www.ilMartini.com - www.ilMartini.com - pensieri ed opinioni di un mitomane fancazzista

Le 5 fasi del dolore: Negazione

Fired!
Venni assunto il 6 ottobre 2008 da una multinazionale francese, leader in Europa nei sistemi di sicurezza informatica e tutela dei dati sensibili. Il mio compito era quello di contattare le PMI della zona e proporre loro un’irripetibile offerta di partnership con il grande gruppo che rappresentavo. Fissato l’appuntamento (quando capitava), salivo a bordo della Smart d’ordinanza e sfrecciavo verso la chiusura istantanea del contratto. Oltre alla già citata auto aziendale, la grande famiglia mi ricompensava con un cellulare, rimborsi spese per vitto e spostamenti, e uno stipendio da 1487,00 euro più le provvigioni ai contratti stipulati. Avevo trovato l’America.
Il mio direttore, un francese inamidato poco più vecchio di me che ha ottenuto tale posizione grazie a suo cognato (il presidente di tutta la baracca!) aveva quell’atteggiamento da yuppie che proprio non riuscivo a sopportare. Aveva l’abitudine di chiamare telefonicamente ogni impiegato per caricarlo e motivarlo. “Un pensiero gentile” direte voi. Una tortura inflitta con crudeltà inaudita pensavamo tutti. Le telefonate mattutine, il modo di porsi, di motivare e di stimolare ricordavano il “Manuale del giovane dirigente” degli anni ’80, quello che Sergio Vastano all’epoca del Drive In e della Bocconi santificava come un vangelo.
Un bel giorno, il 17 novembre dello stesso anno (quarantatre giorni dopo!) il giovane dirigente mi chiama come ogni mattina dandomi appuntamento in ufficio. Una cosa strana pensavo. Quel giorno infatti tutti noi eravamo disseminati per Milano alla ricerca di contatti e potenziali clienti. Quindi entrai in un ufficio vuoto, come fosse una domenica mattina ricevetti la consueta stretta di mano, frasi di circostanza, un caffè e poi la chiaccherata amichevole.
- Lui: “Sai, ti ho osservato molto in questo ultimo periodo. E sono giunto alla conclusione che potresti trovare la felicità da un’altra parte”.
- Io: “Non capisco... Mi manda in una filiale all’estero?
- Lui: “No!” - “Io ho intuito per queste cose. C’è chi è bravo in questo lavoro e chi no. E tu non lo sei”.
Dopo un’infruttuosa scenata consegnai le chiavi della Smart, il telefono, l’agenda e i miei appunti ritrovandomi sulla linea 2 della metropolitana in giacca e cravatta e in mano un sacchetto dell’esselunga con dentro i miei effetti personali.
Pensai di tutto in quel lungo viaggio. Pensai ad uno scherzo, ad un brutto sogno. Pensai addirittura di essere stato messo alla prova dalla mia azienda, un test. Pensai che prima o poi avrei ricevuto la chiamata da parte del presidente in persona per scusarsi del malinteso.
Non avvenne niente di tutto ciò. Ero stato licenziato. I miei sogni di carriera infranti. Le mie speranze tramutate in illusioni e poi bruciate come l’auto e la casa del mio direttore, in un tragico incidente avvenuto solo nella mia fantasia.
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Ritorno in (grande) stile

Sono passati 15 mesi. Tanto è passato dal mio ultimo segno di vita in queste pagine.
Il Martini non è morto. È vivo, con meno capelli, meno soldi, meno donne che gli girano intorno e, forse, meno maniglioni antipanico sopra la cinta.
Le motivazioni della lunghissima assenza sono tante. Difficili racchiuderle in un unico post. E soprattutto è difficile raccontarvele alle 2:06 con poca batteria rimasta sul computer.
Le verità verranno a galla. Il vaso sarà aperto. I nodi verranno al pettine... Ma non ora.

Abbiate pazienza. Ne avete avuta per 15 mesi. Alla peggio, griderete “e sticazzi?!...
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Ho visto la luce!

Pare che dopo otto anni di peccati e di lavoro al servizio di Satana, qualcuno abbia voluto inviarmi un segnale indicandomi dove avrei dovuto trascorrere il mio sabato e la mia domenica.
Sabato sera, il mio luogo di perdizione e peccato l’ho trascorso all’oratorio. Lo stesso in cui sono cresciuto.
La molla che mi ha spinto a varcare nuovamente il cancello dopo quasi vent’anni, è stata la serata del gruppo in cui canta la Dany. Vederla e sentirla è sempre un piacere e quando mi ha detto che si sarebbe esibita in un posto così importante per me (nel bene e nel male) non ho potuto resistere.
Immediatamente mi sono affiorati i ricordi più piacevoli. Il posto dove parcheggiavo la mia bicicletta, il campo da calcio degli Azzurri dove ho sgambettato con i primi palloni e quella giostra un po’ imboscata dove... dove... beh, insomma, dove gli altri muovevano i primi passi.
Nulla era cambiato. Nemmeno le facce. A gestire la pesca di beneficenza c’era sempre l’Ambrogia. La stessa che mi faceva scegliere i premi da 1000 lire prima di pescare per poi farmi vincere l’ambìto giocattolo (un po’ come faceva Moggi con gli arbitri della Juve). Ho sempre sostenuto che la corruzione si manifesta sempre nei luoghi più insospettabili.(continua qui...)
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La fine di un'era

Ebbene si. È finita. È durata tanto questa avventura, otto lunghi anni.
Per otto lunghi anni la gente ha mostrato verso di me svariate reazioni nell’apprendere il mio apporto verso l’economia di questo paese. Qualcuno mi ha invidiato, qualcuno si è incuriosito, in tanti mi hanno (pre)giudicato e non pochi mi hanno evitato dopo averlo saputo.
Quando dici di lavorare in un Sexy Shop devi sempre pensare che chi ti sta ascoltando nella maggioranza dei casi non ha mai visto un negozio del genere. Quello che conosce sono solo una serie interminabile di luoghi comuni e pregiudizi. Pregiudizi, che poi diventa facile accomunare anche a chi ci lavora.
Non ho mai rivelato in questo sito la mia occupazione. La gente, anche se non lo ammetterà mai, ha il tremendo vizio di giudicare la gente per il lavoro che fa. Se sei un impiegato di un ente statale sei un raccomandato, se sei un insegnate sei un talento sprecato e se sei un carabiniere, invece, si inventano le barzellette su di te. Secondo l’ignoranza collettiva, i commessi di sexy shop sono suddivisi in due categorie: gay e viscidi pervertiti. E non essendo gay...
Otto anni fa accettai questa avventura. Stavo ancora facendo gli esami di maturità quando qualcuno mi offrì l’opportunità di lavorare in un negozio. Conoscevo molto bene quella persona e sapevo che quello che mi stava proponendo era una proposta reale e seria, e l’idea mettermi dietro un bancone assieme a degli amici come nel film Clerks mi entusiasmava molto.
Il lavoro era bello. Due turni (mattina e sera) che mi permettevano di svegliarmi ad orari ragionevoli e che non condizionavano di troppo la durata e la qualità delle mie sertate. Al di là dell’afflusso di clienti di cui mi occupavo, avevo parecchio tempo da dedicare ai passatempi più disparati: il Blockbuster dall’altra parte della strada mi aiutava a tenermi aggiornato sul mercato dell’home video più tradizionalista, un computer connesso ad internet (successivamente wi-fi) garantivano la possibilità di continuare a gestire i miei traffici sulla rete (compreso questo sito) e il cavo antenna appeso al controsoffitto e collegato alla TV, mi ha regalato parecchie soddisfazioni non facendomi perdere nemmeno un episodio dei Simpson. Immaginate di fare tutto questo ed essere pure pagato (bene). Chi lo mollerebbe più questo lavoro?(continua qui...)
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Canzone per la sua ex ragazza

Gli anni ’90 sono stati di transizione per la musica mondiale. Solo se ti chiamavi Madonna o U2 potevi stare tranquillo che avresti salutato a testa alta il nuovo millennio. Tutti i grandi gruppi degli anni ’80 non hanno resistito ad un’ondata di meteoriti che hanno arricchito il panorama musicale planetario confermando nuovi generi nati nel decennio prima (punk, hip pop su tutti). Duran Duran, Michael Jackson, Spandau Ballet e chi più ne ha più ne metta.
In quegli anni poi, più che negli anni ’80, abbiamo assistito ad una serie di stelle dall’esordio prorompente ma che non hanno saputo confermarsi al secondo tentativo, scomparendo completamente dalla circolazione. Basti ricordare i 4 No Blondes (rock), Shola Ama e Toni Braxton (R&B), Spin Doctors e Public Enemy (rap), Nirvana e Guns (rock/metal) per non parlare di certi gruppi dal successo stratosferico poi scomparsi o che hanno dato vita a fior di solisti (Cranberries, Enya, No Doubt, Take That e Spice Girls...).
In Italia abbiamo avuto più o meno lo stesso destino. Resistevano i Vasco Rossi, i Ramazzotti e i Ligabue. Jovanotti stava cambiando la sua muta da cazzaro, con una veste più impegnata non soltanto musicalmente mentre degli 883 ci si chiedeva solo che lavoro facesse Mauro Repetto.(continua qui...)
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Votatemi!

