il Martini dice...
Ritorno in poppa magna
11 ago 2008 | 10:47
Erano gli anni '80. C'erano i paninari con le
loro Timberland e i loro Montclair smanicati,
anche a ferragosto. C'era il cinema degli
anni '80, c'erano i cool Andrew
McCarthy e Rob Lowe, lo
sfigato per eccellenza Anthony
Micheal Hall e la principessina che
tutti amavano per la sua innocente
dolcezza, Molly
Ringwald.
C'era la musica negli anni '80. Ragazzi che Musica! Duran Duran, Spandau Ballet, Tears for Fears, Wham! e mille altri fenomeni che hanno segnato la storia della musica mondiale, quasi tutti americani e inglesi. E poi c'era un'italiana: Sabrina Salerno.
Come tutti i fenomeni musicali del momento, fu Cecchetto ad accorgersi di lei durante un concorso di bellezza per giovani liguri. Da subito, il buon ClaudioOcchioLungo si rende conto che le sue doti canore erano nulla in confronto a quelle visive. Se Sabrina bucava lo schermo, i giovani bucavano i pantaloni. E allora le fa incidere il primo singolo, Sexy Girl. Ed è subito successo. Riesce a sfondare in tutta Europa tanto da oscurare l'icona inglese Samantha Fox, fino a quel momento lo standard di bellezza e sensualità per quegli anni. Con il video Boys (vedi riquadro), Sabrina entra diritto nella classifiche mondiali e il suo video, scuote un'orda le ragazzini come mai nessuno fece.
Arriva il cinema. Per lei B-movie
italiani dell'epoca con i Boldi, i Calà e i
De Sica, figli (illegittimi) della comicità
tutto sesso ed equivoci di Banfi, Vitali e
Montagnani. Il successo tende a scemare. Gli
anni '90 hanno bisogno di qualcosa di diverso
di un paio di grosse tette e Cecchetto è
impegnato con altri fenomeni più longevi:
Jovanotti. Si rivedrà nel '98, come cameo nel
film Jolly Blue degli 883 (sigh!).
L'anno 2008 sarà ricordato come il grande ritorno di Sabrina Salerno. Conduce una trasmissione radiofonica su R101 alternandosi a Sandy Marton, Dan Harrow e Tracy Spencer. I quattro mostri sacri di Cecchetto in quegli anni.
La trasmissione serve a Sabrina per lanciare il suo nuovo sito internet (sabrinasalerno.com) e il suo spazio MySpace. Ma soprattutto serve per lanciare il suo ultimo lavoro discografico: la cover dei Cardigans, Erase Rewind, ovviamente in versione disco. La speranza è quella di far diventare il brano il tormentone dell'estate 2008. Mai come quest'anno, senza il Festivalbar che ci accompagna (che tristezza), abbiamo bisogno di un motivetto da cantare sul bagnasciuga. Forse il pezzo è arrivato troppo tardi, forse non è nemmeno un granché per aspirare al titolo, questo dovrete dirmelo voi che siete davvero a scatenarvi nelle discoteche in riva al mare.
Io aspetto con ansia il video. Perché se se c'è una cosa che la storia della musica mi ha insegnato è che i grandi ritorni si fanno in grande stile. E lo stile di Sabrina non era nelle sue doti vocali.
C'era la musica negli anni '80. Ragazzi che Musica! Duran Duran, Spandau Ballet, Tears for Fears, Wham! e mille altri fenomeni che hanno segnato la storia della musica mondiale, quasi tutti americani e inglesi. E poi c'era un'italiana: Sabrina Salerno.
Come tutti i fenomeni musicali del momento, fu Cecchetto ad accorgersi di lei durante un concorso di bellezza per giovani liguri. Da subito, il buon ClaudioOcchioLungo si rende conto che le sue doti canore erano nulla in confronto a quelle visive. Se Sabrina bucava lo schermo, i giovani bucavano i pantaloni. E allora le fa incidere il primo singolo, Sexy Girl. Ed è subito successo. Riesce a sfondare in tutta Europa tanto da oscurare l'icona inglese Samantha Fox, fino a quel momento lo standard di bellezza e sensualità per quegli anni. Con il video Boys (vedi riquadro), Sabrina entra diritto nella classifiche mondiali e il suo video, scuote un'orda le ragazzini come mai nessuno fece.
L'anno 2008 sarà ricordato come il grande ritorno di Sabrina Salerno. Conduce una trasmissione radiofonica su R101 alternandosi a Sandy Marton, Dan Harrow e Tracy Spencer. I quattro mostri sacri di Cecchetto in quegli anni.
