Meteorismo
31 ott 2007 | 01:16 Archiviato in:
TV,
Cinema & Musica
Senza andare a scomodare gioie e dolori degli anni '80, ripeschiamo quattro artisti del decennio successivo. Quegli anni '90 in cui lo scopo primordiale era quello di dimenticare l'ondata kitch e stravagante del periodo precedente e portarci senza troppi sconvolgimenti nel nuovo millennio. La musica abbandonava l'elettronico per tornare all'acustico e all'unplugghed. Periodo difficile per i non talentuosi (Take That & co. a parte).
Chi si ricorda di Midge Ure? Come dimenticare il famoso hit, Breathe, che fece da colonna sonora dalla Swatch per la sua campagna del '96 (ma esiste ancora la Swatch?!). Nella sua carriera ha lavorato con Bob Geldof e scritto una delle più belle canzoni natalizie di sempre (Do they know it's Christmas?), è stato leader degli Ultravox prima e dei Visage poi. È riuscito anche a farsi nominare ufficiale dell'Ordine Britannico. Ma di lui ricordiamo solo quella canzone. E a quell'epoca, quando tutti si chiedevano chi fosse a cantarla, giornali e TV dicevano che Midge Ure era un cantantino sfortunato che ha imbroccato la via giusta concedendo all'industria d'orologeria, di usare una sua canzone. Ora scrive ancora musica e fa concerti, ma il suo ultimo album è stato distribuito solo in Germania.
Un altro fenomeno che io ricordo con molto piacere è Jimmy Ray. Ai più questo nome dice ben poco ma è stata la colonna sonora del mio primo anno di patente, suonata a tutto volume con i finestrini abbassati. Il primo dei due singoli che il mercato italiano ha avuto l'onore di gustarsi, si chiamava Are you Jimmy Ray?. Una suonata country-rock dove lui, sedicente erede di Elvis con sede a Nashville, suonava e cantava circondato dalle tipiche bellezze degli Stati Uniti del sud, tutto tette e capelli biondi. A dispetto delle apparenze, il giovane scapestrato è inglese e di lui si sono perse le tracce dopo l'uscita del suo primo ed unico album dal titolo, ovviamente, Jimmy Ray. Un mitomane per eccellenza. Un esempio di meteora.
Nel 1995 ha inizio la serie cult Friends. Indimenticabile la sigla cantata dai Rembrandts. Chi? Scrissero quella canzone quasi per caso. Ma alla Warner Bros piaque fin da subito, tanto da produrgli il loro album e permettergli di girare il video della canzone con tutti i protagonisti del serial TV. La canzone ebbe un successo clamoroso tanto da rimanere salda in testa nelle Top 40 di tutto il mondo per diverse settimane. Il gruppo da allora si è un po' seduto sugli allori, scrissero qualcosina di discutibile successo (più che altro di riflesso) ma i soldi veri li videro solo con la serie di Jennifer Aniston e soci. Infatti, la fine della telefilm, coincide con la fine dei Rembrandts, che fecero il loro ultimo concerto nel febbraio del 2006.
L'ultima meteora è per palati fini. Una musica diversa e suoni sperimentali, forse troppo avanti per quei tempi, catapultavano in vetta alle classifiche un'altra Breathe. Erano i Vacuum che con la loro atmosfera cupa e fredda, diedero il via ad una serie di gruppi del nord Europa come i Royksopp e i King of Covenience. Il cantante Mattias Lindblom, svedese come ogni donna se lo immagina ha una voce calda e ammaliante e capace di straordinarie potenze vocali. La mente del gruppo però è Alexander Bard. Dopo il successo del primo album sparirono dal grande palcoscenico di MTV e canali musicali. A dimostrazione di quanto fossero avanti, furono tra i primi a credere che Internet poteva donare loro una giusta popolarità e un più stretto rapporto con i fan che, sempre meno, vedevano le loro performance nelle TV commerciali. Fecero solo due album ma molto materiale inedito fu distribuito (quasi) gratuitamente attraverso i loro contatti sul web. Oggi il cantante ha scelto tutta un'altra strada. Dopo la musica di alto livello culturale, dopo le atmosfere visionarie e semi-olocaustiche, Mattias è entrato a far parte di un altro gruppo musicale: gli Alcazar!!! Per me è stato un colpo durissimo.