Piccola novità nel sito: non chiedetemi come ci sia riuscito perchè proprio non lo so, ma da oggi è possibile dare un voto alle mia farneticazioni.
Alla fine di ogni articolo ci sono cinque stellette. Potrete esprimere un voto da uno a cinque che potranno significare quanto l’articolo vi sia piaciuto, quanto vi sia stato utile, quanto vi abbia divertito o semplicemente quanto ho rotto i coglioni da 1 a 5.
In realtà dovevano stare accanto al titolo ma non ho davvero idea di come si faccia.
Vabbuò, usateli.
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Nuova Gallery: grigliata a casa di Marco

Per chiudere l’estate vacanziera di coloro che in vacanza ci sono stati per davvero, sabato sera Marco ci ha invitati a casa sua per una grigliata.
Una serata tipica, con le costine e le salamelle condite con del buon vino a spruzzo (un po sulla carne, un po’ nella mia bocca), tanta birra e tanti ammazzacaffè. L’occasione ideale per dare il benvenuto ufficiale tra gli amici del Martini alla Dany, la Lety, Mauro e Isa, Marco, Andrea i piccoli Nicholas e Patrick tutti reduci dallo splendido gruppo che si è formato giocoforza frequentando tutti il Sax Cafè di Lissone.
In effetti avrei voluto inserirli prima questi amici ma il mio impegno sul sito è vacillato parecchio in questi mesi (immagino ve ne sarete accorti) e così l’unica occasione per scattare qualche foto al di fuori del solito luogo di incontro è stata questa.
Rimango in attesa (perenne?) delle foto di Dany che ha scattato anche in altri frangenti per poterne inserire di più. Nel frattempo godetevi queste.

Grigliata da Marco

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Manifesta pazzia

Ero a casa dei miei genitori ma loro non c’erano. Con me, solo mio fratello. Era un sabato mezzogiorno, impegnati per preparare il pranzo.
I telegiornali in quei giorni continuavano a ripetere di strani fenomeni atmosferici che imperversavano per tutto il pianeta. Tempeste elettromagnetiche, aurore boreali nel bel mezzo dell’equatore, sbalzi temporali. Tutti fenomeni da manuale che presagivano di lì a poco la risposta alla domanda che noi tutti ci facciamo: siamo soli nell’universo?
Mentre mio fratello si accingeva a scolare la pasta, vidi dietro la casa del nostro vicino uno strano annuvolarsi. Nuvole nere come il fumo che brucia la plastica. Si addensava con rapidità come sbuffato da enormi ciminiere nascoste dietro la casa. I vetri cominciavano a tremare mentre un rumore cupo e continuo nascondeva solo lievemente il forte battito del mio cuore, spaventato ma al tempo stesso eccitato.
Fu in quel momento che la vidi. Era nera e gigantesca. Usciva dalle nuvole che lei stessa aveva creato con assoluta lentezza. Feci in tempo a prendere la telecamera mentre l’oggetto passava sopra casa nostra. Corsi sul balcone nel retro per continuare a documentare quello che tutto il quartiere stava vedendo: un’astronave aliena.
(continua qui...)
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Ritorno in poppa magna

Erano gli anni '80. C'erano i paninari con le loro Timberland e i loro Montclair smanicati, anche a ferragosto. C'era il cinema degli anni '80, c'erano i cool Andrew McCarthy e Rob Lowe, lo sfigato per eccellenza Anthony Micheal Hall e la principessina che tutti amavano per la sua innocente dolcezza, Molly Ringwald.
C'era la musica negli anni '80. Ragazzi che Musica! Duran Duran, Spandau Ballet, Tears for Fears, Wham! e mille altri fenomeni che hanno segnato la storia della musica mondiale, quasi tutti americani e inglesi. E poi c'era un'italiana: Sabrina Salerno.
Come tutti i fenomeni musicali del momento, fu Cecchetto ad accorgersi di lei durante un concorso di bellezza per giovani liguri. Da subito, il buon ClaudioOcchioLungo si rende conto che le sue doti canore erano nulla in confronto a quelle visive. Se Sabrina bucava lo schermo, i giovani bucavano i pantaloni. E allora le fa incidere il primo singolo, Sexy Girl. Ed è subito successo. Riesce a sfondare in tutta Europa tanto da oscurare l'icona inglese Samantha Fox, fino a quel momento lo standard di bellezza e sensualità per quegli anni. Con il video Boys (vedi riquadro), Sabrina entra diritto nella classifiche mondiali e il suo video, scuote un'orda le ragazzini come mai nessuno fece.
Arriva il cinema. Per lei B-movie italiani dell'epoca con i Boldi, i Calà e i De Sica, figli (illegittimi) della comicità tutto sesso ed equivoci di Banfi, Vitali e Montagnani. Il successo tende a scemare. Gli anni '90 hanno bisogno di qualcosa di diverso di un paio di grosse tette e Cecchetto è impegnato con altri fenomeni più longevi: Jovanotti. Si rivedrà nel '98, come cameo nel film Jolly Blue degli 883 (sigh!).
L'anno 2008 sarà ricordato come il grande ritorno di Sabrina Salerno. Conduce una trasmissione radiofonica su R101 alternandosi a Sandy Marton, Dan Harrow e Tracy Spencer. I quattro mostri sacri di Cecchetto in quegli anni.
La trasmissione serve a Sabrina per lanciare il suo nuovo sito internet (sabrinasalerno.com) e il suo spazio MySpace. Ma soprattutto serve per lanciare il suo ultimo lavoro discografico: la cover dei Cardigans, Erase Rewind, ovviamente in versione disco. La speranza è quella di far diventare il brano il tormentone dell'estate 2008. Mai come quest'anno, senza il Festivalbar che ci accompagna (che tristezza), abbiamo bisogno di un motivetto da cantare sul bagnasciuga. Forse il pezzo è arrivato troppo tardi, forse non è nemmeno un granché per aspirare al titolo, questo dovrete dirmelo voi che siete davvero a scatenarvi nelle discoteche in riva al mare.
Io aspetto con ansia il video. Perché se se c'è una cosa che la storia della musica mi ha insegnato è che i grandi ritorni si fanno in grande stile. E lo stile di Sabrina non era nelle sue doti vocali.
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What Else?

Mi trovo a casa mia. Noto che la presa del telefono dietro il divano si sta surriscaldando. La osservo mentre una piccola fiammella si accende bruciando il cavo del telefono. non potendo buttarci sopra dell'acqua, mi limito a soffiarci sopra. Uno, due, tre volte e riesco a spegnere quell'accenno di incendio. Pericolo scampato.
Prendo il telefono per avvisare mio padre (ex impiegato Telecom) per chiedergli qualche consiglio sul da farsi. Non che le operazioni possibili siano molte, ma è un modo per condividere il mio problema nella speranza che lui sappia come comportarsi.
Afferro il telefono con decisione. Un vecchio SonyEricsson T68 identico a quello che avevo qualche anno fa. Sto per comporre il numero quando mi arriva una chiamata sullo stesso cellulare. Il numero non è privato. Sul display appare chiaramente il nome e cognome di chi mi sta chiamando. Ho un attimo di esitazione. Il nome che mi è apparso non lo conosco. Non l'ho mai sentito e nemmeno è presente nella mia rubrica. Come fa ad apparirmi? Qualcuno l'ha inserito? Chi è Elsa Dekanter?
(continua qui...)
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Ciao Gianfrà'

Tra le domande tipo che si possono fare ad una persona, le più frequenti sono "Quali disco porteresti su un isola deserta?", "Cosa saresti disposto a fare per 1 milione di euro?", "Per quale celebrità faresti ogni tipo di follia" e "Con quali persone vorresti trovarti in una stanza a discutere su tutto ciò che ti passa per la testa?".
Alla prima risponderei con Dark side of the moon dei Pink Floyd; per 1 milione di euro farei di tutto (TUTTO); e la celebrità per cui farei follie è Britney Spears (non certo per le sue doti canore).

Di lui si è detto che era un Signore (notare la S maiuscola) coatto e mai banale. Per me invece è sempre stata una figura inquietante. Il suo modo così possessivo del mezzo della televisione era fuori da ogni schema. Sembrava un predicatore per come pretendeva l'attenzione, non solo del pubblico in sala ma anche di quello a casa. Memorabile quando ai tempi della televisione a mezzogiorno, chiedeva le telecamere con un suggestivo (e imitatissimo) "damme la 2". Assomigliava terribilmente al mio dentista. Odioso e sanguinario chirurgo odontoiatrico che non finiva mai di parlare del suo camper. Che per inciso, gliel'ha pagato la mia famiglia. E questo contribuiva a rendermelo inquietante.(continua qui...)
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Il trash che non c'è più

Facciamo un passo indietro nel tempo. È il 1991. In Finlandia parte la prima chiamata su rete GSM, nasce l'Unione Europea con il trattato di Maastricht e il mondo piange la scomparsa di Freddie Mercury. Ma il 5 settembre del 1991, gli adolescenti italiani tra gli 13 e i 17 anni in piena età puberale, incontrano le ragazze di Non è la Rai.
Da un'idea di quel Gianni Buoncompagni che con Arbore e la Carrà scrisse tra le pagine più importanti della radio e televisione italiana (la RAI), duecento ragazze tra i 14 e i 24 anni ridono e ballano tra le 14 e le 16 di ogni pomeriggio. Intrattengono il pubblico con canzonette e balletti di gruppo, rispondono alle lettere dei fans e mandano bacini alle telecamere.
Un fenomeno di costume televisivo senza pari. Una vetrina senza senso di giovani e future starlette in cerca di fama, abili cantanti in playback con voce prestata dalle cantanti di professione. Non c'era malizia, non si parlava di sesso o di tradimenti, non ci si arrabbiava e, soprattutto non ci si inventava delle storie interessanti e scabrose per finire in tivvù. Oggi moltissime di loro ce le ritroviamo oggi, a distanza di 17 anni, a fare le vallette, le attrici, le cantanti (questa volta vere).
Non chiedetemi come ci sono arrivato, ma ho scoperto questo sito dedicato alla trasmissione che fu: www.nonelarai.it. Il sito raccoglie alcune sezioni speciali delle ragazze, qualche immagine e video e il resoconto di quello che avvenne dopo nelle loro carriere.
Per essere un sito decisamente fuorimoda, è fatto molto bene e soprendentemente aggiornato di recente. Peccato che le ragazze "recensite" siano poche, considerando che negli anni furono più di 300 le aspiranti star.(continua qui...)
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Arieccomi qua