La trasmissione serve a Sabrina per lanciare il suo nuovo sito internet (sabrinasalerno.com) e il suo spazio MySpace. Ma soprattutto serve per lanciare il suo ultimo lavoro discografico: la cover dei Cardigans, Erase Rewind, ovviamente in versione disco. La speranza è quella di far diventare il brano il tormentone dell'estate 2008. Mai come quest'anno, senza il Festivalbar che ci accompagna (che tristezza), abbiamo bisogno di un motivetto da cantare sul bagnasciuga. Forse il pezzo è arrivato troppo tardi, forse non è nemmeno un granché per aspirare al titolo, questo dovrete dirmelo voi che siete davvero a scatenarvi nelle discoteche in riva al mare.
Io aspetto con ansia il video. Perché se se c'è una cosa che la storia della musica mi ha insegnato è che i grandi ritorni si fanno in grande stile. E lo stile di Sabrina non era nelle sue doti vocali.
|
What Else?
31 lug 2008 | 21:02
Prendo il telefono per avvisare mio padre (ex impiegato Telecom) per chiedergli qualche consiglio sul da farsi. Non che le operazioni possibili siano molte, ma è un modo per condividere il mio problema nella speranza che lui sappia come comportarsi.
Afferro il telefono con decisione. Un vecchio SonyEricsson T68 identico a quello che avevo qualche anno fa. Sto per comporre il numero quando mi arriva una chiamata sullo stesso cellulare. Il numero non è privato. Sul display appare chiaramente il nome e cognome di chi mi sta chiamando. Ho un attimo di esitazione. Il nome che mi è apparso non lo conosco. Non l'ho mai sentito e nemmeno è presente nella mia rubrica. Come fa ad apparirmi? Qualcuno l'ha inserito? Chi è Elsa Dekanter?(continua qui...)
Ciao Gianfrà'
14 lug 2008 | 11:09
Alla prima risponderei con Dark side of the moon dei Pink Floyd; per 1 milione di euro farei di tutto (TUTTO); e la celebrità per cui farei follie è Britney Spears (non certo per le sue doti canore).
Di lui si è detto che era un Signore (notare la S maiuscola) coatto e mai banale. Per me invece è sempre stata una figura inquietante. Il suo modo così possessivo del mezzo della televisione era fuori da ogni schema. Sembrava un predicatore per come pretendeva l'attenzione, non solo del pubblico in sala ma anche di quello a casa. Memorabile quando ai tempi della televisione a mezzogiorno, chiedeva le telecamere con un suggestivo (e imitatissimo) "damme la 2". Assomigliava terribilmente al mio dentista. Odioso e sanguinario chirurgo odontoiatrico che non finiva mai di parlare del suo camper. Che per inciso, gliel'ha pagato la mia famiglia. E questo contribuiva a rendermelo inquietante.(continua qui...)
Il trash che non c'è più
13 mag 2008 | 10:36
Da un'idea di quel Gianni Buoncompagni che con Arbore e la Carrà scrisse tra le pagine più importanti della radio e televisione italiana (la RAI), duecento ragazze tra i 14 e i 24 anni ridono e ballano tra le 14 e le 16 di ogni pomeriggio. Intrattengono il pubblico con canzonette e balletti di gruppo, rispondono alle lettere dei fans e mandano bacini alle telecamere.
Un fenomeno di costume televisivo senza pari. Una vetrina senza senso di giovani e future starlette in cerca di fama, abili cantanti in playback con voce prestata dalle cantanti di professione. Non c'era malizia, non si parlava di sesso o di tradimenti, non ci si arrabbiava e, soprattutto non ci si inventava delle storie interessanti e scabrose per finire in tivvù. Oggi moltissime di loro ce le ritroviamo oggi, a distanza di 17 anni, a fare le vallette, le attrici, le cantanti (questa volta vere).
Non chiedetemi come ci sono arrivato, ma ho scoperto questo sito dedicato alla trasmissione che fu: www.nonelarai.it. Il sito raccoglie alcune sezioni speciali delle ragazze, qualche immagine e video e il resoconto di quello che avvenne dopo nelle loro carriere.
Per essere un sito decisamente fuorimoda, è fatto molto bene e soprendentemente aggiornato di recente. Peccato che le ragazze "recensite" siano poche, considerando che negli anni furono più di 300 le aspiranti star.(continua qui...)
Arieccomi qua
05 mag 2008 | 20:35
All'arrivo ad Helsinki (alle 3 del mattino) avremmo dovuto aspettare fino alle 14 che ci venisse consegnata la stanza ma grazie alla nostra patetica dormita nella hall dell'albergo (e i miei accenni di "russo") i finlandesi si sono arresi alle dure leggi della burocrazia ed hanno convenuto che sarebbe stato più elegante per l'albergo darci la stanza qualche ora prima.
