Uno sguardo, triste, verso il Tibet
31 ott 2006 | 00:05
Da diverso tempo cercavo il modo migliore per
rendere noto a chi forse non la conosce nei
truci dettagli, quella che è la situazione di
oppressione in cui vive il popolo Tibetano da
mezzo secolo.
Ho pensato inizialmente di farlo attraverso un breve racconto, attraverso delle foto; ma nulla mi sembrava adatto a trasmettere la profonda tristezza e sofferenza che tutte le volte provo quando penso a ciò che accade in Tibet. Ora credo di poterci riuscire: basta guardare questo video per rendersi conto della drammaticità della situazione. Sette tibetani sono stati uccisi mentre cercavano di lasciare il Tibet.
Non voglio essere retorico, e perciò mi limito a segnalarvi il sito su cui potete trovare la notizia riguardante questo massacro e documentarvi sulla storia e sugli “sviluppi” della condizione del popolo tibetano: www.italiatibet.org
Concludo indirizzando la vostra attenzione su un’altra notizia, presente in versione integrale nell’homepage del sito segnalatovi: il Presidente del Consiglio Romano Prodi, al termine del suo viaggio in Cina, ha dichiarato che l’Italia è favorevole alla revoca dell’embargo sulla vendita delle armi alla Cina, e che questa situazione deve essere risolta al più presto possibile (l'intera notizia la trovate qui).
Ho pensato inizialmente di farlo attraverso un breve racconto, attraverso delle foto; ma nulla mi sembrava adatto a trasmettere la profonda tristezza e sofferenza che tutte le volte provo quando penso a ciò che accade in Tibet. Ora credo di poterci riuscire: basta guardare questo video per rendersi conto della drammaticità della situazione. Sette tibetani sono stati uccisi mentre cercavano di lasciare il Tibet.
Non voglio essere retorico, e perciò mi limito a segnalarvi il sito su cui potete trovare la notizia riguardante questo massacro e documentarvi sulla storia e sugli “sviluppi” della condizione del popolo tibetano: www.italiatibet.org
Concludo indirizzando la vostra attenzione su un’altra notizia, presente in versione integrale nell’homepage del sito segnalatovi: il Presidente del Consiglio Romano Prodi, al termine del suo viaggio in Cina, ha dichiarato che l’Italia è favorevole alla revoca dell’embargo sulla vendita delle armi alla Cina, e che questa situazione deve essere risolta al più presto possibile (l'intera notizia la trovate qui).
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Luglio, il mese della vergogna
26 lug 2006 | 13:04
Prima di ricorrere in appello le sentenze erano sicuramente più eque. Oggi invece rimaniamo l’unica squadra ad essere retrocessa, niente coppe, 17 punti di penalizzazione e DUE scudetti revocati (compreso quello 2005-2006, non oggetto d’indagine).
Mi chiedo: possibile che in un sistema tanto pulito come quello del calcio esista UNA sola pecora (bianco)nera che manipola tutto e tutti, mentre gli altri stanno a guardare accettando passivamente?
Io non ci credo. E trovo profondamente sbagliata una decurtazione delle pene in appello così sostanziale per tutte le squadre incriminate ad esclusione della Juventus.
Queste dovrebbero essere sentenze punitive per le intenzioni scorrette manifestate dalle società? Bene, allora tutti in B e niente Europa.
Cosa ci perde il Milan, ad esempio? Effettivamente nel nostro campionato 8 punti sono proprio un gap incolmabile...
La Juve ha dimostrato, fin dal principio, di volersi rinnovare. Tutte le altre società si accanivano nel proclamarsi innocenti. Ed ora?
Spero proprio che in qualche modo si possa nuovamente modificare questa sentenza.
Nel frattempo mi alleerò ai milanisti di centro-destra che, probabilmente, sosterranno la tesi che questi “PESANTISSIMI” 8 punti di penalizzazione sono stati dati per colpire il loro Presidente Berlusconi.
Che schifo!
21 lug 2006 | 10:48
Pretenderei d’ora in poi, per coerenza, decine di microfoni in campo in ogni competizione FIFA, cosicché ad ogni parola di troppo si possa provvedere ad espellere e squalificare il giocatore incriminato.
Anzi, dirò di più... vorrei dei microfoni in campo anche per tutte quelle semplici partitelle tra amici dove, si sa bene, nessuno si permetterebbe mai di essere volgare. Si potrebbe così crocifiggere in sala mensa chi si permetterà di contravvenire a questa nuova regola del giuoco del calcio.
Qui trovate un video sulla mamma di Zidane
Italiani
10 lug 2006 | 18:32
Non è soltanto vincere una partita, un
torneo...
Non è soltanto l'essere rappresentato dalla squadra più forte del mondo...
Non è soltanto vedere il lavoro e l'impegno vincere l'arroganza di un'intera nazione che ormai si credeva campione...
E' vedere come le cose più semplici e spontanee siano capaci di smuovere sentimenti positivi che troppo poco spesso si manifestano...
E' vedere un popolo intero era in festa, e tutti si sentivano diversi: forse più buoni, tutti come fratelli...
E' vedere le energie di una nazione intera volgere lo sguardo nella stessa direzione, ed ogni astio e cattiveria venire spazzati via dai forti sentimenti nei confronti della nostra nazione, della nostra nazionale...
E la cosa che più mi riempie il cuore è stato vedere, oltre alla coppa alzarsi al cielo, i piccoli modi con cui Noi italiani sappiamo festeggiare...
Nessuna differenza tra la nostra festa di piazza e quella sul campo, perchè quello che scorre nelle nostre vene è lo stesso sangue, nelle nostre teste la stessa cultura e nei nostri cuori le stesse emozioni...
Mi sento di ringraziare l'Italia intera, perchè credo che ieri più che mai, chi forse ultimamente se l'era dimenticato, abbia compreso ancor meglio cosa significhi essere italiano.
Non è soltanto l'essere rappresentato dalla squadra più forte del mondo...
Non è soltanto vedere il lavoro e l'impegno vincere l'arroganza di un'intera nazione che ormai si credeva campione...
E' vedere come le cose più semplici e spontanee siano capaci di smuovere sentimenti positivi che troppo poco spesso si manifestano...
E' vedere un popolo intero era in festa, e tutti si sentivano diversi: forse più buoni, tutti come fratelli...
E' vedere le energie di una nazione intera volgere lo sguardo nella stessa direzione, ed ogni astio e cattiveria venire spazzati via dai forti sentimenti nei confronti della nostra nazione, della nostra nazionale...
E la cosa che più mi riempie il cuore è stato vedere, oltre alla coppa alzarsi al cielo, i piccoli modi con cui Noi italiani sappiamo festeggiare...
Nessuna differenza tra la nostra festa di piazza e quella sul campo, perchè quello che scorre nelle nostre vene è lo stesso sangue, nelle nostre teste la stessa cultura e nei nostri cuori le stesse emozioni...
Mi sento di ringraziare l'Italia intera, perchè credo che ieri più che mai, chi forse ultimamente se l'era dimenticato, abbia compreso ancor meglio cosa significhi essere italiano.
Andrea,
Maestro di Vita

