www.ilMartini.com - www.ilMartini.com - pensieri ed opinioni di un mitomane fancazzista

Saluti da Cogne

Venerdì mattina. In piedi sin dall'alba. Un caffè al volo, una lavata di denti e sono già fuori casa. L'estate è ormai alle porte ma, a quell'ora, fa comunque freddino. Scaldo un po' la macchina, non molto perchè ho fretta, e parto. Direzione Torino.
Speriamo di trovare ancora qualche biglietto disponibile. Ho preso un giorno di ferie per essere presente oggi. Alla sentenza finale per Annamaria Franzoni.


Queste poche righe sono il frutto di sette anni di accuse, difese, rinvii, ricostruzioni, pianti, bugie, calunnie, apparizioni TV, speciali in prima serata... Troppi. Decisamente troppi per un caso in cui per la maggiorparte di ogni mente sana di questo pianeta, la verità è chiara e limpida, come il cielo di Cogne.
Oltre venti persone venerdì mattina erano in fila, davanti all'ingresso del tribunale di Torino in attesa dell'apertura dei cancelli. Con un numerino in mano che permetteva loro di avere un posto in primafila nell'aula di tribunale. Come al cinema, come dal macellaio. Con la presunta macellaia a pochi metri da loro. Una donna, una diva, un omicida.
Non ho intenzione di dare la mia sentenza su questo caso. Non sono un detective e non ho informazioni valide per studiarle. Mi sono fatto un'idea, come tutti, ma non la dirò. Annamaria Franzoni ha dato una sua versione per sette anni. I suoi avvocati ne hanno date più di una. I giudici sono certi della sua colpevolezza ma, le prove evidenti, sono sempre troppo labili e confutabili.(continua qui...)
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Non è mai troppo tardi

Siamo Campioni d'Italia questo è il verdetto.
Siamo Campioni d'Italia non è un sogno è la realtà.
Siamo Campioni d'Italia e nessuno potrà discuterlo!
Finalmente, come un donna che si fa aspettare, come un treno in ritardo, come il risveglio dopo un incubo, lo scudetto "del campo" è NOSTRO!
Grazie ragazzi, quest'anno siete stati eccezionali tutti. Avevate davanti il tricolore e dietro l'Italia intera armata di bastoni e pomodori, come un inseguimento nella Savana bisognava decidere se essere prede o predatori. Missione compiuta. Il biscione, st'estate, mangierà.
Ma attenzione ragazzi, avete fatto solo quello che eravate obbligati a fare. Dopo calciopoli, è inutile dire che questo scudetto era a portata di mano. Quindi, va bene esaltarsi ma non troppo. Le "odiate", hanno vinto molto più faticosamente e, spesso, le conquiste sudate sono più belle. Ma la domanda del secolo è: grande Inter o piccole le altre?
Ahimè, non lo sapremo mai. A mio parere, senza il terremoto estivo, la Juve in A non sarebbe stata altrettanto forte, perchè avrebbe sì mantenuto Ibra, Vierà e Cannavaro, ma sarebbero stati lo Zlatan dell'ultimo anno bianconero, un Patrik mezzo infortunato e un Cannavaro pallida copia di sé. Il Milan, avrebbe potuto avere una ventina di punti in più, ma sarebbe comunque senza Sheva (e con uno scarso Oliveira) e forse non avrebbe avuto Ronaldo.(continua qui...)
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Onore ai vincitori