Le attività da fare in tre giorni ad Helsinki non sono molte ma armati di guida turistica abbiamo girato la città in ogni angolo. Non c'è caffè in cui non siamo stati, ad ogni sosta ci bevevamo una tazza di kahvi, il loro modo di intendere il caffè. Per chi come me adora il caffè solubile servito in abbondanti tazzone, il kahvi non può non piacere (me ne sono bevuti fino a otto in una giornata), ma, per chi come Gigi il caffè si deve bere in una tazzina, il kahvi è un'esperienza bel lontana dal definirsi caffè. Ecco che quindi il calabrese preferiva spendere fino a tre volte tanto per un caffè pur di bere un espresso, continuando a lamentarsi fino all'inverosimile. (continua qui...)
Nuovi Mamma e Papà
30 apr 2008 | 16:50
A sentirli sembra che abbiano ritirato l'auto nuova dal concessionario. Credo che ci vorrà ancora qualche giorno prima che si possano rendere conto della bella cosa che hanno fatto.
Foto ancora non ne ho, ma vi rimando al sito di Lele dove poter quantomeno apprezzare le ecografie.
Ricordo ancora quando la Terry ed io seguivamo banco a banco le lezioni di Cafiero e la sua "via consensuale" (chiedere a lei per delucidazioni). O quando a Cesenatico, con la Tipo bordeaux targata Torino di Lele, siamo stati fermati per un controllo di routine dai Carabinieri, fino a quando a Gigi non è scappato un rutto d'antologia in faccia all'appuntato e il controllo divenne un tantino più puntiglioso.
Dopo aver passato gran parte delle nostre vite assieme, è bello vedervi insieme e pensare che in quel piccolino ci sia un po' di ognuno di noi. Volenti o nolenti.
Auguri ragazzuoli.
P.S. Ho avvisato mia madre che non ha perso l'occasione di rimproverarmi perché ancora non l'ho resa nonna. E vi saluta tanto.
Il Martini goes to Helsinki
28 apr 2008 | 19:26
Approfittando di un'occasione particolarmente vantaggiosa e di qualche giorno di ferie di troppo, io, Gigi e Christian (non il Conte) passeremo il weekend del primo maggio a Helsinki.
L'idea iniziale era Lisbona ma piccoli dettagli economici ci hanno dirottati in altri lidi. All'inizio l'unico eccitato dalla cosa ero io. L'idea di un posto del tutto ignoto a chiunque conoscessi (qualcuno mi ha anche chiesto dove stava Helsinki) ma soprattutto di una città moderna e ultra-tecnologica mi ha entusiasmato subito. A Gigi invece, più propenso alle spiagge calde dove esibire il suo fisichino rachitico, è bastato fargli notare le bellezze del posto perché si catapultasse subito nella rete per cercare di carpire i segreti del seduttore italiano alla conquista dei freddi cuori delle finlandesi. Scoperto questa autorevole guida si è tirato su le maniche preparato alla difficile sfida.
Nella speranza di trovare bel tempo (le previsioni sono pessimistiche) auguro a tutti i lavoratori un felice giorno di ferie.
Ovviamente, seguiranno foto.
Piccole modifiche al sito
09 apr 2008 | 15:12
Da un po' di giorni il sito ha subito alcuni
accorgimenti. Con la nuova versione di
Rapidweaver, il
software che uso per la creazione de
ilMartini.com, sono state aggiunte
alcune nuove funzionalità che
personalmente trovo interessanti.
Innanzitutto i tag, una specie di etichette che identificano i contenuti dell'articolo permettendo di raggruppare gli argomenti secondo alcune tematiche. Se cliccate sull'etichetta internet potrete visualizzare velocemente tutti gli articoli che parlano in qualche modo di internet. Ovviamente il sistema si affina con l'utilizzo. Quando sarà adottato su tutti gli articoli sarà più facile dare un'identità agli argomenti trattati. Stessa cosa per le categorie che questa volta sono multiple, per tutti quegli argomenti che risulta difficile racchiudere in una sola categoria.
Un miglioramento lo si può notare anche nei commenti. Mentre prima per scriverne uno bisognava cliccare sulla scritta commenti, ora basta cliccare sul titolo dell'articolo. si aprirà una pagina dedicata con l'articolo e il form per compilare il commento.
Spero che queste nuove funzionalità vi siano gradite. A me lo sono.
Innanzitutto i tag, una specie di etichette che identificano i contenuti dell'articolo permettendo di raggruppare gli argomenti secondo alcune tematiche. Se cliccate sull'etichetta internet potrete visualizzare velocemente tutti gli articoli che parlano in qualche modo di internet. Ovviamente il sistema si affina con l'utilizzo. Quando sarà adottato su tutti gli articoli sarà più facile dare un'identità agli argomenti trattati. Stessa cosa per le categorie che questa volta sono multiple, per tutti quegli argomenti che risulta difficile racchiudere in una sola categoria.