Eccomi qua di nuovo, sano e salvo di ritorno dalla Finlandia. Sono stati tre giorni intensi e parecchio stancanti.
All'arrivo ad Helsinki (alle 3 del mattino) avremmo dovuto aspettare fino alle 14 che ci venisse consegnata la stanza ma grazie alla nostra patetica dormita nella hall dell'albergo (e i miei accenni di "russo") i finlandesi si sono arresi alle dure leggi della burocrazia ed hanno convenuto che sarebbe stato più elegante per l'albergo darci la stanza qualche ora prima.
Le attività da fare in tre giorni ad Helsinki non sono molte ma armati di guida turistica abbiamo girato la città in ogni angolo. Non c'è caffè in cui non siamo stati, ad ogni sosta ci bevevamo una tazza di kahvi, il loro modo di intendere il caffè. Per chi come me adora il caffè solubile servito in abbondanti tazzone, il kahvi non può non piacere (me ne sono bevuti fino a otto in una giornata), ma, per chi come Gigi il caffè si deve bere in una tazzina, il kahvi è un'esperienza bel lontana dal definirsi caffè. Ecco che quindi il calabrese preferiva spendere fino a tre volte tanto per un caffè pur di bere un espresso, continuando a lamentarsi fino all'inverosimile. (continua qui...)
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Nuovi Mamma e Papà

Un augurio specialissimo a Terry e Lele che questa mattina alle 3 hanno dato il loro primo abbraccio al piccolo Edoardo. Il pupo, nato quindici giorni prima, pesa 3,4Kg ed è in piena salute.
A sentirli sembra che abbiano ritirato l'auto nuova dal concessionario. Credo che ci vorrà ancora qualche giorno prima che si possano rendere conto della bella cosa che hanno fatto.
Foto ancora non ne ho, ma vi rimando al sito di Lele dove poter quantomeno apprezzare le ecografie.
Ricordo ancora quando la Terry ed io seguivamo banco a banco le lezioni di Cafiero e la sua "via consensuale" (chiedere a lei per delucidazioni). O quando a Cesenatico, con la Tipo bordeaux targata Torino di Lele, siamo stati fermati per un controllo di routine dai Carabinieri, fino a quando a Gigi non è scappato un rutto d'antologia in faccia all'appuntato e il controllo divenne un tantino più puntiglioso.

Dopo aver passato gran parte delle nostre vite assieme, è bello vedervi insieme e pensare che in quel piccolino ci sia un po' di ognuno di noi. Volenti o nolenti.
Auguri ragazzuoli.

P.S. Ho avvisato mia madre che non ha perso l'occasione di rimproverarmi perché ancora non l'ho resa nonna. E vi saluta tanto.
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Il Martini goes to Helsinki

Ad elezioni finite, emigro.
Approfittando di un'occasione particolarmente vantaggiosa e di qualche giorno di ferie di troppo, io, Gigi e Christian (non il Conte) passeremo il weekend del primo maggio a Helsinki.
L'idea iniziale era Lisbona ma piccoli dettagli economici ci hanno dirottati in altri lidi. All'inizio l'unico eccitato dalla cosa ero io. L'idea di un posto del tutto ignoto a chiunque conoscessi (qualcuno mi ha anche chiesto dove stava Helsinki) ma soprattutto di una città moderna e ultra-tecnologica mi ha entusiasmato subito. A Gigi invece, più propenso alle spiagge calde dove esibire il suo fisichino rachitico, è bastato fargli notare le bellezze del posto perché si catapultasse subito nella rete per cercare di carpire i segreti del seduttore italiano alla conquista dei freddi cuori delle finlandesi. Scoperto questa autorevole guida si è tirato su le maniche preparato alla difficile sfida.
Nella speranza di trovare bel tempo (le previsioni sono pessimistiche) auguro a tutti i lavoratori un felice giorno di ferie.
Ovviamente, seguiranno foto.
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Piccole modifiche al sito

Da un po' di giorni il sito ha subito alcuni accorgimenti. Con la nuova versione di Rapidweaver, il software che uso per la creazione de ilMartini.com, sono state aggiunte alcune nuove funzionalità che personalmente trovo interessanti.
Innanzitutto i tag, una specie di etichette che identificano i contenuti dell'articolo permettendo di raggruppare gli argomenti secondo alcune tematiche. Se cliccate sull'etichetta internet potrete visualizzare velocemente tutti gli articoli che parlano in qualche modo di internet. Ovviamente il sistema si affina con l'utilizzo. Quando sarà adottato su tutti gli articoli sarà più facile dare un'identità agli argomenti trattati. Stessa cosa per le categorie che questa volta sono multiple, per tutti quegli argomenti che risulta difficile racchiudere in una sola categoria.
Un miglioramento lo si può notare anche nei commenti. Mentre prima per scriverne uno bisognava cliccare sulla scritta commenti, ora basta cliccare sul titolo dell'articolo. si aprirà una pagina dedicata con l'articolo e il form per compilare il commento.
Spero che queste nuove funzionalità vi siano gradite. A me lo sono.
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Deficiente patentato

Uno dei principali segnali che scandiscono senza pietà l'avanzamento del tempo è il rinnovo della patente di guida. Dopo dieci anni dal conseguimento dall'esame più atteso della vita di un ragazzo, il ministero dei trasporti vuole che ci si presenti per rinnovare quel pezzetto di carta (o plastica) che ci permette di circolare e pagare la nuova Ecopass.
La prassi in realtà è molto semplice. Bisogna andare in autoscuola per avviare la pratica o saltare direttamente all'ACI, dove potrete anche prendere al volo l'appuntamento col medico per la consueta visita di controllo. Solo questa operazione vi vedrà sfilare dal portafogli la modica somma di 50 euro. Non male per ottenere un adesivo di 3 millimetri da applicare sul documento.
Ma la vera chicca avviene dal medico stesso. Arrivati in uno studio dentistico (a Lissone è così) mi attendono tre (!) medici. Comincio a pensare che forse si tratta di qualcosa di una semplice visita di controllo. Già mi aspettavo chissà quali esami. Il primo medico mi fa sedere e mi pone delle domande di rito:(continua qui...)
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Buon 2008

E così anche quest'anno ce lo leviamo dalle scatole.
Il 2007 è stato un anno storico per la società di oggi. Take That e Spice Girls si sono riuniti, il Milan è diventato campione d'Europa e poi del mondo tenendo alto l'onore del calcio italiano dopo il mondiale vinto, è tornata a grande richiesta la Fiat 500, le gemelle Olsen hanno finalmente compiuto i fatidici 21 anni per poter posare nude (a carissimo prezzo) sulle copertine di tutto il mondo ed Apple ha lanciato l'iPhone, il telefono che cambierà il modo di telefonare come l'iPod ha fatto con la musica. Poco conta se anche la Slovenia ha adottato l'Euro come moneta unica o Al Gore ha vinto il premio Nobel per la pace. Ai più, sarà più semplice ricordare la formazione che ha battuto il Liverpool lo scorso maggio o l'anno del primo scudetto vinto sul campo dall'Inter dopo quindici anni, piuttosto che conoscere l'anno in cui l'Italia è diventata membro non permanente del consiglio di sicurezza della Nato.
Personalmente non è stato un grande anno. Poche svolte significative e la maggior parte di queste anche poco gratificanti. A inizio anno decisi che avrei pensato di più a me stesso dedicandomi maggiormente alla mia felicità prima di quella degli altri. Mi sono giocato il sopracitato premio Nobel ma in compenso ho potuto ritagliare del tempo prezioso per i miei interessi. Ho tristemente salutato persone che erano state con me negli anni passati ma ne ho conosciute di nuove che mi accompagneranno nell'anno nuovo e, speriamo, anche in quelli dopo.(continua qui...)
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È Natale e siamo tutti più buoni

Sarà un Natale diverso. Molte persone che l'hanno festeggiato con me negli ultimi anni hanno preso strade differenti (o forse sono io ad essermene andato?). In ogni caso ci sono nuove amicizie e piacevoli conferme, quelle che non ti mollano mai nemmeno se li tratti male. Quelle che se anche non senti dal Natale scorso ti fa comunque sempre piacere sentire e abbracciare.
Sono sempre stato un fedele ammiratore del Natale. Ci credo fortemente e sono convinto che, anche se costruiti e forzati, questi pochi giorni in cui ci sentiamo tutti più buoni siano davvero belli e utili. La gente che ti sorride dopo averti spintonato sul marciapiede, il dito medio che ti mostrano dal finestrino dell'auto è addobbato con un fiocchetto natalizio. Gli impiegati delle poste che chiaccherano tra di loro su cosa cucinare al pranzo del 25 prendendo consigli dalla consigli alla vecchietta di turno in attesa della pensione, quando ad aspettare c'è una calca di gente (lieta e beata) che se in quel momento stanno servendo il numero A125, tu hai appena pescato il numero A836.
Il Natale è così. il nostro essere "più buoni", sta tutto nel sopportare più felicemente le cose spiacevoli delle nostre giornate. Ci sono anche quelli che fanno le opere buone, che servono pasti gratis e che donano le proprie cose in beneficienza e che meritano tutto il mio rispetto, ma considero più un atto di sacrificio e coraggio sopportare e perdonare colui che ti procura un dispiacere guardandolo negli occhi.(continua qui...)
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La ma personalissima rivincita

Un giorno di qualche anno fa, andai a mangiare a casa di Gigi. Nulla di speciale, spaghetti aglio e olio e peperoncino calabrese, sofficini, caffè e ammazzacaffè. Il personalissimo mobile bar di Gigi offriva la possibilità di degustare un amaro d'anice proveniente dall'Ucraina (75°), un Martini rosso (non proprio un digestivo) e un Cynar. Fu in quel momento che cominciò l'amore tra me e il famosissimo amaro a base di carciofo.
In quel momento però, cominciò anche la mia discriminazione. Avete mai provato ad entrare in un bar "in" e chiedere un Cynar? Di colpo il juke box smette di suonare, la gente interrompe ogni sua azione e tutti i loro sguardi ricadono su di te. Le uniche parole che ti si rivolgono sono del barman che, con arroganza ti risponde "Spiacente, quella roba non la teniamo".
C'è il pregiudizio che il Cynar sia un amaro orripilante, disgustoso e da sfigato cronico. Quelle poche volte che riuscivo a trovarlo, chi era con me non riusciva nemmeno ad assaggiarlo tanto era prevenuto. La gente è convinta che sappia di carciofo e perciò ne rimane schifata solo all'idea.(continua qui...)
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Lettera aperta a: Nicola Ravasio