Alla fine, ce l'hanno fatta.
Ci sono voluti diciotto anni di fatiche, umiliazioni, delusioni dell'ultimo minuto. Ma alla fine anche l'Inter, il suo bello scudetto conquistato sul campo, se l'è portato via. In attesa di Gigi, smarritosi nei meandri di piazza Duomo dopo aver appeso la bandiera nerazzurra sul tram numero 29 al posto di quella della città di Milano, è giusto dedicare due parole ai nuovi campioni d'Italia.
Sarà dura. Diciott'anni di abitudini e tradizioni sono difficili da dimenticare. Il 6 a 0 nel derby, 5 maggio, Ronaldo. Tutte cose che perdono improvvisamente di significato. Si apre un nuovo ciclo. Quanto durerà lo dirà solo il tempo.
Complimenti sinceri a Zanetti e compagni. Lo dico da anni che mi piacerebbe vedere l'Inter, una volta ogni tanto, vincere qualcosa. Far loro assaporare piccoli momenti di gioia prima di ricadere nel baratro della delusione sportiva.
Tornano a sventolare le bandiere nerazzurre per le strade della città Meneghina. Prepariamoci ad una settimana di blocco totale del traffico per l'aumento vertiginoso delle polveri sottili.

P.S. solo due parole...
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Un giorno di straordinaria follia

Finalmente uno dei miei sogni si è avverato: andare ad assistere dal vivo al mega circo americano del Wrestling. Per l'occasione, da buon zio che sono, ho sfruttato l'innocente infanzia del mio nipotino maggiore, Giuseppe, spacciandomi per accompagnatore quando in realtà è lui che ha accompagnato me!
Armati di magliette e cartelloni inneggianti i nostri eroi, ci presentiamo al Forum di Assago e, primo colpo di scena, la fila per il biglietto era composta solo da gente con più di vent'anni. Il che mi rallegrò al pensiero che non ero l'unico ad aver superato da tempo la pubertà(?) ad aver pagato 120 euro per assistere ad Undertaker e soci.
Puntuali alle 19,30 italiane, le 13,30 sulla east coast americana (lo show era in diretta sulla tv via cavo), si accendeno le luci in un'arena esaurita, inizia il WWE Smackdown!
Vi giuro sembrava di essere al Medison Square Garden (non che ci sia mai stato). Lo speaker, con un coreografico inglese, ci annunciava il primo incontro e quindi, in un mix di luci, suoni, entrate e mosse spettacolari, entrammo nel vivo della manifestazione. Una Ferrari e una gondola scelti come simboli del Belpaese, facevano da cornice ad uno show interamente americano.(continua qui...)
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Quanto mi tirano le Olsen

La storia dello spettacolo è piena di gemelli famosi. Lo erano le gemelle Kessler con le loro gambe chilometriche, lo erano due dei Bee Gees con le loro corde vocali chilometriche. Nel calcio abbiamo i gemelli Filippini, bravi quando giocavano insieme, mediocri quando li dividevano. Nel mondo della TV degli anni '90, hanno cercato di spopolare le gemelle Daniels finite però col disunirsi tristemente. Ma le mie preferite sono e saranno sempre le gemelle Olsen.
Negli ultimi due mesi quasi i due terzi degli internauti che capitano sul mio sito, hanno in mente solo una cosa: vedere le tette delle gemelle Olsen (provare per credere). Così mi è venuta un'idea subdola: parliamo delle gemelle Olsen per aumentare questo flusso di visite.
Io, nella mia immensa cultura di telefilm trash, me le ricordo ancora in fasce quando interpretavano un unico personaggio, Michelle, nella serie TV Gli amici di Papà, nel quale recitava anche la sorella di Kirk Cameron, Candance (altri fratelli della TV). La serie andò avanti dieci anni tanto che la piccola Michelle arrivò anche ad avere due fratellini.(continua qui...)
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Dimmi come vuoi morire

È giusto prepararsi per tempo. D'altronde ci dobbiamo passare tutti. Il proprio funerale è uno di quegli avvenimenti in cui ogni essere umano vorrebbe parteciparvi ma, purtroppo, non ci è dato sapere se ne avremmo la possibilità.
Quindi, dicevo, non è tanto stupido preparasi prima, considerando il settore delle Onoranze Funebri che, per carità, fanno un lavoro importantissimo, ma sono dotati di un tatto micidiale (degno della Morte stessa) e di un avidissimo senso degli affari degno di un notaio di provincia.
Pertanto, sarebbe utile decidere in anticipo sui fiori, il necrologio e la bara. Si già, la bara. L'oggetto più inutile. Tanto che se facessero un sacco di plastica che non inquina e non si deteriora nel tempo sarebbe la stessa cosa. Inoltre noi, dall'esterno, non la vedremmo neanche.
Ecco che però in Ghana (insomma, non i soliti americani), è nata la nuova moda di farsi seppellire in bare che ricordano la professione del caro estinto o la sua grande passione.(continua qui...)
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Google è in vena di scherzi