Un miglioramento lo si può notare anche nei commenti. Mentre prima per scriverne uno bisognava cliccare sulla scritta commenti, ora basta cliccare sul titolo dell'articolo. si aprirà una pagina dedicata con l'articolo e il form per compilare il commento.
Spero che queste nuove funzionalità vi siano gradite. A me lo sono.
Deficiente patentato
24 gen 2008 | 15:18
La prassi in realtà è molto semplice. Bisogna andare in autoscuola per avviare la pratica o saltare direttamente all'ACI, dove potrete anche prendere al volo l'appuntamento col medico per la consueta visita di controllo. Solo questa operazione vi vedrà sfilare dal portafogli la modica somma di 50 euro. Non male per ottenere un adesivo di 3 millimetri da applicare sul documento.
Ma la vera chicca avviene dal medico stesso. Arrivati in uno studio dentistico (a Lissone è così) mi attendono tre (!) medici. Comincio a pensare che forse si tratta di qualcosa di una semplice visita di controllo. Già mi aspettavo chissà quali esami. Il primo medico mi fa sedere e mi pone delle domande di rito:(continua qui...)
Buon 2008
30 dic 2007 | 20:57
Il 2007 è stato un anno storico per la società di oggi. Take That e Spice Girls si sono riuniti, il Milan è diventato campione d'Europa e poi del mondo tenendo alto l'onore del calcio italiano dopo il mondiale vinto, è tornata a grande richiesta la Fiat 500, le gemelle Olsen hanno finalmente compiuto i fatidici 21 anni per poter posare nude (a carissimo prezzo) sulle copertine di tutto il mondo ed Apple ha lanciato l'iPhone, il telefono che cambierà il modo di telefonare come l'iPod ha fatto con la musica. Poco conta se anche la Slovenia ha adottato l'Euro come moneta unica o Al Gore ha vinto il premio Nobel per la pace. Ai più, sarà più semplice ricordare la formazione che ha battuto il Liverpool lo scorso maggio o l'anno del primo scudetto vinto sul campo dall'Inter dopo quindici anni, piuttosto che conoscere l'anno in cui l'Italia è diventata membro non permanente del consiglio di sicurezza della Nato.
Personalmente non è stato un grande anno. Poche svolte significative e la maggior parte di queste anche poco gratificanti. A inizio anno decisi che avrei pensato di più a me stesso dedicandomi maggiormente alla mia felicità prima di quella degli altri. Mi sono giocato il sopracitato premio Nobel ma in compenso ho potuto ritagliare del tempo prezioso per i miei interessi. Ho tristemente salutato persone che erano state con me negli anni passati ma ne ho conosciute di nuove che mi accompagneranno nell'anno nuovo e, speriamo, anche in quelli dopo.(continua qui...)
È Natale e siamo tutti più buoni
22 dic 2007 | 12:41
Sono sempre stato un fedele ammiratore del Natale. Ci credo fortemente e sono convinto che, anche se costruiti e forzati, questi pochi giorni in cui ci sentiamo tutti più buoni siano davvero belli e utili. La gente che ti sorride dopo averti spintonato sul marciapiede, il dito medio che ti mostrano dal finestrino dell'auto è addobbato con un fiocchetto natalizio. Gli impiegati delle poste che chiaccherano tra di loro su cosa cucinare al pranzo del 25 prendendo consigli dalla consigli alla vecchietta di turno in attesa della pensione, quando ad aspettare c'è una calca di gente (lieta e beata) che se in quel momento stanno servendo il numero A125, tu hai appena pescato il numero A836.
Il Natale è così. il nostro essere "più buoni", sta tutto nel sopportare più felicemente le cose spiacevoli delle nostre giornate. Ci sono anche quelli che fanno le opere buone, che servono pasti gratis e che donano le proprie cose in beneficienza e che meritano tutto il mio rispetto, ma considero più un atto di sacrificio e coraggio sopportare e perdonare colui che ti procura un dispiacere guardandolo negli occhi.(continua qui...)
La ma personalissima rivincita
06 ott 2007 | 14:12
In quel momento però, cominciò anche la mia discriminazione. Avete mai provato ad entrare in un bar "in" e chiedere un Cynar? Di colpo il juke box smette di suonare, la gente interrompe ogni sua azione e tutti i loro sguardi ricadono su di te. Le uniche parole che ti si rivolgono sono del barman che, con arroganza ti risponde "Spiacente, quella roba non la teniamo".
C'è il pregiudizio che il Cynar sia un amaro orripilante, disgustoso e da sfigato cronico. Quelle poche volte che riuscivo a trovarlo, chi era con me non riusciva nemmeno ad assaggiarlo tanto era prevenuto. La gente è convinta che sappia di carciofo e perciò ne rimane schifata solo all'idea.(continua qui...)