Lasciatelo dire: sei un pirla.
Come si fa, dico io, a spendere 30 e rotti euro per andarsi a vedere la propria squadra del cuore (peraltro, scelta di cuore discutibile) e farsi cacciare dallo stadio da 60mila tifosi che ti insultano. Senza contare i milioni di telespettatori che ti hanno visto al tiggì, su YouTube, e riuscire a guardarsi ancora allo specchio?
Sei andato con la tua ragazza (sei anche fortunato sotto questo aspetto). Potevi passare una bella domenica. Non sono i molti a poter condividere una domenica di pallone con la propria partner. Non è una passione facile da condividere. C'era bisogno di combinare quel gesto sconsiderato? E se avessi ferito qualcuno? Te lo saresti mai potuto perdonare?
In giro dicono che sei un bravo ragazzo. Che non frequenti mai le falangi violente della tifoseria. Dicono che hai un lavoro stabile, una famiglia che ti rispetta e ti protegge (come ha fatto pubblicamente tuo padre). Ed ora? Hai sputtanato tutto per un gesto stupido. Senza senso. Senza scopo. Perché in un gesto del genere non esiste nessuna motivazione. Si sparano i fumogeni per coreografia, le bombe carta per intimorire gli avversari. Ma tu hai lanciato un raudo. Un raudo! Li mettevo io nelle cassette delle poste quando avevo sedici anni. Non puoi divertirti ancora con queste cose. (continua qui...)
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Pessimismo e fastidio

La notizia è un po' datata, ne hanno parlato giornali, tiggì, Internet... e adesso, ne parlo pure io. Stavo solo aspettando che la vostra soglia di attenzione fosse tornata a livelli accettabili.
Nel corso dell'ultimo decennio ci siamo costruiti una società maledettamente allarmista e consumista. I media non fanno altro che ricordarci che qualcuno, da un momento all'altro, potrebbe farci saltare in aria o spararci alle spalle. L'indifferenza e la rassegnazione non sono contemplabili. Occorre il panico e prepararsi al peggio.
Negli Stati Uniti c'è una nuova fobia: le stragi scolastiche. Le stragi di Columbine e Backsburg fanno statistica e la paura che lo spirito di emulazione di minorenni psicopatici si faccia di nuovo vivo, ha spinto l'America a correre ai ripari. Ecco la MJ Safety Solution ha presentato lo zaino antiproiettile. Lo zaino è costruito in modo tale che un colpo di fucile sparato alle spalle dei nostri figli, non provochi loro nessun danno in quanto è rinforzato con una resina speciale ed ultra leggera come quella dei normali giubbetti antiproiettili in dotazione alle forze dell'ordine americane. E se ci sparano di fronte? Niente paura, il Ballistic Bookbag, in una semplice e rapida mossa, può essere posizionato sul davanti per ripararci dal colpo.
Come potete vedere nel video, lo zaino è anche bellino. Il suo costo, considerando che salverà la vita dei vostri figli, non è nemmeno altissimo (175 Dollari). Insomma, hanno pensato a tutto. E in America sta spopolando.
Ora però voglio fare un paio di riflessioni su questo oggetto: al di là del fatto che ci ci sparerà si assicurerà che non potremmo scappare sulle nostre gambe. Se voglio fare una strage, saprò contro che cosa andrò incontro e saprò anche come organizzarmi quando vedrò un quattordicenne brufoloso ripararsi dietro uno zaino e correre all'impazzata dall'altra parte. Questa ennesima americanata, perché di questo si tratta, non fa altro che alimentare il panico all'interno della nostra società allarmista. Anziché cercare di impedire le stragi controllando maggiormente i nostri figli, i loro interessi, la loro psiche e anche il traffico di armi e la loro estrema reperibilità sul suolo dello zio Sam, ci procuriamo un aggeggio che possa reagire passivamente all'inevitabile. Perché pensare alla prevenzione e alla consapevolezza di un problema quando potremmo semplicemente adeguarci?(continua qui...)
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Autogol

Firma la petizione!

Qualche anno fa ascoltavo Fausto Terenzi su Radio OneOone, un mix di comicità e cinicità che mi faceva cominciare alla grande la giornata. Oppure il mastodontico Ciccio Valenti e Dario Desi con Happyhour. Immancabili sono Linus e Nicola su radio Deejay e quei pazzi di Sciambola, lo Zoo...
Poi un giorno mi sintonizzai su FM 91,70. Era il 24 gennaio 2005 ed esordiva sulle vecchie frequenze di Radiocuore un nuovo progetto tutto milanese: Radio MilanInter FM, la prima radio di Milano che parla di calcio (e in maniera minore di altri sport). Fino ad allora, di realtà simili, ne trovavamo solo sul territorio romano. Loro ne hanno di diverse da diversi anni e sono guidate perlopiù da veri e propri tifosi. Milaninter invece si sviluppa in modo differente: chi ci lavora sono giornalisti, e il loro scopo è quello di tenerci aggiornati con news, flash di agenzia, dichiarazioni e interviste sulle due squadre di Milano. (continua qui...)
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Hola, que tal?

Parigi, Londra, New York. Poche città ma molto significative. Ogni viaggio è stato unico e indimenticabile. Ognuno per vari motivi. E Barcellona ne entra a testa alta. Conosco diverse persone che hanno passato mesi o anni nella capitale catalana e tutti me l'hanno descritta come tra le più belle città del mondo. Io ci ho passato solo pochi giorni, ma il ricordo che porterò con me sarà indelebile, forse più delle esperienze passate.
Cominciamo a dire che la foto che vedete raffigura con precisione satellitare l'appartamento in cui abbiamo soggiornato per sei straordinari giorni. È stato molto più che una casa. È stata un'avventura fin dall'apertura della porta (peraltro non senza difficoltà). Ad accoglierci c'era Todd, l'inquilino di Marcello (che ci ha ospitato). Vestito solo con un paio di mutande e due percing ai capezzoli. Sessantacinque anni e tutti vissuti alla grande. Forse anche troppo. Il povero Todd, si era "dimenticato" che saremmo arrivati quel giorno. Così, per quella notte, non avevamo né una casa, né tantomeno un tetto. E noi eravamo in tre. Ci siamo arrangiati alla buona: il Professore si è accaparrato un materasso, per anni confinato sotto la veranda, Manu si è adagiata su un muretto largo quaranta centimetri che fungeva da fiorera ed io (povero illuso!) mi sono fiondato sull'amaca, ignaro che pendeva tutta da un lato e che, alle 5:30 del mattino, avrebbe dato i primi segni di cedimento. L'indomani, non senza piccoli malintesi dovuti alla memoria flebile e traballante di Todd, siamo riusciti ad adeguarci in miglior modo. Io e Manu abbiamo dormito nel letto matrimoniale. Scelse me (che la conoscevo da pochi giorni) perché ben cosciente dei decibel sprigionabili dal Professore durante le ore notturne. Poverina, dovette ricredersi anche sul mio conto. Marcello, arrivato due giorni dopo, si scelse la brandina di fianco al bagno mentre il Prof. non rinunciò al pulcioso materasso in veranda, per la gioia dei vicini di casa.(continua qui...)
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Lo spettacolo non deve continuare

Appassionati e non, avranno sentito la notizia dell'omicidio-suicidio compiuto dal famoso wrestler canadese, Chris Benoit (per chi non lo sapesse, ecco il link da TGCOM). Un fatto sconcertante, che non ha risparmiato anche qualche dissapore tra i fan più accaniti e i più acerrimi detrattori dello show americano (guai a chiamarlo sport).
Notizia di questi giorni è che anche Italia 1 ha deciso di sospendere dal proprio palinsesto ogni appuntamento con i prodotti del marchio WWE, la federazione che cura lo show e un giro d'affari di dimensioni gigantesche. Si comunica che si è superato ormai il limite da molto tempo, considerando che il prodotto è "consumato" soprattutto da bambini e adolescenti (e qualche tramviere di Milano) troppo vulnerabili per non prendere la cosa dal verso sbagliato. Già dopo la morte di Eddie Guerrero, morto per cause misteriose (ma alquanto sospette) a soli 38 anni, si tentò di sospendere la programmazione, ma i soldi che giravano in quel momento per la rete e per il merchandising per i produttori erano troppi per dire basta. Ma dopo un forte calo di interesse da parte del pubblico, il direttore di Italia 1 ha colto la palla al balzo cancellando il programma e assicurando che anche gli eventuali prodotti futuri con marchio WCE non saranno più presi in considerazione. Una buona scusa per chiudere con dignità.(continua qui...)
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Pre-parto Party

Ieri sera, per festeggiare l'ormai prossima nascita del piccolo Michele, ci siamo tutti riuniti per una pizzata con alcuni amici che non si vedevano da tempo.
C'erano facce vecchie ma che da un po' non si vedeva (la De e la Re), qualche nuova (Davide, il ragazzo della Re) e qualche faccia che, non propriamente nuova, ho imparato a conoscere di più (la Sarina e la Dona).
Ovviamente il Martini aveva con sé la sua inseparabile macchina fotografica, pronto ad immortalare chiunque gli capiti a tiro senza preavviso, per la gioia dei malcapitati.
Per chi volesse vederle (e scaricarle) le foto della bella serata sono nella pagina Pre-parto Party (ho impiegato un'ora a scegliere il nome). Ovviamente ci sono solo le migliori per evitare denunce.
Non vedo l'ora che il piccolo Michele se ne esca fuori. Viste anche quante persone lo aspettano.

