie sertate. Al di là dell’afflusso di clienti di cui mi occupavo, avevo parecchio tempo da dedicare ai passatempi più disparati: il Blockbuster dall’altra parte della strada mi aiutava a tenermi aggiornato sul mercato dell’home video più tradizionalista, un computer connesso ad internet (successivamente wi-fi) garantivano la possibilità di continuare a gestire i miei traffici sulla rete (compreso questo sito) e il cavo antenna appeso al controsoffitto e collegato alla TV, mi ha regalato parecchie soddisfazioni non facendomi perdere nemmeno un episodio dei Simpson. Immaginate di fare tutto questo ed essere pure pagato (bene). Chi lo mollerebbe più questo lavoro?(continua qui...)
Canzone per la sua ex ragazza
30 ago 2008 | 18:41 Archiviato in: il
Martini dice...
In quegli anni poi, più che negli anni ’80, abbiamo assistito ad una serie di stelle dall’esordio prorompente ma che non hanno saputo confermarsi al secondo tentativo, scomparendo completamente dalla circolazione. Basti ricordare i 4 No Blondes (rock), Shola Ama e Toni Braxton (R&B), Spin Doctors e Public Enemy (rap), Nirvana e Guns (rock/metal) per non parlare di certi gruppi dal successo stratosferico poi scomparsi o che hanno dato vita a fior di solisti (Cranberries, Enya, No Doubt, Take That e Spice Girls...).
In Italia abbiamo avuto più o meno lo stesso destino. Resistevano i Vasco Rossi, i Ramazzotti e i Ligabue. Jovanotti stava cambiando la sua muta da cazzaro, con una veste più impegnata non soltanto musicalmente mentre degli 883 ci si chiedeva solo che lavoro facesse Mauro Repetto.(continua qui...)
Votatemi!
27 ago 2008 | 18:46 Archiviato in: il
Martini dice...
Alla fine di ogni articolo ci sono cinque stellette. Potrete esprimere un voto da uno a cinque che potranno significare quanto l’articolo vi sia piaciuto, quanto vi sia stato utile, quanto vi abbia divertito o semplicemente quanto ho rotto i coglioni da 1 a 5.
In realtà dovevano stare accanto al titolo ma non ho davvero idea di come si faccia.
Vabbuò, usateli.
Nuova Gallery: grigliata a casa di Marco
24 ago 2008 | 12:16 Archiviato in: il
Martini dice...
Una serata tipica, con le costine e le salamelle condite con del buon vino a spruzzo (un po sulla carne, un po’ nella mia bocca), tanta birra e tanti ammazzacaffè. L’occasione ideale per dare il benvenuto ufficiale tra gli amici del Martini alla Dany, la Lety, Mauro e Isa, Marco, Andrea i piccoli Nicholas e Patrick tutti reduci dallo splendido gruppo che si è formato giocoforza frequentando tutti il Sax Cafè di Lissone.
In effetti avrei voluto inserirli prima questi amici ma il mio impegno sul sito è vacillato parecchio in questi mesi (immagino ve ne sarete accorti) e così l’unica occasione per scattare qualche foto al di fuori del solito luogo di incontro è stata questa.
Rimango in attesa (perenne?) delle foto di Dany che ha scattato anche in altri frangenti per poterne inserire di più. Nel frattempo godetevi queste.
Manifesta pazzia
23 ago 2008 | 17:31 Archiviato in: il
Martini dice...
I telegiornali in quei giorni continuavano a ripetere di strani fenomeni atmosferici che imperversavano per tutto il pianeta. Tempeste elettromagnetiche, aurore boreali nel bel mezzo dell’equatore, sbalzi temporali. Tutti fenomeni da manuale che presagivano di lì a poco la risposta alla domanda che noi tutti ci facciamo: siamo soli nell’universo?
Mentre mio fratello si accingeva a scolare la pasta, vidi dietro la casa del nostro vicino uno strano annuvolarsi. Nuvole nere come il fumo che brucia la plastica. Si addensava con rapidità come sbuffato da enormi ciminiere nascoste dietro la casa. I vetri cominciavano a tremare mentre un rumore cupo e continuo nascondeva solo lievemente il forte battito del mio cuore, spaventato ma al tempo stesso eccitato.
Fu in quel momento che la vidi. Era nera e gigantesca. Usciva dalle nuvole che lei stessa aveva creato con assoluta lentezza. Feci in tempo a prendere la telecamera mentre l’oggetto passava sopra casa nostra. Corsi sul balcone nel retro per continuare a documentare quello che tutto il quartiere stava vedendo: un’astronave aliena.(continua qui...)