Lettera aperta a: Nicola Ravasio
19 set 2007 | 00:48
Come si fa, dico io, a spendere 30 e rotti euro per andarsi a vedere la propria squadra del cuore (peraltro, scelta di cuore discutibile) e farsi cacciare dallo stadio da 60mila tifosi che ti insultano. Senza contare i milioni di telespettatori che ti hanno visto al tiggì, su YouTube, e riuscire a guardarsi ancora allo specchio?
Sei andato con la tua ragazza (sei anche fortunato sotto questo aspetto). Potevi passare una bella domenica. Non sono i molti a poter condividere una domenica di pallone con la propria partner. Non è una passione facile da condividere. C'era bisogno di combinare quel gesto sconsiderato? E se avessi ferito qualcuno? Te lo saresti mai potuto perdonare?
In giro dicono che sei un bravo ragazzo. Che non frequenti mai le falangi violente della tifoseria. Dicono che hai un lavoro stabile, una famiglia che ti rispetta e ti protegge (come ha fatto pubblicamente tuo padre). Ed ora? Hai sputtanato tutto per un gesto stupido. Senza senso. Senza scopo. Perché in un gesto del genere non esiste nessuna motivazione. Si sparano i fumogeni per coreografia, le bombe carta per intimorire gli avversari. Ma tu hai lanciato un raudo. Un raudo! Li mettevo io nelle cassette delle poste quando avevo sedici anni. Non puoi divertirti ancora con queste cose. (continua qui...)
Pessimismo e fastidio
13 set 2007 | 01:04
La notizia è un po' datata, ne hanno parlato
giornali, tiggì, Internet... e adesso, ne
parlo pure io. Stavo solo aspettando che la
vostra soglia di attenzione fosse tornata a
livelli accettabili.
Nel corso dell'ultimo decennio ci siamo costruiti una società maledettamente allarmista e consumista. I media non fanno altro che ricordarci che qualcuno, da un momento all'altro, potrebbe farci saltare in aria o spararci alle spalle. L'indifferenza e la rassegnazione non sono contemplabili. Occorre il panico e prepararsi al peggio.
Negli Stati Uniti c'è una nuova fobia: le stragi scolastiche. Le stragi di Columbine e Backsburg fanno statistica e la paura che lo spirito di emulazione di minorenni psicopatici si faccia di nuovo vivo, ha spinto l'America a correre ai ripari. Ecco la MJ Safety Solution ha presentato lo zaino antiproiettile. Lo zaino è costruito in modo tale che un colpo di fucile sparato alle spalle dei nostri figli, non provochi loro nessun danno in quanto è rinforzato con una resina speciale ed ultra leggera come quella dei normali giubbetti antiproiettili in dotazione alle forze dell'ordine americane. E se ci sparano di fronte? Niente paura, il Ballistic Bookbag, in una semplice e rapida mossa, può essere posizionato sul davanti per ripararci dal colpo.
Come potete vedere nel video, lo zaino
è anche bellino. Il suo costo, considerando
che salverà la vita dei vostri figli, non è
nemmeno altissimo (175 Dollari). Insomma,
hanno pensato a tutto. E in America sta
spopolando.
Ora però voglio fare un paio di riflessioni su questo oggetto: al di là del fatto che ci ci sparerà si assicurerà che non potremmo scappare sulle nostre gambe. Se voglio fare una strage, saprò contro che cosa andrò incontro e saprò anche come organizzarmi quando vedrò un quattordicenne brufoloso ripararsi dietro uno zaino e correre all'impazzata dall'altra parte. Questa ennesima americanata, perché di questo si tratta, non fa altro che alimentare il panico all'interno della nostra società allarmista. Anziché cercare di impedire le stragi controllando maggiormente i nostri figli, i loro interessi, la loro psiche e anche il traffico di armi e la loro estrema reperibilità sul suolo dello zio Sam, ci procuriamo un aggeggio che possa reagire passivamente all'inevitabile. Perché pensare alla prevenzione e alla consapevolezza di un problema quando potremmo semplicemente adeguarci?(continua qui...)
Nel corso dell'ultimo decennio ci siamo costruiti una società maledettamente allarmista e consumista. I media non fanno altro che ricordarci che qualcuno, da un momento all'altro, potrebbe farci saltare in aria o spararci alle spalle. L'indifferenza e la rassegnazione non sono contemplabili. Occorre il panico e prepararsi al peggio.