P.S. per i nuovi visitatori, non cercate le foto del sottoscritto perché, come sempre, non ci sono.
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Quando fui maturato

Quasi quasi me ne dimenticavo. Oggi comincia la maturità per milioni di ragazzini.
Non so voi, ma ogni volta che attraversiamo questo delicato periodo per tutti i ragazzini, divento di buon umore. Non certo per le loro sofferenze, ma per i bei ricordi che ho di quei giorni di ormai qualche anno fa.
Fino alla terza superiore sono sempre andato di scioltezza. Studiavo il minino indispensabile e avevo un programma di studi infallibile: lasciavo perdere alcune materie a me astruse (francese, matematica ed economia) e mi concentravo su quelle in cui riuscivo meglio (diritto, inglese e italiano). In quarta il solito cagotto prima degli scrutini e in quinta mi sono reso conto (a gennaio) che quell'anno non sarebbe bastato tenere alta la media. Avevo un esame di stato da compiere.
Me ne resi conto più che altro a dicembre. Quando mi accorsi di non aver acquistato un solo libro per l'ultimo anno. avevo qualche residuo dall'anno precedente (italiano e matematica) ma tutti gli altri mi mancavano. Non fu proprio una scelta, diciamo che me ne dimenticai. Certo era che non potevo chiedere i soldi per i libri ai miei, a dicembre inoltrato. Cosa avrebbero pensato? Mi arrangiavo facendomi prestare i tomi dai compagni (come un bambino povero) qualche giorno prima dell'interrogazione (sapevo giocarmi bene i professori) ma, soprattutto, prendendo carriole di appunti su ogni lezione. Tutto riposto a cazzo di cane (lieve eufemismo) in un raccoglitore ad anelli che conteneva tutte le otto materie.(continua qui...)
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A.A.A. regalo rene usato ma tenuto bene

Qualche giorno fa è rimbalzata su tutti i giornali e notiziari la notizia che una TV olandese era pronta per far partire un nuovo reality show. De Grote Donorshow era il nome scelto per il programma.
Il plot del programma prevedeva che una donna malata terminale scegliesse a chi, tra i tre concorrenti malati, dovessero andare i suoi reni una volta che lei fosse morta. Questa volta niente prove umilianti, niente indovinelli o quiz di cultura generale ma solo una forte dose di sincerità e patetismo per convincere la donatrice che solo uno di loro avrebbe meritato i suoi organi.
Inutile dire che la cosa ha sconvolto tutta Europa. Divisa tra l'oscena idea del programma in sé e la paura fondata che potesse essere solo l'inizio di un nuovo filone di show, in cui la parola "reality" avrebbe assunto un nuovo ed sconvolgente significato.
Lauren Drillich, presidente dell'emittente olandese Bnn, ha specificato che lo scopo della trasmissione era di sensibilizzare l'opinione pubblica a proposito dell'intricato e spesso ingiusto sistema della donazione d'organi, tanto contorto quanto quello sull'adozione. (continua qui...)
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Saluti da Cogne

Venerdì mattina. In piedi sin dall'alba. Un caffè al volo, una lavata di denti e sono già fuori casa. L'estate è ormai alle porte ma, a quell'ora, fa comunque freddino. Scaldo un po' la macchina, non molto perchè ho fretta, e parto. Direzione Torino.
Speriamo di trovare ancora qualche biglietto disponibile. Ho preso un giorno di ferie per essere presente oggi. Alla sentenza finale per Annamaria Franzoni.


Queste poche righe sono il frutto di sette anni di accuse, difese, rinvii, ricostruzioni, pianti, bugie, calunnie, apparizioni TV, speciali in prima serata... Troppi. Decisamente troppi per un caso in cui per la maggiorparte di ogni mente sana di questo pianeta, la verità è chiara e limpida, come il cielo di Cogne.
Oltre venti persone venerdì mattina erano in fila, davanti all'ingresso del tribunale di Torino in attesa dell'apertura dei cancelli. Con un numerino in mano che permetteva loro di avere un posto in primafila nell'aula di tribunale. Come al cinema, come dal macellaio. Con la presunta macellaia a pochi metri da loro. Una donna, una diva, un omicida.
Non ho intenzione di dare la mia sentenza su questo caso. Non sono un detective e non ho informazioni valide per studiarle. Mi sono fatto un'idea, come tutti, ma non la dirò. Annamaria Franzoni ha dato una sua versione per sette anni. I suoi avvocati ne hanno date più di una. I giudici sono certi della sua colpevolezza ma, le prove evidenti, sono sempre troppo labili e confutabili.(continua qui...)
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Onore ai vincitori

Alla fine, ce l'hanno fatta.
Ci sono voluti diciotto anni di fatiche, umiliazioni, delusioni dell'ultimo minuto. Ma alla fine anche l'Inter, il suo bello scudetto conquistato sul campo, se l'è portato via. In attesa di Gigi, smarritosi nei meandri di piazza Duomo dopo aver appeso la bandiera nerazzurra sul tram numero 29 al posto di quella della città di Milano, è giusto dedicare due parole ai nuovi campioni d'Italia.
Sarà dura. Diciott'anni di abitudini e tradizioni sono difficili da dimenticare. Il 6 a 0 nel derby, 5 maggio, Ronaldo. Tutte cose che perdono improvvisamente di significato. Si apre un nuovo ciclo. Quanto durerà lo dirà solo il tempo.
Complimenti sinceri a Zanetti e compagni. Lo dico da anni che mi piacerebbe vedere l'Inter, una volta ogni tanto, vincere qualcosa. Far loro assaporare piccoli momenti di gioia prima di ricadere nel baratro della delusione sportiva.
Tornano a sventolare le bandiere nerazzurre per le strade della città Meneghina. Prepariamoci ad una settimana di blocco totale del traffico per l'aumento vertiginoso delle polveri sottili.

P.S. solo due parole...
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Quanto mi tirano le Olsen

La storia dello spettacolo è piena di gemelli famosi. Lo erano le gemelle Kessler con le loro gambe chilometriche, lo erano due dei Bee Gees con le loro corde vocali chilometriche. Nel calcio abbiamo i gemelli Filippini, bravi quando giocavano insieme, mediocri quando li dividevano. Nel mondo della TV degli anni '90, hanno cercato di spopolare le gemelle Daniels finite però col disunirsi tristemente. Ma le mie preferite sono e saranno sempre le gemelle Olsen.
Negli ultimi due mesi quasi i due terzi degli internauti che capitano sul mio sito, hanno in mente solo una cosa: vedere le tette delle gemelle Olsen (provare per credere). Così mi è venuta un'idea subdola: parliamo delle gemelle Olsen per aumentare questo flusso di visite.
Io, nella mia immensa cultura di telefilm trash, me le ricordo ancora in fasce quando interpretavano un unico personaggio, Michelle, nella serie TV Gli amici di Papà, nel quale recitava anche la sorella di Kirk Cameron, Candance (altri fratelli della TV). La serie andò avanti dieci anni tanto che la piccola Michelle arrivò anche ad avere due fratellini.(continua qui...)
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Io & Maddy

Domenica sera ho incontrato la donna che mi ha distrutto vita. Colei che mi impedirà di innamorarmi per il resto della mia vita. Perché ormai i miei occhi e il mio cuore appartengono a Lei.
So che mi avete sentito pronunciare queste parole in almeno due occasioni ma, questa volta, vi assicuro che niente e nessuna potrà rapirmi come ha fatto lei.
Maddalena Corvaglia è la donna perfetta. Oltre ad essere bellissima (più che in TV) è anche simpatica, umile, disponibile, dolce ed estremamente alla mano. La donna che vorrei tanto presentare a mia madre (e a tutti i parenti) e che potrei anche rischiare di presentare agli amici (tranne a Gigi).
Chissà se un giorno la rivedrò. Sono certo che però lei si ricorderà di me perché abbiamo passato quasi un ora insieme e ci siamo divertiti tanto (a ridere!).
Chiunque in questo momento le starà accanto, sappia che è un uomo molto fortunato.

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(Io, ovviamente, devo mantenere la mia doppia identità segreta.)

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Houston, problema rientrato. Grazie a me.

La mia pasta alla carbonara non l'ho più vista. Non ho cambiato ristorante ma solo perché ho pagato in anticipo, ma mi hanno dato libero accesso alla cucina e mi sono fatto un piatto di lasagne.
La traduzione di questo vaneggiamento è che il problema me lo sono dovuto risolvere da me. Il servizio di hosting ha fatto orecchie da mercante e alcuni contenuti (solamente quelli grafici e mediatici) sono andati perduti. Spero solo di trovare delle copie di backup da ripristinare.
Qualche cosa andrebbe ancora sistemata ma l'importante è che ora il sito funziona a pieno regime (credo). Se vi salta all'occhio qualche parte mancante fatemelo sapere.
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Houston, abbiamo un problema...

Immaginate di essere al ristorante. Immaginate che vi venga servito il vostro piatto preferito, nel mio caso una carbonara fumante. Immaginate che, per quanto buona sia, sentiate la mancanza di un po' di pepe. Chiamate il cameriere e gli chiedete di poterne aggiungere un pizzico. E lui che fa? Vi porta via il piatto e vi dice che lo avrete indietro col pepe tra 24/48 ore.
Questo è quello che è successo (e ancora non è finito) in questi giorni al sito. Nel riconfermare il mio abbonamento al gestore dell'hosting del sito, mi è balenata l'idea di cambiare il sever e di passare da Windows a Linux per avere maggior stabilità e minor rischio vulnerabilità da parte di malintenzionati della rete. Non sono stato correttamente avvisato che il sito avrebbe avuto un blackout che, pare, stia continuando ancora oggi. Il sito viaggia attualmente in emergenza e l'assenza di immagini e di contenuti scaricabili ne è la prova. Sarà un problema ripristinarli, o meglio, sarà uno sbattimento, ma l'importante è che il sito non è chiuso e che per un altro anno mi avrete tra i piedi.
Dovete solo avere pazienza.
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Buona Festa della Donna

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Interruptus

Interreuptus è il meraviglioso titolo che la Gazzetta dello Sport ha dedicato a quei mattacchioni dell'Inter che hanno deciso che 17 vittorie di fila fossero sufficienti per un campionato anomalo, andando a pareggiare contro l'Udinese. Eh si, i tempi sono davvero cambiati. Vinci interruptus.
Il serial TV che tanto piaceva alla Re, The O.C., ha chiuso i battenti. Già allora l'unica donna dello staff, denunciava lo scarso interesse suscitato dal serial con l'arrivo in Italia della terza stagione e che, nemmeno in casa propria, ha riscosso il successo delle serie precedenti. Così, Ryan & Co. hanno concluso le loro avventure con l'ultima puntata della quinta serie, nel disinteresse generale. Serius interruptus.(continua qui...)
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Non dimentichiamolo

