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L'antesignano del Reality Show

Ormai da quasi una decina anni nelle nostre menti persiste la concezione di reality show. I vari format televisivi, in tutti i modi e in tutte le forme, si sono affrontati in questi anni a suon di dati auditel. Iin questi ultimi mesi stanno proliferando reality show che non c'entrano nulla con nominati e lode ai vincitori, sono video di pochi secondi, che immortalano delle situazioni in cui il protagonista è colto, anche a sua insaputa, in un momento difficile, drammatico o umiliante.
I moderni videofonini come cattura-momenti e il web come distributore, hanno reso di grande attualit\'88 alcuni filmati. Si va dagli atti sessuali o violenti nelle scuole (come qualche giorno fa ha evidenziato il Martini), alle condanne a morte in Iraq fino alle foto degli ultimi istanti di vita delle principessa Diana.
Forse non tutti sanno che in questi giorni ricorre il ventiseiesimo anniversario del più feroce, stomachevole, orrendo reality show della storia della televisione Italiana. Il primo che sia mai stato messo in onda. L'11 giugno del 1981 a Vermicino, nelle campagne romane, un bambino di sei anni, Alfredino Rampi, cadde in un pozzo. Il fatto, per quando grave, divenne l'evento del secolo.(continua qui...)
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Non è mai troppo tardi

Siamo Campioni d'Italia questo è il verdetto.
Siamo Campioni d'Italia non è un sogno è la realtà.
Siamo Campioni d'Italia e nessuno potrà discuterlo!
Finalmente, come un donna che si fa aspettare, come un treno in ritardo, come il risveglio dopo un incubo, lo scudetto "del campo" è NOSTRO!
Grazie ragazzi, quest'anno siete stati eccezionali tutti. Avevate davanti il tricolore e dietro l'Italia intera armata di bastoni e pomodori, come un inseguimento nella Savana bisognava decidere se essere prede o predatori. Missione compiuta. Il biscione, st'estate, mangierà.
Ma attenzione ragazzi, avete fatto solo quello che eravate obbligati a fare. Dopo calciopoli, è inutile dire che questo scudetto era a portata di mano. Quindi, va bene esaltarsi ma non troppo. Le "odiate", hanno vinto molto più faticosamente e, spesso, le conquiste sudate sono più belle. Ma la domanda del secolo è: grande Inter o piccole le altre?
Ahimè, non lo sapremo mai. A mio parere, senza il terremoto estivo, la Juve in A non sarebbe stata altrettanto forte, perchè avrebbe sì mantenuto Ibra, Vierà e Cannavaro, ma sarebbero stati lo Zlatan dell'ultimo anno bianconero, un Patrik mezzo infortunato e un Cannavaro pallida copia di sé. Il Milan, avrebbe potuto avere una ventina di punti in più, ma sarebbe comunque senza Sheva (e con uno scarso Oliveira) e forse non avrebbe avuto Ronaldo.(continua qui...)
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Un giorno di straordinaria follia

Finalmente uno dei miei sogni si è avverato: andare ad assistere dal vivo al mega circo americano del Wrestling. Per l'occasione, da buon zio che sono, ho sfruttato l'innocente infanzia del mio nipotino maggiore, Giuseppe, spacciandomi per accompagnatore quando in realtà è lui che ha accompagnato me!
Armati di magliette e cartelloni inneggianti i nostri eroi, ci presentiamo al Forum di Assago e, primo colpo di scena, la fila per il biglietto era composta solo da gente con più di vent'anni. Il che mi rallegrò al pensiero che non ero l'unico ad aver superato da tempo la pubertà(?) ad aver pagato 120 euro per assistere ad Undertaker e soci.
Puntuali alle 19,30 italiane, le 13,30 sulla east coast americana (lo show era in diretta sulla tv via cavo), si accendeno le luci in un'arena esaurita, inizia il WWE Smackdown!
Vi giuro sembrava di essere al Medison Square Garden (non che ci sia mai stato). Lo speaker, con un coreografico inglese, ci annunciava il primo incontro e quindi, in un mix di luci, suoni, entrate e mosse spettacolari, entrammo nel vivo della manifestazione. Una Ferrari e una gondola scelti come simboli del Belpaese, facevano da cornice ad uno show interamente americano.(continua qui...)
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il miracolo della medicina

