Ricordi di un lavoro passato: la fine di un’Era
Ebbene si. È finita. È durata tanto questa avventura, otto lunghi anni.
Per otto lunghi anni la gente ha mostrato verso di me svariate reazioni nell’apprendere il mio apporto verso l’economia di questo paese. Qualcuno mi ha invidiato, qualcuno si è incuriosito, in tanti mi hanno (pre)giudicato e non pochi mi hanno evitato dopo averlo saputo.
Quando dici di lavorare in un Sexy Shop devi sempre pensare che chi ti sta ascoltando nella maggioranza dei casi non ha mai visto un negozio del genere. Quello che conosce sono solo una serie interminabile di luoghi comuni e pregiudizi. Pregiudizi, che poi diventa facile accomunare anche a chi ci lavora.
Non ho mai rivelato in questo sito la mia occupazione. La gente, anche se non lo ammetterà mai, ha il tremendo vizio di giudicare la gente per il lavoro che fa. Se sei un impiegato di un ente statale sei un raccomandato, se sei un insegnate sei un talento sprecato e se sei un carabiniere, invece, si inventano le barzellette su di te. Secondo l’ignoranza collettiva, i commessi di sexy shop sono suddivisi in due categorie: gay e viscidi pervertiti. E non essendo gay…
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