Quando leggerete questo articolo per lui potrebbe essere già troppo tardi. Il nostro opinionista Gigi, la voce del sud, il vento calabro rinominato recentemente Punto G, sarà sotto i ferri per farsi aggiustare il ginocchio proprio come ai tempi fecero Del Piero e Ronaldo.
È importante per tutti noi che lui ce la faccia. Da quel tragico giovedì sera (e anche quello successivo, perchè è una testa di cazzo) quel pover uomo ha smesso di praticare qualsiasi forma di attività fisica. È ingrassato di tredici chili in due anni. Si addormenta regolarmente sul mio divano e si commuove al cinema con "il diavolo veste Prada".
Nei suoi occhi non distinguo più l'uomo che conosco da dieci anni. Rivogliamo che il nostro Gigi corra per le colline come Laura Ingalls della Casa nella prateria, lo vogliamo veder inseguire le polacche sul viale Carducci di Cesenatico. Voglio che corra a testa bassa come un toro con il pallone tra i piedi, che raccolga i miei assist a calcetto e che si rotoli come un maiale nel fango ad ogni gol messo a segno.
Non seguire la luce Gigi, non seguire la luce.
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a Roberto Baggio

Mi hai dato tanto. Mi ha regalato emozioni, gioie amarezze.
Mi hai dato la spinta per credere in qualcosa. La voglia di crederci anche quando, come adesso, tutto sembra impossibile da credere.
Mentirei se dicessi che io ti ho amato più di tutti gli altri perché tu eri amato da tutti. Non sei mai stato la bandiera di nessuno nemmeno del tuo paese ma nessuno ha mai pensato che non ne saresti stato all'altezza.
Oggi compi quarant'anni e mai come in questo momento sentiamo tutti la tua mancanza. Una faccia buona che non si è mai risparmiato su niente e nessuno. Anche a volerlo essere era per te impossibile per te diventare impopolare.
Mi hai dato la voglia di credere nel calcio quando sei ripartito, ancora una volta, da zero per dimostrare a tutti che quando si cade ci si deve rialzare fieri e a testa alta. Non abbassavi mai quella testa. Hai sempre guardato in faccia chiunque si opponeva sul tuo cammino, che fosse un portiere, un allenatore, un giornalista o il dolore.(continua qui...)
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Quella sera a Cesenatico 1...

Fu Cesenatico '98, quella che poi sarebbe diventata "Cesenatico 1", in seguito a successivi tentativi di imitazione tutti belli, ma che mai si sono avvicinati all'originale. Quell'anno, nella ridente località marittima, si respirava aria di sport. Due nativi di Cesenatico avevano di cui gioire e far gioire. Alberto Zaccheroni impose un nuovo modo di giocare al calcio con la sua Udinese, aggiudicandosi uno storico terzo posto in un campionato contestatissimo, vinto dalla Juve dopo l'incidente in area di rigore tra Ronaldo e Iuliano.
Cesenatico, quell'anno, festeggiava soprattutto il suo figlio più amato: Marco Pantani, che nel 1998 mise a segno una storica doppietta vincendo Giro d'Italia e Tour de France, impresa riuscita davvero a pochi nell'universo ciclistico.
Nella piazza del Grattacielo, davanti al Grand Hotel di Cesenatico, attorno a me migliaia di persone. Di ogni estrazione sociale, di ogni età. I bambini con le bandane rosa e gialle in testa e gli anziani con le loro biciclette del dopoguerra, ricostruite con pezzi di altre biciclette come quella che mio zio Tino, che lavorava alla Bianchi, costruì per mio padre più di trent'anni fa.(continua qui...)
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Buon Anno.

E così anche stavolta ci è andata bene. La Terra ha svolto correttamente il suo abituale giretto sulla sua orbita e tutto sembra scorrere come sempre. Come tutti gli anni, ogni abitante del pianeta, ha svolto i suoi rituali per alutare il nuovo anno, ognuno di noi ha stilato una lista con i suoi soliti buoni propositi che puntualmente non manterrà. Qualcuno ha anche riempito una lista delle persone da portare nel 2007 e quali invece lasciare nell'anno appena concluso.
È stato un anno particolare, il 2006. Anche solo per la gioia che ci ha unito tutti lo scorso 9 luglio. Basta e avanza per renderlo un anno speciale. Ci è voluta una mortadella per scalzare dal trono l'ottavo nano e qualche telefonata di troppo per vedere una
vecchia signora in serie B e uno tricolore sul petto di un argentino di nome Zanetti.(continua qui...)
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L'Amleto visto dal Martini

Chi l'avrebbe mai detto? Il Martini, scosso da un'irrefrenabile fame di cultura, si è recato al Teatro Libero di Milano per assistere all'interpretazione dell'Amleto.
Accompagnato dalla poliedrica Irene, ho avuto l'occasione di provare qualcosa di nuovo ed eccitante. L'Amleto lo conosciamo tutti, magari non fin nei dettagli ma ognuno di noi sa che la storia racconta il dolore e la disperazione di Amleto, principe di Danimarca, al quale viene ucciso il suo amato padre per mano dello zio nonchè fratello del padre il quale, poco dopo, sposerà l'inconsolabile vedova e siederà al trono.(continua qui...)
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Martini & Gigi

Si dice che ognuno di noi, su questo pianeta, ha un anima gemella. Una sola.
C'è chi passa un'intera vita a cercarla senza mai avvicinarsi. C'è chi perde le speranze e si rassegna a dividere la propria esistenza con una persona che vagamente assomiglia alla propria metà.
Come tutte le belle cose non ci si rende subito conto di averla trovata. Ma si può percepire fin da subito che qualcosa sta cambiando la tua vita. Se ne stava lì, appoggiato al banco, con lo sguardo sperduto alla ricerca di qualcosa che lo facesse sentire a suo agio, e i nostri sguardi si incrociarono in quel momento. E da quel giorno nessuno ha mai potuto separarci.
Cesenatico, che sempre ci rimarrà nel cuore, ha fatto da cornice ai nostri momenti più belli. Come quando a ferragosto siamo corsi in guardia medica perché avevi 40 di febbre per poi essere tamponati con la Y10 dell'Erica.(continua qui...)
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Un passo alla volta

Dalle visite in ribasso degli ultimi giorni e dal fatto che l'ultimo articolo "normale" risale ormai al 20 novembre scorso, credo che sia arrivato il momento di concedere qualcosa ai miei fans. Quindi, in attesa di lavori più corposi, eccovi le foto che testimoniano la nostra dipartita per New York.
In origine furono 679. Tolte alcuni inutili doppioni, alcune pessime ed alcune che non potreste capire senza una "guida" (per quelle rimandiamo alla proiezione casalinga), sono riuscito a scegliere le migliori... 300! Mi dispiace per tutti coloro che non avranno una connessione velocissima ma è stato veramente difficile scegliere le più belle.
Come dice il countdown sopra la pagina, Natale si sta avvicinando minaccioso. E sto lavorando per far si che anche ilMartini.com lo celebri a dovere. Ecco perchè di questa lentezza nel realizzare il reportage di New York.
Ecco quindi, senza ulteriori indugi, che vi linko la pagina con le foto della Grande Mela.
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Leaving New York never easy...

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Casa dolce casa. Come dopo ogni viaggio, anche il più bello, dormire tra le proprie lenzuola, sdraiarsi sul proprio divano o sedersi sul proprio water, è sempre un'emozione impagabile. Finita l'emozione però, si rimpiange di non essere più dove si era qualche giorno prima. Come scrissero i R.E.M. dopo l'11 settembre, Leaving New York never easy...
Ebbene si, sono tornato. A dire il vero siamo tornati lunedì, ma tra il disfare le valigie (e relativo "guarda cosa ho comprato...), recuperare il fuso orario (e per chi come me che impiega 3/4 mesi per abituarsi all'ora legale, non è certo facile), e cercare di raccapezzarsi con le 674 foto scattate, non sono riuscito fino ad ora a darmi il bentornato.(continua qui...)
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Manca poco.

Come tutti avrete notato, lo slogan del sito è stato temporaneamente sostituito da un countdown. Al suo scadere il Martini e il Professore, saranno seduti sulle comode poltrone di un aereo targato Swiss Air, pronti per decollare alla volta di New York (per chi ancora non l'avesse capito, il Professore è il fratello del Martini, non il suo amante).
"Ma come?" direte voi. "E il sito chi lo cura?". Prima di farsi prendere dal panico e rivolgervi al vostro psicanalista, voglio tranquillizzarvi che il ritorno è previsto per il prossimo 3 dicembre (ma se ve lo chiede la finanza voi non sapete nulla), quindi rimarrete soli e spaesati solo per poco più di dieci giorni. Nel frattempo il Martini non vi lascerà del tutto soli. Non essendo possibile occuparsi del sito direttamente, quella testa pelata del Martini, redigerà un diario attraverso i commenti di un articolo che verrà postato poco prima della partenza. Molti di voi saranno spaventati ma sarete sollevati dalla possibilità di sapere costantemente che il vostro eroe è sano e salvo.(continua qui...)
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Odiatemi pure, ma io ci bevo sopra

Forse sono la persona meno indicata per scrivere questo articolo. D'altronde non l'ho mai amato né mai odiato. Non ho mai seguito quello che fa, semplicemente perché non mi interessava. So solo che è il migliore nel suo lavoro e che ieri ha fallito.
Non ho mai seguito una gara. Che fosse 125 o MotoGP per me erano solo moto che correvano per arrivare primi al traguardo. Al contrario di tutti, che ne rimangono estasiati, a me le gare del motomondiale annoiano terribilmente. Sarà perché non ne ho mai posseduta una. Ho guidato un Garelli a quattordici anni per qualche tempo. Nulla più. Eppure ieri pomeriggio sono rimasto incollato davanti alla TV, dall'inizio alla fine, per vedere se Valentino Rossi avrebbe o meno conquistato il suo ottavo titolo mondiale.(continua qui...)
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Chicco si laurea, il Martini si ubriaca.