Negli Stati Uniti c'è una nuova fobia: le stragi scolastiche. Le stragi di Columbine e Backsburg fanno statistica e la paura che lo spirito di emulazione di minorenni psicopatici si faccia di nuovo vivo, ha spinto l'America a correre ai ripari. Ecco la MJ Safety Solution ha presentato lo zaino antiproiettile. Lo zaino è costruito in modo tale che un colpo di fucile sparato alle spalle dei nostri figli, non provochi loro nessun danno in quanto è rinforzato con una resina speciale ed ultra leggera come quella dei normali giubbetti antiproiettili in dotazione alle forze dell'ordine americane. E se ci sparano di fronte? Niente paura, il Ballistic Bookbag, in una semplice e rapida mossa, può essere posizionato sul davanti per ripararci dal colpo.
Ora però voglio fare un paio di riflessioni su questo oggetto: al di là del fatto che ci ci sparerà si assicurerà che non potremmo scappare sulle nostre gambe. Se voglio fare una strage, saprò contro che cosa andrò incontro e saprò anche come organizzarmi quando vedrò un quattordicenne brufoloso ripararsi dietro uno zaino e correre all'impazzata dall'altra parte. Questa ennesima americanata, perché di questo si tratta, non fa altro che alimentare il panico all'interno della nostra società allarmista. Anziché cercare di impedire le stragi controllando maggiormente i nostri figli, i loro interessi, la loro psiche e anche il traffico di armi e la loro estrema reperibilità sul suolo dello zio Sam, ci procuriamo un aggeggio che possa reagire passivamente all'inevitabile. Perché pensare alla prevenzione e alla consapevolezza di un problema quando potremmo semplicemente adeguarci?(continua qui...)
Autogol
10 set 2007 | 11:32
Poi un giorno mi sintonizzai su FM 91,70. Era il 24 gennaio 2005 ed esordiva sulle vecchie frequenze di Radiocuore un nuovo progetto tutto milanese: Radio MilanInter FM, la prima radio di Milano che parla di calcio (e in maniera minore di altri sport). Fino ad allora, di realtà simili, ne trovavamo solo sul territorio romano. Loro ne hanno di diverse da diversi anni e sono guidate perlopiù da veri e propri tifosi. Milaninter invece si sviluppa in modo differente: chi ci lavora sono giornalisti, e il loro scopo è quello di tenerci aggiornati con news, flash di agenzia, dichiarazioni e interviste sulle due squadre di Milano. (continua qui...)
Hola, que tal?
04 set 2007 | 02:42
Cominciamo a dire che la foto che vedete raffigura con precisione satellitare l'appartamento in cui abbiamo soggiornato per sei straordinari giorni. È stato molto più che una casa. È stata un'avventura fin dall'apertura della porta (peraltro non senza difficoltà). Ad accoglierci c'era Todd, l'inquilino di Marcello (che ci ha ospitato). Vestito solo con un paio di mutande e due percing ai capezzoli. Sessantacinque anni e tutti vissuti alla grande. Forse anche troppo. Il povero Todd, si era "dimenticato" che saremmo arrivati quel giorno. Così, per quella notte, non avevamo né una casa, né tantomeno un tetto. E noi eravamo in tre. Ci siamo arrangiati alla buona: il Professore si è accaparrato un materasso, per anni confinato sotto la veranda, Manu si è adagiata su un muretto largo quaranta centimetri che fungeva da fiorera ed io (povero illuso!) mi sono fiondato sull'amaca, ignaro che pendeva tutta da un lato e che, alle 5:30 del mattino, avrebbe dato i primi segni di cedimento. L'indomani, non senza piccoli malintesi dovuti alla memoria flebile e traballante di Todd, siamo riusciti ad adeguarci in miglior modo. Io e Manu abbiamo dormito nel letto matrimoniale. Scelse me (che la conoscevo da pochi giorni) perché ben cosciente dei decibel sprigionabili dal Professore durante le ore notturne. Poverina, dovette ricredersi anche sul mio conto. Marcello, arrivato due giorni dopo, si scelse la brandina di fianco al bagno mentre il Prof. non rinunciò al pulcioso materasso in veranda, per la gioia dei vicini di casa.(continua qui...)
Lo spettacolo non deve continuare
06 lug 2007 | 18:14
Notizia di questi giorni è che anche Italia 1 ha deciso di sospendere dal proprio palinsesto ogni appuntamento con i prodotti del marchio WWE, la federazione che cura lo show e un giro d'affari di dimensioni gigantesche. Si comunica che si è superato ormai il limite da molto tempo, considerando che il prodotto è "consumato" soprattutto da bambini e adolescenti (e qualche tramviere di Milano) troppo vulnerabili per non prendere la cosa dal verso sbagliato. Già dopo la morte di Eddie Guerrero, morto per cause misteriose (ma alquanto sospette) a soli 38 anni, si tentò di sospendere la programmazione, ma i soldi che giravano in quel momento per la rete e per il merchandising per i produttori erano troppi per dire basta. Ma dopo un forte calo di interesse da parte del pubblico, il direttore di Italia 1 ha colto la palla al balzo cancellando il programma e assicurando che anche gli eventuali prodotti futuri con marchio WCE non saranno più presi in considerazione. Una buona scusa per chiudere con dignità.(continua qui...)