Ritorno in poppa magna
Erano gli anni '80. C'erano i paninari con le
loro Timberland e i loro Montclair smanicati,
anche a ferragosto. C'era il cinema degli anni
'80, c'erano i cool Andrew
McCarthy e Rob Lowe, lo sfigato
per eccellenza Anthony
Micheal Hall e la principessina che
tutti amavano per la sua innocente
dolcezza, Molly Ringwald.
C'era la musica negli anni '80. Ragazzi che Musica! Duran Duran, Spandau Ballet, Tears for Fears, Wham! e mille altri fenomeni che hanno segnato la storia della musica mondiale, quasi tutti americani e inglesi. E poi c'era un'italiana: Sabrina Salerno.
Come tutti i fenomeni musicali del momento, fu Cecchetto ad accorgersi di lei durante un concorso di bellezza per giovani liguri. Da subito, il buon ClaudioOcchioLungo si rende conto che le sue doti canore erano nulla in confronto a quelle visive. Se Sabrina bucava lo schermo, i giovani bucavano i pantaloni. E allora le fa incidere il primo singolo, Sexy Girl. Ed è subito successo. Riesce a sfondare in tutta Europa tanto da oscurare l'icona inglese Samantha Fox, fino a quel momento lo standard di bellezza e sensualità per quegli anni. Con il video Boys (vedi riquadro), Sabrina entra diritto nella classifiche mondiali e il suo video, scuote un'orda le ragazzini come mai nessuno fece.
Arriva il cinema. Per lei B-movie
italiani dell'epoca con i Boldi, i Calà e i De
Sica, figli (illegittimi) della comicità tutto
sesso ed equivoci di Banfi, Vitali e
Montagnani. Il successo tende a scemare. Gli
anni '90 hanno bisogno di qualcosa di diverso
di un paio di grosse tette e Cecchetto è
impegnato con altri fenomeni più longevi:
Jovanotti. Si rivedrà nel '98, come cameo nel
film Jolly Blue degli 883 (sigh!).
L'anno 2008 sarà ricordato come il grande ritorno di Sabrina Salerno. Conduce una trasmissione radiofonica su R101 alternandosi a Sandy Marton, Dan Harrow e Tracy Spencer. I quattro mostri sacri di Cecchetto in quegli anni.
La trasmissione serve a Sabrina per lanciare il suo nuovo sito internet (sabrinasalerno.com) e il suo spazio MySpace. Ma soprattutto serve per lanciare il suo ultimo lavoro discografico: la cover dei Cardigans, Erase Rewind, ovviamente in versione disco. La speranza è quella di far diventare il brano il tormentone dell'estate 2008. Mai come quest'anno, senza il Festivalbar che ci accompagna (che tristezza), abbiamo bisogno di un motivetto da cantare sul bagnasciuga. Forse il pezzo è arrivato troppo tardi, forse non è nemmeno un granché per aspirare al titolo, questo dovrete dirmelo voi che siete davvero a scatenarvi nelle discoteche in riva al mare.
Io aspetto con ansia il video. Perché se se c'è una cosa che la storia della musica mi ha insegnato è che i grandi ritorni si fanno in grande stile. E lo stile di Sabrina non era nelle sue doti vocali.
C'era la musica negli anni '80. Ragazzi che Musica! Duran Duran, Spandau Ballet, Tears for Fears, Wham! e mille altri fenomeni che hanno segnato la storia della musica mondiale, quasi tutti americani e inglesi. E poi c'era un'italiana: Sabrina Salerno.
Come tutti i fenomeni musicali del momento, fu Cecchetto ad accorgersi di lei durante un concorso di bellezza per giovani liguri. Da subito, il buon ClaudioOcchioLungo si rende conto che le sue doti canore erano nulla in confronto a quelle visive. Se Sabrina bucava lo schermo, i giovani bucavano i pantaloni. E allora le fa incidere il primo singolo, Sexy Girl. Ed è subito successo. Riesce a sfondare in tutta Europa tanto da oscurare l'icona inglese Samantha Fox, fino a quel momento lo standard di bellezza e sensualità per quegli anni. Con il video Boys (vedi riquadro), Sabrina entra diritto nella classifiche mondiali e il suo video, scuote un'orda le ragazzini come mai nessuno fece.