La libertà di dire quello che voglio. La libertà di essere sicuro che sarò difeso nel momento del bisogno. La libertà e la serenità di avere le spalle coperte. Se finora avete pensato che il Martini fosse un po' sottotono avevate ragione. Ma ora il Martini ha un'arma in più: l'avvocato Chicco!
Dopo anni interminabili di studi ilMartini.com ha finalmente trovato l'avvocato che gli mancava per essere più tranquillo per il futuro. Il mio amico Chicco oggi ha discusso la sua tesi in quel della Bicocca di Milano, laureandosi in giurisprudenza. E' un evento. Un'era che finisce. Finalmente non sentirò più le parole "stasera non ci sono, devo studiare" da quel pezzo d'amico di Chicco.(continua qui...)
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La solita TV

Itailia 1 apre la sua spumeggiante nuova stagione trasmettendo un nuovo programma di dubbia intelligenza. Essendo un reality non era difficile immaginare che non se ne sarebbe vista l'ombra ma, a volte, la televisione italiana può sorprenderci.
Il programma in questione è La Pupa e il Secchione. Una sorta di evoluzione naturale del Grande Fratello, con la differenza che la casa è popolata da stratosferiche fighe che niente lasciano all'immaginazione ma con un cervello più piccolo del callo sul il mio piede e stratosferici nerds, secchioni, babbi o come diavolo li volete chiamare con quozienti intellettivi pari alla mia altezza in centimetri (non sono una cima ma ci siamo capiti...) che sbavano senza speranza dietro alle loro coinquiline.(continua qui...)
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Piange il telefono

Ma quand'è successo che le grandi aziende hanno deliberatamente deciso di spillarci dei soldi prima, durante e dopo aver acquistato i loro prodotti? Fino a qualche anno fa esistevano i numeri verdi. Lo so, esistono ancora, ma recentemente molte società italiane hanno trasformato i propri numeri gratuiti per le richieste d'informazione e assistenza dai vecchi 800 ai nuovi 199.
Spulciando bene tra le righe piccole delle pubblicità (sia in TV che sulla carta stampata) noteremo che i costi delle telefonate sono vicini a quelle per le interurbane quindi, dai 2 agli 8 centesimi al minuto, (dipende dal distributore del numero) più lo scatto alla risposta. Va da sé che, per una qualunque telefonata in cui si chieda qualsiasi tipo di informazione, sarà impossibile stare sotto ai due minuti. Quindi parlando a mitraglia e arrivando subito alla risoluzione del problema con l'operatore (utopia), la spesa si aggirerà mediamente attorno ai 10/20 centesimi di euro. Poca roba, direte voi. Ma non quando l'operatore finge in continuazione di non capire le vostre richieste (peché spesso viene pagato a minutaggio) o, peggio ancora, la linea si interrompe bruscamente (perchè a volte invece lo è a chiamata) costringendovi a ritelefonare, riattendere e rispiegare il problema ad un nuovo interlocutore.(continua qui...)
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L'estate sta finendo... (il ritorno del Martini)

Come si può notare dalle visite, molti degli internauti abituali sono rientrati dalle vacanze. Non avevo granché voglia di curare il sito quando nessuno lo avrebbe letto, ma visto che le lamentele stanno cominciando ad arrivare, è ora che il sottoscritto tiri fuori qualcosa dal cappello.
Si comincia alla grande, regalandovi una nuova poesia di quel mentecatto del poeta locale. In questa (non troppo) torrida estate, il Principe Ascanio ha sfornato una quantità tale di capolavori che, statene certi, ci accompagneranno fino a Natale.
E' stata aggiunta qualche foto nella sezione Gli amici del Martini in attesa dell'inserimento delle nuove foto scattate da voi quest'estate. Si perché anche se l'operazione "inviami le foto della tua festa mondiale" ha avuto un modestissimo successo (solo il Maestro e Lele hanno contribuito), sono nuovamente in attesa di nuove foto che verranno tutte inserite che testimonieranno le vostre vacanze (Re, mandami le foto!). Per il momento infatti le foto aggiunte sono davvero poche.
Per chi non l'avesse ancora capito, la foto ritrae i Righeira. Righeira che Andrea e Re hanno immortalato in un video che molto presto riuscirò a mostrarvi. Preparate le Timberland!
E ora... tutti a lavorare!
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Mi raccomando... restiamo in contatto

Che bella Milano d'agosto!
Il ritmo rallenta talmente che la giornata dura molto di più di 24 ore. Lavorando in questo mese eliminando il traffico e la ricerca del parcheggio, si guadagna circa un'ora e mezzo al giorno. Al supermercato non si fa la coda per la cassa o per il reparto carni, altri trenta minuti in più. Se vai al bar per un caffè, c'è anche la possibilità che il/la barista di turno abbia anche voglia di fare conversazione, semplicemente perché sei la prima persona sorridente della giornata che incontra (l'aria da tenebroso non mi si addice).
Anche quest'anno ho deciso di vivere la mia città nel mese di agosto. Per le vacanze c'è sempre tempo. Ho l'equivalente di due mesi di ferie a disposizione. Per quale motivo devo consumarli quando lo fanno tutti?(continua qui...)
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Finalmente ho trovato l'amore

Mi sono innamorato. Ebbene si, il Martini si è finalmente innamorato.
Il cinismo, l'arroganza, l'indifferenza che mi caratterizzavano ultimamente sono stati spazzati via come le nuvole dopo la tempesta. Un angelo mi è apparso questa notte.
Voglio condividere con tutti voi questo magico momento. Voi che mi avete sopportato e supportato. Che avete creduto in me anche quando tutti dicevano che perdevate solo del tempo. A voi, che ancora oggi leggete quello che scrivo, come se fossi un vostro amico. Come se dicessi sempre la cosa giusta.
Voglio presentarvi la persona che mi renderà un uomo migliore. Colei con cui vorrei passare il resto della mia vita. La mia anima gemella.
Potete ammirarla in tutto il suo splendore in questo video, in cui dedica al sottoscritto la canzone di Giorgia, Gocce di memoria.
C'è un solo problema: ci siamo amati all'istante, ma non so come rintracciarla. Chiunque abbia qualsiasi informazione a riguardo renderebbe un uomo felice.
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A volte ritorna...

Se c'è una cosa che adoro, è andare a cena fuori con gli amici. Questi poi sono i giorni migliori per apprezzare la buona cucina. Molti ristoranti sono all'aperto e ci si può accomodare fuori, sotto una veranda, respirando l'aria buona della genuina cucina italiana, rinfrescando le nostre papille gustative con del buon vino e affondando i nostri denti aguzzi in una gustosa bistecca di diciassette anni...
Diciassette anni?!? Certo, se andiamo in una delle magnifiche steackhouse Rodhouse Grill, catena di ristoranti a cui fa capo il gruppo Cremonini. Tale gruppo è stato recentemente al centro di un imbarazzante vicenda che è qualcosa di sconvolgente, spacciando la loro carne diciassettenne come una di ventiquattro mesi, destinata alla produzione di omogeneizzati, ed esportando sotto forma di aiuti umanitari, e quindi avvantaggiandosi fiscalmente sfruttando gli incentivi europei, carne in scatola scaduta. Tale opera di bene è costata la vita di un ragazzino russo di dodici anni causata dal botulino. Ovviamente la cosa è stata coperta da qualcuno per non diffondere un'altra sindrome da mucca pazza. Mi sembra anche giusto!
Tutto questo è stato svelato dalla trasmissione Rai, Report, per la quale vi invito a leggere la trascrizione dell'inchiesta fatta dagli autori. Ovviamente la notizia si sta spargendo tra la rete. Il sito European Consumer, Indipendent Media Center e, l'immancabile, Blog di Beppe Grillo spronano a realizzare un vero e proprio boicottaggio ai danni del gruppo Cremonini, al quale fanno parte altri marchi molto conosciuti in tutta la nostra penisola (Autogrill Moto, Carne Montana, bar e ristoranti Chef Express, salumi Ibisè, carne Inalca e Supermercati Marr).
So cosa state pensando: questa è la solita catena di Sant'Antonio dove si pesca nel mucchio un'importante azienda e si cerca di sputtanarla solo perché è stato trovato un capello in una scatoletta di carne in scatola (scusate il gioco di parole). Poi le voci girano e si ingrossano sempre di più, fino ad arrivare a dove siamo ora. Un po' come quando si diceva che la carne del McDonald's non era così genuina come volevano farci credere e che spesso era un misto di carne di bovino troppo vecchio che veniva macinata insieme a carne di topo. Ecco, il topo è la voce "ingrossata".
Indovinate chi fornisce la carne del BigMac? La risposta la trovate qui.

Grazie a Sara per la segnalazione

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Oggi sono polemico!