Che le bufale nascano dal Web è risaputo. Ma quando è il Re di Internet a farli, è sempra una grande notizia. Cominciamo da quella creata per l'occasione da Google il primo aprile appena passato. Pesce d'aprile che, mai come quest'anno, mi è sfrecciato a fianco come una Ferrari in autostrada.
È apparso tra le pagine di Google, la nuova funzionalità denominata TiSP. Si sa che l'azienda di Mountain View è tra le più innovative del mondo e che grazie anche a lei a San Franciso, si è reso possibile una copertura internet Wi-Fi quasi totale. Ecco quindi che nasce TiSP, un kit formato da un router Wi-Fi che permetterebbe la connessione wireless nella vostra casa. Tale kit deve essere installato in bagno e più precisamente nel water. Ma vi rimando alle F.A.Q. che sono decisamente più divertenti.
L'amico Tommaso invece, mi ha segnalato un'altra burla che viene sempre da mamma Google e più precisamente dalle sue mappe. Provate a impostare un itinerario utilizzando Google maps, selezionate indicazioni stradali e scegliere la tratta Milano - New York. Il motore di ricerca dovrebbe indicarvi tutte le strade che dovrete affrontare, ma guardate qui cosa vi suggerisce di fare una volta arrivati a ridosso dell'oceano... (clicca qui).
Bisogna ammettere che a quelli di Google, il senso dell'umorismo, non manca proprio.
Di questa notizia, ne parla anche il Corriere della Sera.
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Buona Pasqua

Abusando violentemente di un'immagine che il buon Tommaso mi ha spedito, colgo l'occasione per augurare a tutti una buona Pasqua.
Non è certo la mia festività preferita ma le uova di cioccolato ci piacciono a tutti. Cercate di non mangiarne troppe perché non vi voglio tutti ciccia e brufoli.

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Un Re Mida al contrario

Se vi dicessi Wozzup?, chi vi verrebbe in mente? E se dicessi anche Fuego o Superstar Tour. Oppure Popstar. Dovrebbero portarvi tutti a pensare ad un personaggio della televisione. Giovane, belloccio, forse davvero il genero che tutte le madri vorrebbero. Si tratta di Daniele Bossari.
Milanese, poco più di trent'anni, ha cominciato come molti della sua generazione in radio. Il passaggio a MTV è quasi obbligato prima di approdare a Mediaset, dove gli viene affidata immediatamente la conduzione di Fuego, il programma pomeridiano in cui si parlava ai giovani con un linguaggio da giovane. Una boiata. Spazio ereditato dalla giunonica Marcuzzi che, con Colpo di Fulmine, presentava uno dei tanti antenati del reality show, quando ancora chi partecipava finiva la sua carriera con la fine della puntata. Fuego durò una stagione.
Poi venne Wozzup?, programma similare al precedente ma che lanciava le basi al più grande fallimento della musica POP mondiale: le Lollipop. Bossari scrive e conduce il programma Pop Star, nel quale una giuria di espertissimi aveva l'arduo compito di costruire le Spice Girls italiane a tavolino, selezionando migliaia di ragazze attraverso prove canore e di ballo. Il gruppo andò forte all'inizio ma crollò non appena ci si rese conto che le cinque ragazze non erano nè particolarmente belle nè particolarmente brave. E così sparirono. E con loro anche la trasmisssione non ebbe seguito.(continua qui...)
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