www.ilMartini.com - www.ilMartini.com - pensieri ed opinioni di un mitomane fancazzista

in cima all'Olimpo

Laggiù, nella terra in cui prese vita la civiltà occidentale così come la conosciamo, ai piedi dell'Olimpo dimora degli dei, i rossoneri si riprendono quella coppa che tanto amano, che tanto rappresenta per questa società.
Non poteva andare diversamente, non poteva esistere altro finale se non quello di una rivincita, come se tutto fosse stato scritto in un'opera di Eschilo, una trama che per gli inglesi ha l'amaro della tragedia greca e per gli italiani il dolce sapore dell'Odissea di Omero.
Il viaggio ha preso il via da quel 25 maggio di due anni fa, dopo una sconfitta tra le più amare della storia della coppa e di quella del Milan, dopo una serata che è diventata leggenda nella sua atrocità, guarda caso sulle rive del Bosforo, a pochi chilometri da quella Troia, situata sulle coste della Turchia, lasciata in fiamme dai greci esultanti. Quella sera fu solo l'inizio di un viaggio (per fortuna non lungo come quello di Ulisse) che avrebbe riservato ai rossoneri altre cocenti delusioni. Da lì venne uno scudetto perso al fotofinish, un'altra stagione senza gloria, poi lo scandalo del calcio, la penalizzazione, una Champions riacciuffata disperatamente, con la consapevolezza di essere una squadra ridotta all'osso, con un organico inadatto ad affrontare imprese che parevano insormontabili.(continua qui...)
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Una scomoda verità

Fatto: sempre più cataclismi naturali stanno tartassando le popolazioni, soprattutto quelle dei paesi in via di sviluppo.
Fatto: le temperature si stanno innalzando vertiginosamente, facendo registrare picchi record ogni anno, picchi che, fino a solo vent’anni, fa si segnalavano una volta ogni centinaia di anni.
Fatto: il clima sta mutando ad una velocità pazzesca.
Fatto: le acque interne, da cui dipende la nostra sopravvivenza, si stanno ritirando ogni anno di più, mentre il livello del mare subisce un aumento senza freni.
Ad ogni fatto esposto corrisponde un’azione che li ha innescati, un’azione di cui siamo responsabili noi uomini. Non sono avvisaglie di un’apocalisse, ma poco ci manca e, soprattutto, quello del surriscaldamento globale, sembra essere un processo inesorabile, che avanza senza sosta come un male oscuro del quale sembra che non ci siamo ancora resi conto, ma che sta attanagliando il nostro pianeta.
Nessuno di noi è immune, ognuno di noi può fare qualcosa per cercare un rimedio, quanto meno per opporsi al lassismo imperante di cui sembriamo maestri.
pensare, prendere coscienza, agire.(continua qui...)
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Morire per un gioco

Non è la prima volta che succede.
Non è la prima volta che decine, centinaia di imbecilli danno sfogo alla più becera e immotivata violenza riversandosi nelle strade in seguito ad una partita di calcio. Non è la prima volta che qualcuno muore per una partita.
Eppure fin’ora poco o niente era stato fatto per arginare quella che è diventata una piaga endemica della nostra società, un malcostume malsano che negli ultimi anni ha subito un’impennata esponenziale, senza freni, senza vie d’uscita, portando la gente, prima semplicemente nauseata, ad esprimere rabbia e rancore verso le masnade di teppisti che hanno inquinato il mio sport preferito.(continua qui...)
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Il tiranno è morto

È passata una settimana ormai da quando l'Hitler del ventesimo secolo, secondo la definizione di George Bush Jr. (con cui qualche mese dopo ha etichettato il nuovo Hitler del 20° secolo: Hamadinejad), è spirato in seguito alla condanna a morte eseguita tramite impiccagione. Per molti è finita un'epoca, sicuramente si volterà pagina, anche se ancora oggi, a quasi tre anni dalla fine della guerra tanto biasimata e vituperata, lo spiraglio di luce, promesso nei sei mesi successivi al conflitto, ancora tarda a manifestarsi, anzi le previsioni parlano di una tendenza al peggioramento, soprattutto in virtù di questa esecuzione che l'altro dittatore, George Bush Jr., lui solo in un ennesimo delirio di onnipotenza per altro mai taciuta, ha salutato come "un' atto di giustizia" e ci mancava che aggiungesse Divina e la sua trasmutazione in santità era completa.(continua qui...)
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Ciao Dagua