Sono stato zitto ultimamente. Ho preferito che parlassero gli altri. Vicende (anche) personali mi hanno un po' bloccato l'ispirazione, ma fortunatamente le persone che mi aiutano a condurre questo sito hanno sopperito alla mia mancanza dicendo la loro, proprio come lo spirito di questo sito vuole essere.
Non parlerò dei mondiali. E' stato bello, meraviglioso. Ero troppo piccolo per ricordare la spedizione dell'82. Ma ora, grazie a Cannavaro e compagni, scalziamo dalle poltroncine quei culi ricchi reduci dalla competizione spagnola. Ho vissuto ventiquattro anni vedendo facce più o meno raggrinzite raccontare di come loro erano diversi, appartenenti ad un mondo dove i soldi non erano tutto, guardandoli con un certo timore reverenziale. Avevamo un unico modo per liberarci di loro. E ci siamo riusciti. Ora voltiamo pagina.
Non parlerò della capata di Zidane. E' stato detto tutto, forse anche troppo su questa storia. La rete impazza di siti, video, immagini e persino giochi che ricalcano lo sciagurato gesto del fantasista francese ai danni dell'operaio del calcio italiano. Ma cosa diavolo gli ha detto Materazzi a Zidane? Forse, di preciso non lo sapremo mai. Rimarrà sempre uno dei misteri del calcio. E da parte nostra, alla luce dei fatti, anche uno dei più divertenti.
Non parlerò delle recenti sentenze su calciopoli che hanno, tristemente, segnato la storia del nostro campionato. Per chi non lo sapesse, Juve, Fiorentina e Lazio vengono spedite in serie B con rispettivamente 30, 15 e 7 punti di penalizzazione. Il Milan, rimane in serie A perdendo le coppe europee e danneggiati da una penalizzazione di 15 punti per il prossimo campionato. Sono sentenze forti, pesanti. Forse anche più di quanto ci si aspettasse. Ma su una cosa siamo d'accordo. Che cazzo frega ai vari Moggi e Giraudo, ai Lotito, ai Della Valle e ai Galliani di essere deferiti dal mondo del calcio? Per una cazzata del genere, noi essere umani perdiamo un posto di lavoro che, probabilmente, non ci ha portato tanti soldi da poter essere tranquilli in caso di licenziamento. Un posto di lavoro che ci ha permesso di soddisfare bisogni più o meno di prima necessità: avere un tetto, mangiare vestirci, qualche vizio, SKY, il digitale terrestre e l'abbonamento allo stadio, la maglietta del campione, la sciarpa, il gagliardetto... Bravi! Bel ringraziamento!
Non parlerò neppure delle due arpie della televisione. Chiedo, se c'è un avvocato tra i visitatori (so che ce n'è più di uno), di spiegarmi cosa vuol dire essere condannati. Io sapevo che quando io commetto una truffa ai danni di uno o più cittadini vado in galera. E che durante appelli e controappelli non posso certo iniziare un'attività commerciale. Eppure alle signore Marchi è permesso andare in TV ospiti dalla Parietti, avere uno spazio televisivo e aprire un sito e-commerce dove vendere, oltre le loro famose porcherie, anche alcuni cimeli feticisti appartenenti alle due graziose imbonitrici (io mi sono prenotato gli slip della Nobile a 2000 euro!). Ma che cazzo di giustizia è questa?
E infine, non mi fido di Barbara Berlusconi. Questa graziosa ragazza, figlia di un noto imprenditore lombardo, concede interviste sui giornali e in TV in cui svela di avere un cervello e di saperlo anche usare. In più occasioni ha preso le distanze dal padre regalandoci complimenti indirizzati a Guido Rossi, commissario della Federcalcio e suo ex docente all'Università, dopo che il padre lo aveva criticato pesantemente. Oppure ammettendo di voler congratularsi con Prodi per la recente vittoria alle elezioni quando l'ex premier si rifiuta tuttora di chiamarlo per la telefonata rito che sancisce il passaggio da un governo all'altro. Ma che cosa ha in mente questa fanciulla dallo sguardo sbarazzino?
E' stata una settimana calda. Ho lavorato come un mulo. Lasciatemi sfogare, io che sono un ignorante!
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Download loghi e suonerie. E i polli ci cascano ancora

Che suoneria avete nel vostro cellulare? Quella che fa ancora drin drin? Siete troppo out! Al giorno d'oggi siete fuori se non avete l'ultima hit del momento.
La tua ragazza ti ha mollato? Non parlarle, non chiamarla, non chiederle spiegazioni... invia un sms con scritto poesia al numero... e vedrai che tornerà con te.
Ma stiamo scherzando?! Sembra che tutti i problemi del mondo siano risolvibili grazie ai preziosi servizi che alcune società (che nulla c'entrano con le compagnie telefoniche) offrono al pollo di turno. Sto parlando dei servizi di download di suonerie, messaggi d'amore, barzellette, loghi per il cellulare e quant'altro, che le reti radio-televisive e stampa ci pubblicizzano (spesso da improbabili testimonial) come fossero medicinali. Fondamentali, secondo alcuni, per non essere emarginato dalla società.(continua qui...)
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Un mese di Blog!

Ad un mese esatto di questo sito, credo di potermi ritenere soddisfatto. I visitatori sono stati tanti e, cosa che mi ha sorpreso particolarmente, non solo dall'Italia (escluso il Bax dalla Danimarca).
Questo mese è stato un test importante. Mi ero promesso di raggiungere in un anno le 1000 visite (effettive) e invece le le ho raggiunte in soli trenta giorni. Segno che i riscontri positivi che ho ricevuto finora non siano dovuti tutti "per buona educazione".
Ovviamente sto lavorando affinché ilMartini.com possa essere inserito con orgoglio nei preferiti del vostro browser. Qualunque esso sia.
Il Martini e il suo staff stanno preparando parecchie cose interessanti. L'unica novità che vi posso annunciare è l'apertura della pagina dedicata ai mondiali di Germania che fra poco invaderanno tutta la stampa e la TV. Da tifoso e da italiano non potevo ignorare un evento così mediaticamente importante come un mondiale di calcio.
Non mi resta che ringraziare chi mi ha sostenuto e chi lo sta facendo con entusiasmo ancora adesso. Ma soprattutto vi invito a visitare quotidianamente la pagina Speciale Mondiale!
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Quell'imbecille che, forse, non è

Ieri sera mi arrovellavo il cervello per cercare qualcosa di cui parlare oggi. E' un periodo che ho grandi idee per il testa, ma non so come applicarle. E, molto probabilmente, saranno destinate a fare muffa.
Oggi, subito dopo aver bevuto il mio buon caffè dopo una voluminosa pasta alla carbonara, mi sono stravaccato sul divano in attesa dei Simpson. E cosa vedo? Il solito imbecille pelato e il suo stacchetto idiota che Mediaset piazza prima e dopo la pubblicità. Mr. Lui.(continua qui...)
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Palle rotolanti

"Il pallone è impazzito, come gira non si sa,
troppo gonfio s'è scucito, basta poco, esploderà!
"

Per chi come me, perde tempo a seguire tutti i giorni alle 14,00 il programma su Telelombardia QSVS News, ricorderà queste parole come la prima strofa della sigla del programma, dal titolo "Goleador" cantata dagli Statuto (la prima band a portare lo Ska in Italia).
In queste ore i giornalisti di QSVS, e cono loro tutti gli altri, stanno scrivendo di un momento che potrebbe portare ad una svolta epocale del calcio italiano.
Voglio sfruttare questo argomento in questo momento, proprio perchè siamo agli inizi. Ancora nessuna testa è saltata e questo mi permette di essere meno influenzabile. Anche se, ammettiamolo, la Juve sta sul cazzo a tutti quelli che non sono juventini.
Dunque, partiamo con ordine.(continua qui...)
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Si parte.

Ero a casa dei miei genitori ma loro non c’erano. Con me, solo mio fratello. Era un sabato mezzogiorno, impegnati per preparare il pranzo.
I telegiornali in quei giorni continuavano a ripetere di strani fenomeni atmosferici che imperversavano per tutto il pianeta. Tempeste elettromagnetiche, aurore boreali nel bel mezzo dell’equatore, sbalzi temporali. Tutti fenomeni da manuale che presagivano di lì a poco la risposta alla domanda che noi tutti ci facciamo: siamo soli nell’universo?
Mentre mio fratello si accingeva a scolare la pasta, vidi dietro la casa del nostro vicino uno strano annuvolarsi. Nuvole nere come il fumo che brucia la plastica. Si addensava con rapidità come sbuffato da enormi ciminiere nascoste dietro la casa. I vetri cominciavano a tremare mentre un rumore cupo e continuo nascondeva solo lievemnte il forte battito del mio cuore, spaventato ma al tempo stesso eccitato.
Fu in quel momento che la vidi. Era nera e gigantesca. Usciva dalle nuvole che lei stessa aveva creato con assoluta lentezza. Feci in tempo a prendere la telecamera mentre l’oggetto passava sopra casa nostra. Corsi sul balcone nel retro per continuare a documentare quello che tutto il quartiere stava vedendo: un’astronave aliena.
Da quella posizione riuscì a riprendere meglio tutta la scena. La grande nave si fermò sospesa sopra la casa del mio vicino. Imbracciava un fucile da caccia, in piedi sul cornicione del suo balcone. Lo vidi che tremava mentre teneva sotto tiro qualcosa. Teso e spaventato com’ero in quella situazione, non feci caso immediatamente cosa o chi stesse mirando. Indirizzai la videocamera verso il suo obbiettivo e vidi un uomo vestito di rosso, sospeso a mezz’aria. Immobile. Col fucile fece partire un colpo alla cieca. Non lo imbracciava più saldo con la presa di uno che sapeva come maneggiarlo. Lo teneva come una mano, mentre l’altra era intenta a coprirsi il volto come per nascondere il suo scellerato gesto.
Il colpo arrivò all’uomo sospeso ma sembrò inscalfibile. Qualche istante dopo, quell’essere dalle sembianze umane cominciò a tremare come se avesse delle convulsioni. Tremava rapidamente, quasi a velocità supersonica. Poi un lampo. Una luce fortissima ma rapida. Anch’io mi copri il volto, un po’ per la luce acciecante, un po’ per la paura.
Ripresi il controllo poco dopo. Portai gli occhi al cielo, non vi era più niente. Nessuna nuvola, nessuna astronave, nessun uomo in cielo.
Rimasi qualche minuto in attesa. Come se dovesse riapparire qualcosa. Come se sapessi che non era finito. Rassegnato chinai il capo e spensi la telecamera. Ma la riaccesi subito dopo, quando qualcos’altro colpì la mia attenzione: sul muro del palazzo della casa di fronte, un gigantesco murale raffigurante un uomo vestito di rosso con gli occhi sbarrati. L’espressione terrorizzata del suo volto. Lo stesso uomo che vidi sospeso nel cielo.

Quello che avete appena letto è un’altra testimonianza della mia vasta collezione di sogni strani. L’ho fatto la notte scorsa, dopo essere andato a letto finito l’episodio di X-Files andato in onda alle due del mattino. E questo spiega tutto.
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