Finalmente dopo una settimana di convalescenza sono tornato a casa... di Martini!
Mi mancava la Play, mi mancava il suo gatto Vito, ma soprattutto il suo caffè con latte e tre cucchiaini di zucchero.
Beh ora posso salutare e ringraziare mediaticamente tutti coloro che mi sono stati vicino durante questo periodo... ho apprezzato molto la Vostra visita in ospedale e a domicilio, e anche gli i commenti simpatici su questo sito... Posso solo dire che spero per voi di non contraccambiare... Grazie di Cuore Amici.
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Gigi & Martini. 10 anni e niente sesso

10 anni, passati a ridere e a divertirci.
10 anni, passati a discutere e a stimarci.
10 anni, in cui siamo cresciuti insieme!
Mi ricordo ancora bene di quella mattina nel dicembre del '96, quella classe di gnocche e di ragazzi per bene, ben diversa da quella alla quale ero abituato a frequentare. Io con con la coda a mezzo collo e la sigaretta sull'orecchio, gli 883 e il walls nero da truzzo di periferia; tu eri sulla porta con la brioches in mano ed io intimidito con voce flebile ti dissi se questa era la 3'OGA! Di certo l'inizio non era dei più speranzosi!
Invece col passare dei mesi abbiamo legato sempre di più... tu che eri totalmente diverso da tutti i miei amici desiani.
Poi arrivano i momenti extrascolastici, la compagnia ma soprattutto quell'indimenticabile vacanza a Cesenatico I ("I" sta per l'inizio della saga ndr) la Y10 verde che ti divertivi a scannare, le polacche e la buzzicona appena sveglia che mangia lo yogurt magro... solo io e te ci potevamo divertire per queste cose.(continua qui...)
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Addio Cipe. Signore nerazzurro.

Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno, ancora una volta è così.
Addio Giacinto Facchetti, capitano della grande Inter e della Nazionale campione d'Europa nel '68, uomo educato e rispettoso in campo e fuori, con i capelli sempre a modo, degno biglietto da visita per il calcio Italiano all'estero.
Da qualche anno noi Interisti odiamo un giorno del calendario, si sa. Ma, forse un segno del destino, proprio in quel giorno fece il suo esordio in nerazzurro un terzino sinistro con il vizietto del gol, era il 5 maggio del 1961. Inter - Birmingham gara di Coppa delle Fiere. Entrò e non uscì mai più.
Quando smise di giocare, nel '78, io non ero ancora nato, ma qualcuno più vecchio di me ha avuto la fortuna di poter ammirare quello che per l'Inter di allora è il Maldini nel Milan di oggi. Sono tante, infatti, le cose che li accomunano. Oltre alla carriera lunghissima e sempre ad alto livello, Giacinto e Paolo condividono il ruolo, le fasce di capitano, di club e nazionale, entrambi vice Campioni del Mondo sempre battuti dal Brasile oltreoceano e, naturalmente, entrambi sempre improntati alla correttezza e al rispetto degli avversari.(continua qui...)
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Essere interista... adesso!

Ti piace vincere facile?
Questo è lo slogan di una famosa pubblicità ma, da qualche tempo a questa parte, mi fa venire in mente anche la Beneamata Inter.
Personalmente questo scudetto sono felice di mettermelo in tasca, non come trofeo, ma come inno al buon senso ed alla moralità.
Lo scorso anno, non considerando (caro Maestro di Vita) giustamente la Juventus, il Milan ci ha distaccato di ben 12 punti nella classifica finale. Non deve rilevare l’ampiezza del distacco o la gravosità dell’illecito, che comunque per i rossoneri è stato dimostrato di non essere di estrema gravità, ma quello che deve contare e servire quale esempio per tutti, è che nel calcio, come in tutti gli sport, deve vincere solamente chi si comporta correttamente.(continua qui...)
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Essere Interista

In 26 anni 18 scudetti e 5 Coppe Campioni; decine di fuoriclasse e intense emozioni ogni partita. Sarebbe bello ma questo io l’ho dovuto subire! Che brutto avere tanti amici gobbi e milanisti!
Ciao a tutti, io sono Gigi l’amicone del curatore di questo sito, che ringrazio per l’occasione poiché mi dà la possibilità di esprimere il mio pensiero sull’essere interista.
Appunto, come ci si sente ad essere interista? Beh, estati calde e speranzose, inverni freddi e deludenti; già rassegnati a vedere lo scudetto perso ancora una volta. Ma questo è un luogo comune. Lo sanno tutti. Quello che vi voglio raccontare è come ho vissuto io i momenti in cui l’Inter ha perso. Spesso non solo la posta in palio. Momenti in cui sei deriso dagli amici gobbi e beffeggiato dai cugini rossoneri.(continua qui...)
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