Nella notte tra venerdì e sabato scorso è deceduto, all'età di 42 anni, Alberto D'Aguanno.
Per molte persone questo nome potrà risultare estraneo, ma per chi, come me, adora e segue il calcio, la sua morte è stata una tragica notizia che non può lasciare indifferente.
Alberto D'Aguanno era un inviato della redazione sportiva di Mediaset, un cronista che si divideva e cooperava alle varie trasmissioni calcistiche della testata del biscione. Da vent'anni faceva questo lavoro e da quindici anni faceva parte del nucleo storico che aveva fondato la redazione sportiva capitanata da Piccinini, assieme a Guido Meda e Bruno Longhi. (continua qui...)
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Cannavaro tutto d'oro

Fabio Cannavaro ha vinto il Pallone d'Oro, l'ambito (quanto discusso) premio istituito dalla rivista francese France Football che decreta, ogni anno, il giocatore che più si è distinto durante l'anno solare. Cannavaro si aggiunge alla ristretta, e perciò più prestigiosa, cerchia dei difensori che sono riusciti a sollevare il premio, gruppo che comprende l'immenso kaiser Beckembauer ed il mediocre Sammer (e ancora ci si chiede come sia stato possibile), senza dimenticare chi, come Maldini e Baresi l'avrebbero meritato ma che gli è sempre stato negato tra il disappunto anche da parte dei loro colleghi.
Da sempre il titolo di miglior giocatore d'Europa è una lotta aperta tra fantasisti, attaccanti, numeri dieci ed ali. Atleti abituati a gonfiare la rete, ad infiammare con una rabona, un doppio passo o un coast to coast i tifosi; insomma che già l'abbia vinto un difensore (che per giunta segna 1 o 2 gol l'anno) è una piacevole novità che tutti auspicavano da tempo. Che sia un italiano, che succede a Roberto Baggio, riempie ancora più d'orgoglio nazionale noi catenacciari, noi che abbiamo abiurato la rivoluzione offensiva portata da Sacchi, noi che esaltiamo la Grande Inter della palla lunga e pedalare.(continua qui...)
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11/9 e ora cosa ci rimane?

Sono passati cinque anni. E' trascorso il primo lustro da quell'11 settembre quando, alle 08.45 antimeridiane di un normale giorno lavorativo, gli occhi di milioni di newyorkesi e degli americani tutti si rivolsero al cielo con un sentimento di terrore frammisto ad incredulità e smarrimento. Occhi che furono poi quelli di tutti noi che viviamo a migliaia di chilometri dall'epicentro, occhi morbosamente e doverosamente attaccati al televisore, bramosi e avidi di news e flash della prima tragedia mondiale e mediatica vissuta in diretta.
Sono passati cinque anni ma l'eco riecheggia ancora senza timore di affievolirsi, riemergendo quotidianamente nelle nostre paure, nelle nostre angosce, nelle tasche dei cittadini, nel sangue dei soldati e dei civili che macchia la sabbia e il petrolio del medio oriente, nelle urla rancorose, nell'ondata di antisemitismo riaffiorata, nell'esplosione di xenofobia mai sopita veramente.(continua qui...)
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Cossiga, chieda scusa a Materazzi

Il dibattito su quali ingiurie Materazzi abbia rivolto a Zidane impazza (e nausea) su decine di testate europee.
Non voglio entrare nella questione in merito (Zidane chiarirà tutto alle 20.00 su Canal Plus), essendo già stata analizzata da Andrea su questo stesso sito, ma desidero soffermarmi su ciò che ha detto il Senatore Francesco Cossiga.
Da notizia ANSA delle 23:11 dell' 11 luglio si apprende che il Senatore a vita ha scritto una lettera di scuse al presidente francese e al presidente algerino in cui, riferisce, "chiedo scusa per il comportamento del nostro eroe a 4 miliardi al mese, perchè Materazzi ha detto: tua sorella è una puttana, sporco arabo e terrorista!".
A prescindere dal fatto che mezzo mondo ha dato la sua versione dei fatti riguardo il mistero delle frasi, e che esperti della lettura delle labbra si stiano ancora interrogando su quello che è diventato il 3° mistero di Fatima, mi chiedo come abbia fatto il nostro senatore ad essere assolutamente certo della lettura del labiale di Marco. Forse questa sua abilità si deve al suo coinvolgimento nell'affare Gladio che lo vide invischiato una quindicina d'anni or sono, o forse deriva dalla pratica acquisita sul campo, visto che, da ex ministro dell'interno, è stato collegato anche ai servizi segreti italiani, tanto d'attualità in questi ultimi giorni.
Oltre tutto anche Thuram, che spesso è sceso in campo per dare il suo appoggio alla lotta al razzismo, ha negato, pur sottolineando che Zidane è stato provocato, che il proprio capitano abbia ricevuto offese di marca razzista.
Certo è che Cossiga non è nuovo ad esternazioni ad effetto che lasciano il tempo che trovano, ma vorrei sapere dall'alto di quale carica ha espresso le sue scuse? Da ex presidente della Repubblica Italiana? Da senatore a vita? Da membro della 1° Commissione Permanente (affari costituzionali)? Da privato cittadino?
E soprattutto... ma come si è permesso?!
Non sopporto i politici che mettono becco nelle faccende calcistiche, soprattutto quelli che, con rispetto parlando, non ne capiscono una mazza! E il sen. Francesco Cossiga mi sembra che rientri nella categoria in questione.
Le scuse sono una faccenda personale che, quindi, avrebbe dovuto coinvolgere i due protagonisti della vicenda, e non autorità politiche, a meno che non abbiano una ripercussione in quell'ambito, cosa che mi sento di escludere in questo caso.
Cossiga ha prevalicato Materazzi (che dovrebbe ricevere a sua volta le scuse di Zidane per il colpo subito) e si è fatto portavoce invadente di affari che esulano dalle sue responsabilità e, per questo, sarebbe giusto che l'ex Presidente della Repubblica Italiana sen. Francesco Cossiga porgesse le proprie scuse al difensore della nazionale italiana Marco Materazzi.
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Baciati dal destino

