Il benessere prima di tutto
C’è crisi oggigiorno.
Ecco perchè non ho mai smesso di spedire curriculum. Per carità, il mio lavoro mi piace ma ogni tanto devo dare ragione a mio padre che l’idea del posto fisso, di quelli che ti consentiranno di prendere una pensione dignitosa a 65 anni, non mi dispiacerebbe proprio.
Così qualche mese fa ho ricominciato a spedire quintalate di curriculum (curricula o curriculums se vogliamo dare un calcio sui denti al latino).
Ed ecco che l’altra mattina mi arriva una proposta. Tutto quello che mi hanno detto al telefono è che si trattava di un centro benessere e che avrei dovuto gestire dei corsi. Ovviamente, per fare un minimo di scrematura, mi hanno chiesto se io, come persona, avevo a cuore il benessere. Con quella faccia da culo che mi contraddistingue ho risposto affermativamente. Ovviamente non gli ho detto che mi stavo preparando per colazione le frittelle col brandy.
Appuntamento alle 18.30 a Seregno (città sulla quale prima o poi scriverò un saggio di urbanistica). Entro in un negozio che tutto sembra fuorché un centro benessere. Assomigliava più che altro alla sala audiovisivi dell’oratorio. Stringo alla mano al signor Cxxxx., un altro maledetto francese, che da buona serpe che conosce il fatto suo, finge un visibile interesse del mio arrivo.
Come un hare krishna incravattato, comincia a esporre il meraviglioso mondo di Herbalife. Esordisce dicendo che oggigiorno il benessere fisico sta diventando la nuova mecca di ogni essere umano. E ci credo, dico io, almeno il sogno di avere un bel culo non ce lo possono portare via!
Poi, prendendo ispirazione da un’insipida presentazione in Power Point su Mac (orrore!!!), illustra che, nonostante la crisi Herbalife è in costante crescita sotto il profilo finanziario. Anche Wanna Marchi lo è stata. Herbalife è anche sponsor dell’Inter, Formula 1, e centinaia di atleti pluripremiati. Esattamente come la Tucker lo fu per le nazionali italiane di ogni sport.
Infine arriva al nocciolo del lavoro. Il famigerato schema piramidale.
Bisogna partecipare ad un corso di formazione di due giorni a Segrate (sigh!) a pagamento, trovare una sala per il pubblico e portare lì quanti più amici e parenti obesi che si può per fargli compiere i magnifici 12 passi di Herbalife (credevo che i 12 passi fossero un’esclusiva degli alcolisti anonimi).
Ovviamente i guadagni sono da sceicco. 1200 euro al mese per ogni classe che gestisco. Che raddoppiano se di classi ne possiedo due. E così via.
Naturalmente per spronarci erano presenti i personal trainer provenienti da mezza Italia. Ognuno di loro portava a casa circa 6000 euro al mese, ma nessuno di questi aveva minimo gusto in fatto di abbigliamento.
Dopo aver capito che tra i quaranta aspiranti candidati, almeno venticinque erano amici e parenti dei personal trainer, ho deciso di affrontare personalmente l’incravattato dicendo:
È fantastico, è tutto molto bello. Si guadagna bene e mi piace fare del bene alla gente.
Il problema, è che di fumo nella mia vita ne ho già venduto abbastanza e ho un’amica che ha ancora il garage pieno di prodotti Herbalife invenduti.
Ma soprattutto, che non me la sentivo di consigliare ai miei parenti in sovrappeso di bere una tisana all’aloe a colazione dopo aver permesso alla scimmia della Coco Pops di mandare le sue pelose figlie all’università. Sarei stato poco credibile.
Grazie della splendida opportunità. Non mancherò di segnalarlo agli amici.
Detto fatto.
AGGIORNAMENTO: mi hanno contattato altre due volte. Devo essergli piaciuto. Questi mi voglio sul serio.
Ovviamente ho ribadito il mio no. Forse avrei dovuto fargli leggere questo articolo.
anche secondo me, avranno capito che si un tipo curato ed attento al tuo equilibrio psicofisico. Certi treni passano una sola volta ricorda…
E si spera di non doverli prendere mai
matteo hai visto troppe volte “un giorno di ordinaria follia”……
secondo me i sorrisi falsi e gli schemi piramidali non nascondono un serial killer, servono alle persone banali per nascondere la loro banalitè……
Amen sorella!!!
MAPPERCARITA’!!!! A UN PALMO DAL CULO MIO!!!
In che senso?!
eh, ci vuole pelo sullo stomaco. Da eliminare, poi con i fanghi alle alghe Herbalife
Io purtroppo sono più pessimista. La cosa che più mi fa rabbia di queste “opportunità” è che funzionano. Cioè, davvero si possono guadagnare migliaia di euro con un lavoro del genere a patto che tu metta da parte la coscienza e che sia pronto anche a mettere in gioco tua madre per chiudere un contratto o vendere una tisana.
Il problema quindi sta nel fatto che finché ci sarà gente capace di fare questo lavoro, ci sono poche speranze per quelle persone oneste e con integrità sufficiente a non metterla in quel posto a chiunque capiti sottotiro.
Ed io non sono uno di questi.
Cazzo Martini, leggendo l’articolo, ho ben presente il soggetto con cui hai parlato, il luogo e la scena. Da brividi… io penso che uno come lui, come tanti altri ingranaggi di queste multinazionali con mentalità americana dal sorriso falso stampato perennemente sul viso e dall’ottimismo forzato, siano dei potenziali serial killer: un giorno si sveglieranno e capiranno che la loro vita è una farsa in bilico su di un sottilissimo filo ed al minimo soffio di vento il loro schema piramidale crollerà seppellendoli. Usciranno di casa incravattati, lampadati, col bel sorrisone stampato in volto e un fucile a canne mozze sotto l’impermeabile pronti a seccare la prima persona che non compri i loro prodotti di bellezza, stanche dell’ennesimo rifiuto. Queste cose mi spaventano, davvero, è per questo che se potessi vorrei fare il pescatore, comprarmi una piccola barca, stare in mare, guadagnare il giusto, ma lontano da questa società malata che tende ad omologare le persone.