L'anno 2008 sarà ricordato come il grande ritorno di Sabrina Salerno. Conduce una trasmissione radiofonica su R101 alternandosi a Sandy Marton, Dan Harrow e Tracy Spencer. I quattro mostri sacri di Cecchetto in quegli anni.
La trasmissione serve a Sabrina per lanciare il suo nuovo sito internet (sabrinasalerno.com) e il suo spazio MySpace. Ma soprattutto serve per lanciare il suo ultimo lavoro discografico: la cover dei Cardigans, Erase Rewind, ovviamente in versione disco. La speranza è quella di far diventare il brano il tormentone dell'estate 2008. Mai come quest'anno, senza il Festivalbar che ci accompagna (che tristezza), abbiamo bisogno di un motivetto da cantare sul bagnasciuga. Forse il pezzo è arrivato troppo tardi, forse non è nemmeno un granché per aspirare al titolo, questo dovrete dirmelo voi che siete davvero a scatenarvi nelle discoteche in riva al mare.
Io aspetto con ansia il video. Perché se se c'è una cosa che la storia della musica mi ha insegnato è che i grandi ritorni si fanno in grande stile. E lo stile di Sabrina non era nelle sue doti vocali.
Calcio Incrociato - il video definitivo
01 ago 2008 | 23:43 Archiviato in: AreaOdeon
Vi ricordate che il 6 luglio AreaOdeon ha
organizzato il primo torneo quadrangolare di
Calcio Incrociato? Bene, è stato un successo.
Poco pubblico a dire la verità ma tanti
giocatori (quaranta) che hanno calcato il
terreno del Sada di Monza per conoscere questa
nuova disciplina.
Dopo ormai quasi un mese, sono riuscito a montare il video di oltre tre ore riassumendole in soli dieci minuti. Dieci minuti di gol, cadute, falli, imprecazioni e tanto divertimento.
Ecco il video:
Vi voglio segnalare anche gli altri modi per conoscere il mondo di AreaOdeon. Potete aggiungere AO nelle vostre amicizie di MySpace, YouTube e Flickr
Dopo ormai quasi un mese, sono riuscito a montare il video di oltre tre ore riassumendole in soli dieci minuti. Dieci minuti di gol, cadute, falli, imprecazioni e tanto divertimento.
Ecco il video:
Vi voglio segnalare anche gli altri modi per conoscere il mondo di AreaOdeon. Potete aggiungere AO nelle vostre amicizie di MySpace, YouTube e Flickr
What Else?
31 lug 2008 | 21:02 Archiviato in: il
Martini dice...
Prendo il telefono per avvisare mio padre (ex impiegato Telecom) per chiedergli qualche consiglio sul da farsi. Non che le operazioni possibili siano molte, ma è un modo per condividere il mio problema nella speranza che lui sappia come comportarsi.
Afferro il telefono con decisione. Un vecchio SonyEricsson T68 identico a quello che avevo qualche anno fa. Sto per comporre il numero quando mi arriva una chiamata sullo stesso cellulare. Il numero non è privato. Sul display appare chiaramente il nome e cognome di chi mi sta chiamando. Ho un attimo di esitazione. Il nome che mi è apparso non lo conosco. Non l'ho mai sentito e nemmeno è presente nella mia rubrica. Come fa ad apparirmi? Qualcuno l'ha inserito? Chi è Elsa Dekanter?(continua qui...)
Ciao Gianfrà'
14 lug 2008 | 11:09 Archiviato in:
TV, Cinema & Musica | il
Martini dice...
Alla prima risponderei con Dark side of the moon dei Pink Floyd; per 1 milione di euro farei di tutto (TUTTO); e la celebrità per cui farei follie è Britney Spears (non certo per le sue doti canore).
Di lui si è detto che era un Signore (notare la S maiuscola) coatto e mai banale. Per me invece è sempre stata una figura inquietante. Il suo modo così possessivo del mezzo della televisione era fuori da ogni schema. Sembrava un predicatore per come pretendeva l'attenzione, non solo del pubblico in sala ma anche di quello a casa. Memorabile quando ai tempi della televisione a mezzogiorno, chiedeva le telecamere con un suggestivo (e imitatissimo) "damme la 2". Assomigliava terribilmente al mio dentista. Odioso e sanguinario chirurgo odontoiatrico che non finiva mai di parlare del suo camper. Che per inciso, gliel'ha pagato la mia famiglia. E questo contribuiva a rendermelo inquietante.(continua qui...)