Pre-parto Party
26 giu 2007 | 01:23
C'erano facce vecchie ma che da un po' non si vedeva (la De e la Re), qualche nuova (Davide, il ragazzo della Re) e qualche faccia che, non propriamente nuova, ho imparato a conoscere di più (la Sarina e la Dona).
Ovviamente il Martini aveva con sé la sua inseparabile macchina fotografica, pronto ad immortalare chiunque gli capiti a tiro senza preavviso, per la gioia dei malcapitati.
Per chi volesse vederle (e scaricarle) le foto della bella serata sono nella pagina Pre-parto Party (ho impiegato un'ora a scegliere il nome). Ovviamente ci sono solo le migliori per evitare denunce.
Non vedo l'ora che il piccolo Michele se ne esca fuori. Viste anche quante persone lo aspettano.
P.S. per i nuovi visitatori, non cercate le foto del sottoscritto perché, come sempre, non ci sono.
Quando fui maturato
20 giu 2007 | 17:46
Non so voi, ma ogni volta che attraversiamo questo delicato periodo per tutti i ragazzini, divento di buon umore. Non certo per le loro sofferenze, ma per i bei ricordi che ho di quei giorni di ormai qualche anno fa.
Fino alla terza superiore sono sempre andato di scioltezza. Studiavo il minino indispensabile e avevo un programma di studi infallibile: lasciavo perdere alcune materie a me astruse (francese, matematica ed economia) e mi concentravo su quelle in cui riuscivo meglio (diritto, inglese e italiano). In quarta il solito cagotto prima degli scrutini e in quinta mi sono reso conto (a gennaio) che quell'anno non sarebbe bastato tenere alta la media. Avevo un esame di stato da compiere.
Me ne resi conto più che altro a dicembre. Quando mi accorsi di non aver acquistato un solo libro per l'ultimo anno. avevo qualche residuo dall'anno precedente (italiano e matematica) ma tutti gli altri mi mancavano. Non fu proprio una scelta, diciamo che me ne dimenticai. Certo era che non potevo chiedere i soldi per i libri ai miei, a dicembre inoltrato. Cosa avrebbero pensato? Mi arrangiavo facendomi prestare i tomi dai compagni (come un bambino povero) qualche giorno prima dell'interrogazione (sapevo giocarmi bene i professori) ma, soprattutto, prendendo carriole di appunti su ogni lezione. Tutto riposto a cazzo di cane (lieve eufemismo) in un raccoglitore ad anelli che conteneva tutte le otto materie.(continua qui...)
A.A.A. regalo rene usato ma tenuto bene
06 giu 2007 | 23:09
Il plot del programma prevedeva che una donna malata terminale scegliesse a chi, tra i tre concorrenti malati, dovessero andare i suoi reni una volta che lei fosse morta. Questa volta niente prove umilianti, niente indovinelli o quiz di cultura generale ma solo una forte dose di sincerità e patetismo per convincere la donatrice che solo uno di loro avrebbe meritato i suoi organi.
Inutile dire che la cosa ha sconvolto tutta Europa. Divisa tra l'oscena idea del programma in sé e la paura fondata che potesse essere solo l'inizio di un nuovo filone di show, in cui la parola "reality" avrebbe assunto un nuovo ed sconvolgente significato.
Lauren Drillich, presidente dell'emittente olandese Bnn, ha specificato che lo scopo della trasmissione era di sensibilizzare l'opinione pubblica a proposito dell'intricato e spesso ingiusto sistema della donazione d'organi, tanto contorto quanto quello sull'adozione. (continua qui...)
Saluti da Cogne
29 apr 2007 | 01:41
Venerdì mattina. In piedi sin dall'alba.
Un caffè al volo, una lavata di denti e sono
già fuori casa. L'estate è ormai alle porte
ma, a quell'ora, fa comunque freddino. Scaldo
un po' la macchina, non molto perchè ho
fretta, e parto. Direzione Torino.
Speriamo di trovare ancora qualche biglietto disponibile. Ho preso un giorno di ferie per essere presente oggi. Alla sentenza finale per Annamaria Franzoni.
Queste poche righe sono il frutto di
sette anni di accuse, difese, rinvii,
ricostruzioni, pianti, bugie, calunnie,
apparizioni TV, speciali in prima serata...
Troppi. Decisamente troppi per un caso in cui
per la maggiorparte di ogni mente sana di
questo pianeta, la verità è chiara e limpida,
come il cielo di Cogne.