Le religioni orientali parlano di Kharma. Nel Cristianesimo si chiama giustizia divina. Spesso si usa l’espressione “è un cerchio che si chiude”. Da oggi Italia-Francia rientra a pieno diritto nel novero dei mutamenti ciclici del destino, ripristinando il disequilibrio che si era creato dal 1998.
Come capitò a loro nel mondiale casalingo di otto anni fa, abbiamo vinto ai rigori, gli stramaledetti rigori che tanto ci hanno afflitto dal ’90 in poi. Allora fu la traversa di Barthez a tremare per un errore di Di Biagio, ieri sera è stato Trezeguet a timbrare il portante sopra la testa di Buffon, lo stesso Trezeguet che ci aveva fatti sprofondare all’inferno nella finale dei campionati europei del 2000. Quel golden gol che ci uccise, dopo essere stati in vantaggio fino al 93’ e dopo esser stati acciuffati a 7 secondi dal trionfo, gridava ancora vendetta. (continua qui...)
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Una generazione di tossicodipendenti

Venerdì 9 giugno ho letto un articolo apparso sul "Corriere della sera" in cui Margherita de Bac riportava una notizia che mi ha lasciato quanto meno basito: "L'agenzia comunitaria del farmaco, l'EMEA, ha approvato l'utilizzo del PROZAC per i bambini di età superiore agli 8 anni, affetti da forme di depressione moderata o grave. I vantaggi - continua la giornalista - sono stati ritenuti superiori ai rischi."
Prozac? Ai bambini? Sì, certo, lo psicofarmaco andrà somministrato solo in seconda battuta, se la psicoterapia non avrà ottenuto i risultati efficaci. Ciò non toglie che a mio avviso si tratti di una risoluzione schoccante. Così è da due anni negli USA, paese in cui l'assunzione senza criterio di farmaci ha raggiunto cifre impressionanti, dove la somministrazione dell'antidepressivo più famoso al mondo (56 milioni di persone ne fanno uso sistematicamente) è stato permesso ai bambini con età superiore ai 6 anni.

