Era il 1997. Il Professore all’epoca girava per la Brianza con una Renault R11 grigia. Quell’auto è stata per anni l’ammiraglia di famiglia. La prima con i vetri elettrici, sedili avvolgenti e un motore generoso che erogava 48 poderosissimi cavalli. Considerando che l’avevamo dall’87, quell’auto aveva le carte giuste per diventare l’auto ufficiale del Martini. Ma come ho detto poche righe fa, il Professore ne era il pilota ufficiale. Grippò il motore alla soglia dei 170 mila chilometri. E per l’insetto scoppiettante non c’era più niente da fare.
Si vide all’improvviso costretto a scegliere e acquistare un’auto. Scelse una Clio Nouvelle nuova fiammante color vomito di ubriaco (o più propriamente detto, bordeaux). Matteo la battezzò simpaticamente, l’Aborto. Prosegui la lettura…
Con Mario bros., Final Fantasy e Resident Evil, abbiamo già avuto modo di vedere al cinema veri film tratti da videogames. E se il più popolare e meglio riuscito è quello dedicato alla pettoruta Lara Croft ciò la dice lunga sulla qualità del prodotto.
A dire il vero se la sceneggiatura di un videogame funziona ed è ben costruita, ci sono buone possibilità che un lungometraggio dedicato possa ritenersi un prodotto interessante. Di sicuro il gioco vale la candela. Innanzitutto il soggetto è già presente. Buona parte del lavoro è già fatta, si tratta solo di fare in modo che la storia attorno al soggetto abbia un senso (cosa comunque non facile). Un altro vantaggio è che se il titolo gode di un nutrito numero di fan il target è già subito che trovato e stai pur certo che i fan accaniti accorreranno al cinema per vedere il protagonista in carne ed ossa del loro eroe digitalizzato. Per non parlare del merchandising. Prosegui la lettura…
Cosa fate voi quando lasciate il vostro computer a non far niente? La maggior parte immagino che farà partire gli screen saver. Belli quelli superluminosi con effetti da hippie anni ’60. Oppure i più tenerelli avranno fatto una slide con le foto della propria prole. E i più tradizionalisti avranno l’orologio che gira da una parte all’atra.
Io li ho sempre odiati. Da buon pezzente che sono, quando non uso il computer, tendo a metterlo in stop per risparmiare. Tanto uno screen saver partirebbe quando mi allontano dal computer, che mi frega sapere cosa appare in quel momento!?
Ma da ieri il mio computer, è diventato uno strumento di ricerca per il SETI, l’organizzazione che dal 1984 invia segnali radio nel cosmo nel tentativo di trovare vita intelligente nell’universo (Arcore esclusa).
Per chi ha visto il film Contact, è quel posto sperduto dove lavora Jodie Foster.
Scegliendo il programma del SETI per l’appunto, il mio computer entra a far parte di del progetto SETI@home che utilizza i computer degli utenti di tutto il mondo sfruttandone la potenza di calcolo, ottenendo così un supercomputer in grado di realizzare la loro ricerca. Tutto questo si chiama Calcolo Distrubuito. Prosegui la lettura…
Era il 1993. A quei tempi Professore era considerato il maggiore esperto di calcio di tutto il liceo Enriques di Lissone. Radunati alcuni fedeli discepoli decise di creare un passatempo: assegnare punteggi in base a parametri prestabiliti da sommare alle pagelle dei calciatori di Serie A pubblicate dalla Gazzetta dello Sport. Nacque il Fantacalcio.
In realtà questa “disciplina matematica” esiste dal ’90 ma nessuno se l’è mai filata prima. Il professore è stato sicuramente un precursore ma secondo il suo ego smisurato ne è stato l’inventore.
La mia prima edizione risale al 1998 con gli amici della piazzetta. Anche se la mia primissima apparizione risale al ’94, quando ai discepoli di mio fratello mancava un giocatore/pollo. Credo che non detti mai la formazione quell’anno. So solo che avevo Melli e Eranio, gli altri non li ricordo.
Nel 2000 fondai l’A.C.E. Sorbonìa, una associazione fantacalcistica votata alla seconda chance, con giocatori non più giovani ma affidabili e spesso appartenenti alle squadre di seconda fascia. Avevo il Baggio del Bologna, Signori della Lazio e Crespo del Parma e grazie al fatto che il Divin Codino era considerato centrocampista, potevo anche fare affidamento su un Marcio Amoroso dell’Udinese in attacco. A centrocampo il leader era la coppia Hidetoshi Nakata e Giovanni Tedesco. Prosegui la lettura…
Categorie:Amarcord, il Martini dice..., Sport, Storie, Tendenze Tag: anni 90, calcio, classifiche, gioco, italia, lissone, opinioni, personale, ricordi
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