Oltre venti persone venerdì mattina erano in fila, davanti all'ingresso del tribunale di Torino in attesa dell'apertura dei cancelli. Con un numerino in mano che permetteva loro di avere un posto in primafila nell'aula di tribunale. Come al cinema, come dal macellaio. Con la presunta macellaia a pochi metri da loro. Una donna, una diva, un omicida.
Non ho intenzione di dare la mia sentenza su questo caso. Non sono un detective e non ho informazioni valide per studiarle. Mi sono fatto un'idea, come tutti, ma non la dirò. Annamaria Franzoni ha dato una sua versione per sette anni. I suoi avvocati ne hanno date più di una. I giudici sono certi della sua colpevolezza ma, le prove evidenti, sono sempre troppo labili e confutabili.(continua qui...)
Speriamo di trovare ancora qualche biglietto disponibile. Ho preso un giorno di ferie per essere presente oggi. Alla sentenza finale per Annamaria Franzoni.
Oltre venti persone venerdì mattina erano in fila, davanti all'ingresso del tribunale di Torino in attesa dell'apertura dei cancelli. Con un numerino in mano che permetteva loro di avere un posto in primafila nell'aula di tribunale. Come al cinema, come dal macellaio. Con la presunta macellaia a pochi metri da loro. Una donna, una diva, un omicida.
Non ho intenzione di dare la mia sentenza su questo caso. Non sono un detective e non ho informazioni valide per studiarle. Mi sono fatto un'idea, come tutti, ma non la dirò. Annamaria Franzoni ha dato una sua versione per sette anni. I suoi avvocati ne hanno date più di una. I giudici sono certi della sua colpevolezza ma, le prove evidenti, sono sempre troppo labili e confutabili.(continua qui...)
Onore ai vincitori
23 apr 2007 | 02:15
Ci sono voluti diciotto anni di fatiche, umiliazioni, delusioni dell'ultimo minuto. Ma alla fine anche l'Inter, il suo bello scudetto conquistato sul campo, se l'è portato via. In attesa di Gigi, smarritosi nei meandri di piazza Duomo dopo aver appeso la bandiera nerazzurra sul tram numero 29 al posto di quella della città di Milano, è giusto dedicare due parole ai nuovi campioni d'Italia.
Sarà dura. Diciott'anni di abitudini e tradizioni sono difficili da dimenticare. Il 6 a 0 nel derby, 5 maggio, Ronaldo. Tutte cose che perdono improvvisamente di significato. Si apre un nuovo ciclo. Quanto durerà lo dirà solo il tempo.
Complimenti sinceri a Zanetti e compagni. Lo dico da anni che mi piacerebbe vedere l'Inter, una volta ogni tanto, vincere qualcosa. Far loro assaporare piccoli momenti di gioia prima di ricadere nel baratro della delusione sportiva.
Tornano a sventolare le bandiere nerazzurre per le strade della città Meneghina. Prepariamoci ad una settimana di blocco totale del traffico per l'aumento vertiginoso delle polveri sottili.
P.S. solo due parole...
Quanto mi tirano le Olsen
16 apr 2007 | 00:54
La storia dello spettacolo è piena di
gemelli famosi. Lo erano le gemelle Kessler
con le loro gambe chilometriche, lo erano due
dei Bee Gees con le loro corde vocali
chilometriche. Nel calcio abbiamo i gemelli
Filippini, bravi quando giocavano insieme,
mediocri quando li dividevano. Nel mondo
della TV degli anni '90, hanno cercato di
spopolare le gemelle Daniels
finite però col disunirsi tristemente.
Ma le mie preferite sono e saranno
sempre le gemelle Olsen.
Negli ultimi due mesi quasi i due terzi degli internauti che capitano sul mio sito, hanno in mente solo una cosa: vedere le tette delle gemelle Olsen (provare per credere). Così mi è venuta un'idea subdola: parliamo delle gemelle Olsen per aumentare questo flusso di visite.
Io, nella mia immensa cultura di telefilm trash, me le ricordo ancora in fasce quando interpretavano un unico personaggio, Michelle, nella serie TV Gli amici di Papà, nel quale recitava anche la sorella di Kirk Cameron, Candance (altri fratelli della TV). La serie andò avanti dieci an
Negli ultimi due mesi quasi i due terzi degli internauti che capitano sul mio sito, hanno in mente solo una cosa: vedere le tette delle gemelle Olsen (provare per credere). Così mi è venuta un'idea subdola: parliamo delle gemelle Olsen per aumentare questo flusso di visite.
Io, nella mia immensa cultura di telefilm trash, me le ricordo ancora in fasce quando interpretavano un unico personaggio, Michelle, nella serie TV Gli amici di Papà, nel quale recitava anche la sorella di Kirk Cameron, Candance (altri fratelli della TV). La serie andò avanti dieci an
