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Rivoluzione sulla pirateria. Ma rimane reato

Vi invito a leggere questa sentenza della cassazione nella quale si evince che scaricare contenuti, anche protetti, dalla rete non comporta reato. Questo a patto che tale download non sia a fini di lucro.
Gli internauti gridano vittoria! Ma purtroppo (dipende dai punti di vista) la cosa non è così semplice come giornali e TV hanno riportato. La pirateria è, e rimarrà, un reato.
Per farla breve, due studenti universitari hanno messo a disposizione un server FTP (utilizzando le strutture scolastiche) dal quale era possibile scaricare gratuitamente film, musica e programmi e applicazioni per la rimozione delle protezioni per gli stessi. Se rileggete bene la frase, potrete intuire su che cosa si sia basata la difesa (vincente degli imputati). Per un cavillo legislativo "mettere a disposizione" non vuol dire distribuirlo. Inoltre la legge, al momento del fermo dei due imputati, parlava di "pirateria" quando questa prevedeva lo scopo di lucro. Oggi, per questo motivo, la legge è stata cambiata con le parole "trarre profitto dalla duplicazione abusiva" che ben poco lasciano all'interpretazione. Ecco come i due giovini sono riusciti a cavarsela.
Vi invito a leggere l'interpretazione di un giovane avvocato che prova a spiegare con parole "umane" cosa sia realmente successo.
Tirando le somme: scaricare contenuti di qualsiasi genere coperto da un copyright è reato. Quello che cambierà, probabilmente, da questa sentenza e la messa in pratica della sanzione. Gli avventori non saranno più perseguiti penalmente (fino ad un certo punto) ma solamente con sanzioni pecuniarie.
E meno male! Immaginate il malcapitato che dice al suo compagno di cella di essere un pirata! Sapete cosa se ne fa della gamba di legno?!

altri link esplicativi:
- la
Legge Italiana
- il sito,
Punto informatico che da una spiegazione
-
Tevac.com, forum di discussione
- la definizione del
Diritto d'autore secondo la SIAE