La cosa paradossale è che gli studi atti ad accertare l'idoneità delle pastiglie in questione sono stati commissionati dalla stessa Emea alla Eli Lilly, nome sconosciuto ai più, me compreso, se non fosse che l'azienda in questione è una multinazionale farmaceutica che è tra le maggior produttrici delle pasticche del buon umore! Non solo. Alla famigerata industria vanno riconosciuti altri meriti conquistati nel recente passato: negli anni '30 da il via alla distribuzione su larga scala del metadone; sempre in quel decennio, diffonde una droga sintetizzata dall'eroina denominata Dolphine in onore del delfino di Germania, Adolf Hitler; durante gli psichedelici anni '60 ha condotto studi ed esperimenti su commissione della CIA volti a testare gli effetti dell'LSD (nello specifico fu distribuito anche a Woodstock in grandi quantitativi). Un bel palmares, non c'è che dire.
In aggiunta alla prossima diffusione del Prozac anche su suolo europeo, va ricordato che in Italia dal 2003 è stata riabilitata la somministrazione del Ritalin ai bambini. Il Ritalin è un farmaco molto discusso il cui utilizzo era stato studiato per curare i bambini affetti da ADHD, ossia sindrome da deficit di attenzione, la comune iperattività infantile. Se un bambino è affetto da mancanza di attenzione, e per questo può risultare turbolento e indisciplinato per richiedere l'affetto di cui necessita, lo si impasticca a dovere, tanto per fargli prendere l'abitudine. Il problema sulla possibilità dell'uso del Ritalin era stato sollevato 3 anni fa, quando, dopo che era stato messo al bando nel 1989 e tolto dal mercato, nel 2003 fu riammesso perchè ritenuto necessario. Ma come? prima lo togli dal mercato perchè pericoloso e considerato uno stupefacente e poi lo ridistribuisci 15 anni dopo? Anche il popolare comico Beppe Grillo aveva organizzato movimenti di protesta inascoltati in seguito alla decisione del ministero della salute.
Da un lancio dell'ANSA leggo: "Il Ritalin - a parlare è il professor Dell'acqua, psichiatra - crea una forte dipendenza e questa non è l'unica controindicazione. E' la supremazia del modello farmacologico su quello psicoanalitico. Così facendo si impoveriscono gli ambiti relazionali e sociali". Cioè tu crei un bambino tossicodipendente grazie al farmaco per bloccare la sua iperattività e inserirlo nel sociale?
Sempre negli USA, come abbiamo visto paese all'avanguardia nell'uso degli stupefacenti, il Ritalin è stato bandito perché ritenuto troppo pericoloso (quando si dice copiare dagli altri solo le cose negative). Nel nostro paese, al contrario, sono stati fatti degli studi persino nelle scuole per monitorare quali bambini fossero trattabili con la medicina in questione.
Spiega Enrico Nomis, neuropsichiatra infantile, che "il Ritalin è certamente dannoso e non ci sono prove certe che l'iperattività sia una malattia. Piuttosto dobbiamo pensare ad interventi mirati di tipo terapeutico, coinvolgendo anche le scuole". In effetti non esistono prove certe che l'ADHD sia una malattia curabile farmacologicamente, ma, ed è ancora leggendo il Blog di Grillo che lo scopro, è stata inserita arbitrariamente tra il novero delle malattie (come, tra le altre, la menopausa, la vecchiaia!) per poter incrementare la vendita dei medicinali. Più malattie ci sono più farmaci vendo!
Come se ciò non fosse ancora sufficiente apprendo, da uno stralcio tratto da "Giù le mani dai bambini", che L'Università del Texas ha studiato gli effetti del metilfenidato, nome generico di un gruppo di farmaci tra cui il Ritalin, appurando che dopo solo tre mesi di sperimentazione sui topi, triplica le anomalie cromosomiche portando i soggetti ad una maggior possibilità di essere colpiti da tumori e in tempi più brevi del normale!
In seguito ai movimenti di protesta creatisi e dubbi portati avanti da medici di chiara fama il Ritalin è stato, finalmente, tolto dal mercato nell'aprile scorso e, di nuovo, bollato come sostanza stupefacente. Ciò non basta per discolpare lo stesso Ministero della Sanità che lo aveva ritenuto indicato nelle cure e nell'utilizzo sui bambini.
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Se son stelle brilleranno

Mancano due settimane al mondiale di calcio, evento che catalizzerà l'attenzione di circa tre miliardi di persone, da chi è tifoso "di professione", a chi lo diventa solo per i grandi eventi, a chi, volente o nolente, si troverà a essere tempestato d'informazioni.
Ma c'è chi, come in ogni mondiale, più che seguire da tifoso le vicissitudini della propria nazionale, starà attento ad ammirare le imprese di altre squadre, alla ricerca spasmodica della futura stella, del campione in erba, del talento finora poco conosciuto. E' l'esercito degli osservatori e dei procuratori che si muoverà sugli spalti con tanto di taccuino e penna, pronto a catturare movimenti e numeri da campione.... (Continua qui)
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il Re nudo

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Il volto tirato. Lo sguardo fisso. Gli occhi arrossati e tumidi di lacrime profuse. Il re è nudo. Il re è solo. Abbattuto, sconfitto, annientato. Il re è Luciano Moggi, ex plenipotenziario della Juventus tricolore e padrino, prima solo investito in maniera goliardica di questo ruolo, ora padrino smascherato di una cupola pallonara che decideva le sorti del campionato.
Non voglio entrare nel merito della questione, già ampiamente sviscerata e sotto gli occhi di tutti. Voglio soffermarmi sull'immagine di Moggi comparsa davanti alle telecamere del programma Serie A, condotto da Mentana e in onda oggi pomeriggio su Canale 5.(continua qui...)
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