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Deficiente patentato

Uno dei principali segnali che scandiscono senza pietà l'avanzamento del tempo è il rinnovo della patente di guida. Dopo dieci anni dal conseguimento dall'esame più atteso della vita di un ragazzo, il ministero dei trasporti vuole che ci si presenti per rinnovare quel pezzetto di carta (o plastica) che ci permette di circolare e pagare la nuova Ecopass.
La prassi in realtà è molto semplice. Bisogna andare in autoscuola per avviare la pratica o saltare direttamente all'ACI, dove potrete anche prendere al volo l'appuntamento col medico per la consueta visita di controllo. Solo questa operazione vi vedrà sfilare dal portafogli la modica somma di 50 euro. Non male per ottenere un adesivo di 3 millimetri da applicare sul documento.
Ma la vera chicca avviene dal medico stesso. Arrivati in uno studio dentistico (a Lissone è così) mi attendono tre (!) medici. Comincio a pensare che forse si tratta di qualcosa di una semplice visita di controllo. Già mi aspettavo chissà quali esami. Il primo medico mi fa sedere e mi pone delle domande di rito:


- Tutto bene?
- Ha avuto problemi cardiaci recentemente?
- Sta assumendo psico-farmaci?
- Fa uso di sostanze stupefacenti?


Se alle prime domande la risposta è stata piuttosto facile, alle altre due avuto qualche dubbio. Non è che tentennassi nel dare la risposta (sia chiaro, no ad entrambi), ma mi è venuta una lieve tentazione di rispondere così:

- Si, il medico mi ha imposto una confezione di Prozac perchè dice che sono violento e potrei essere un pericolo per la società. Tra l'altro le ho appena finite e la farmacia di turno è chiusa. Non è che potreste fornirmene voi?
- Ovviamente si. Nella mia vita di tossico cerco di non farmi mancare niente. Ci tengo a figurare al meglio in questa società. Oltretutto, assieme ad amici, ho anche avviato una piccola raffineria fuori città, in modo di poter fornire l'intera zona con controlli maggiori sulla qualità con prodotti sani e puri. Distribuiamo ovunque, scuole, centri commerciali, McDonald's.
Ma siccome amiamo il nostro lavoro, riusciamo sempre a tenere qualcosa per noi, un po' come se fosse il nostro vero conpenso
.

Come avrebbero reagito? Non lo sapremo mai. Forse nemmeno un tossico avrebbe risposto così, col rischio di non poter più consegnare la merce agli studenti del circondario.
Passiamo all'esame successivo: quello uditivo.
Domanda: "Ci sente bene?". Risposta: "Eh?!". Vi giuro che non mento. Non ho capito sul serio la domanda. Il secondo medico parlava come se avesse una patata in bocca, la testa in un mastello e con uno strano accento svedese. Mi ripete la domanda ed io con fiera sicurezza rispondo affermativamente. Esame Superato.
Esame della vista: la solita lavagnetta con le lettere. Il medico dall'accento svedese mi lancia (letteralmente) il suo biglietto da visita e mi ordina: "Occhio!". Io rispondo "Grazie" e me lo metto in tasca. Sfortunatamente quello non era un invito a stare in guardia al lancio del biglietto ma era riferito all'ordine di mettere il biglietto da visita davanti all'occhio e leggere la lavagnetta. Sparo con entrambi tutto l'alfabeto alternando gli occhi, prima il sinistro poi il destro. Esame superato.
Visita terminata. "Trenta euro, grazie e arrivederci".
Questa visita medica spiega come tutti i problemi del mondo moderno siano da attribuire allo stress del traffico e agli incompetenti che ne fanno parte. Il rinnovo della patente di guida è la più grande farsa della burocrazia italiana. Non mi hanno chiesto nulla di scritto, un certificato medico né una tessera sanitaria. Si sono fidati della mia parola, che vale quanto quella di un idiota tossicodipendente. In più tre medici (dieci euro a testa) mi hanno fatto un esame che poteva eseguire anche l'impiegata dell'ACI o meglio ancora il mio medico di famiglia, il quale avrebbe anche potuto accertare meglio le mie condizioni di salute.
Uno spreco assurdo di risorse e di denaro. Fortunatamente non di tempo, perché ammettiamolo, quanti Lissonesi a ridosso della scadenza della patente si possono trovare nello stesso giorno alla stessa ora, presso gli uffici dell'ACI o davanti allo studio medico?
Insomma, 80 euro per certificare (per modo di dire) il mio diritto alla guida di un veicolo. Un diritto sacrosanto che però viene concesso con troppa leggerezza. Se penso all'idiota che guida ubriaco o fatto di chissà cosa, o ad uno non in condizioni fisiche per guidare senza essere un pericolo per sé e per gli altri, investire un bambino, mi verrebbe voglia di incriminare anche il medico che gli ha rinnovato la patente. Perché una responsabilità così grande non può essere ceduta con così tanta leggerezza.
Grazie e arrivederci.