Elezioni 2008: una responsabilità di tutti
09 apr 2008 | 15:20
Domenica e lunedì si tornerà a votare. In questo mio sfogo non troverete consigli e istruzioni su come apporre il proprio voto su queste schede così complicate (ridicolo!), o su chi dovrebbe meritare la nostra fiducia o meno (ci mancherebbe altro). Il mio è soltanto un invito a pensarci bene.
Considereremo solo i due grandi avversari. Li chiameremo Brufolo e Verruca. Gli altri non li toccheremo nemmeno. Non perché siano meno bravi o meno interessanti, ma solo perché votare per un candidato ce non ha speranza di vincere è come puntare 100 euro sulla vittoria dello scudetto del Milan per la stagione in corso. Soldi buttati.
Questa volta, esprimere la nostra preferenza, ha un'importanza maggiore rispetto alle precedenti occasioni. Lo so, lo si dice ogni volta, ma quando un paese sta andando in rovina come il nostro, è bene che ognuno di noi si senta responsabilizzato a commettere il proprio dovere civico con la consapevolezza che anche il proprio voto sarà importante come quello di tutti gli altri.
Sento molti giovani che intendono esprimere il proprio voto in base a criteri al limite della stupidità. Spesso anche oltre. Ieri parlavo con una ragazza che mi ha rivelato di votare per il Brufolo perchè ha sempre fatto così da quando aveva 18 anni. La cosa bella della politica è che il nostro orientamento può cambiare secondo i nostri interessi. Lo fanno i politici stessi e non potremmo farlo anche noi? Le promesse dei politici sono da prendere come le dovute cautele (a non crederci si fa prima). Se nel programma politico di un candidato che non ho mai avuto intenzione di votare, individuerò dei punti chiave sui quali mi trovo d'accordo ho il diritto costituzionale di abbandonare il mio orientamento politica che, nella nostra generazione, non può aver influito così profondamente tanto da essere difficile da sradicare.(continua qui...)
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Bentornato Infame!
29 gen 2007 | 02:21
Quell'estate del '97 eravamo in 50000 a San Siro quando ti presentasti a noi Interisti, noi tanto affamati di vittorie e di grandi giocatori o meglio di grandi eroi. E così fu! In quella stagione ti ho ammirato, ti ho stimato, mi hai riempito di emozioni. Ogni domenica.
Mi regalasti una coppa Uefa il giorno in cui compii 18 anni. Anche se tu non sapevi neanche che esistessi io ti vedevo come un amico perché quando ero triste mi bastava aspettare la domenica ed una tua finta, un tuo doppio passo o un tuo gol mi risollevavano il morale.
È durato poco. Ma è inutile dire che ci hai riempito il cuore, e poi... e poi ce lo hai spezzato!
Te ne andasti cinque anni, due mogli, un figlio, due infortuni, mille foto e un milione di lacrime dopo.
Niente nebbia, ma tante discoteche e soprattutto tanta paella. Ci hai spezzato il cuore. Per cosa? Non hai vinto niente, sei diventato un ciccione. Hai fatto più di cento gol. Sei sempre il più grande eppure, a Madrid, eri uno dei tanti. I tifosi del Real non ti amavano quanto ti amavamo noi... quanto ti amavo io.
Come quando ci si lascia con la fidanzata il tempo cancella tutto e ora noi abbiamo altri gol, altri eroi... Come quando la si rincontra si passa un periodo di riflessione... questo periodo. Ma cosa succede quando la ex viene trovata a letto (San Siro) col proprio odiato cugino? Lo chiedo a te, infame.
Sei riuscito a spezzarcelo ancora il cuore... a te dei sentimenti non te ne è mai fregato niente... però sei ancora ricco e famoso, forse per la felicità dobbiamo essere tutti un po' come te.
Complimenti al Milan, secondo me ha fatto un gran colpo. Ma ora ti devi mettere in forma, devi essere motivato. Ricorda che per me sei ancora il giocatore più forte del mondo e tu lo dimostrerai! L'appuntamento si avvicina, manca poco al derby e sono sicuro che tu segnerai e poi andrai sotto la Sud ad esultare come solo tu sai fare... solo tu grande figlio di puttana.
Gigi
Benvenuto,
Fenomeno.
E va bene. Ti accogliamo a braccia aperte. D'altronde sei ancora il Fenomeno di cui tutti si sono innamorati, senza distinzioni di maglia. Ma fa' attenzione. Perché avere mezza città contro di te non è facile. C'è una parte di Milano che sarà pronta a ricoprirti di insulti. Sarà difficile conviverci in maniera lucida e distaccata. Noi siamo pronti a curarti e a rimetterti in sesto. Sono tanti i tuoi ex compagni di camera che hanno cambiato sponda e che hanno dimostrato che da Noi si può rinascere come la fenice dalle proprie ceneri.
Il nostro presidente è convinto che anche per te sarà così. Ma ho paura che lo sia soltanto lui. Siamo in pochi a credere che l'affare Ronaldo sia la mossa giusta per rilanciare il periodo negativo che da tempo ormai stiamo percorrendo. A noi sembra tanto una Kansas City shuffle, una mossa per farci guardare dall'altra parte mentre la propria squadra va in malora.
Perciò stai attento Ronaldo. La tua nuova avventura a Milano comincia con un bell'attraversamento a piedi nudi sui carboni ardenti. Dove i carboni ardenti è il prato di San Siro e i due estremi sono le due curve. Indietro non potrai tornare e in mezzo non ci puoi stare. Una sola strada da affrontare. E ti conviene cominciare a correre veloce.
Martini
Tutta una notte.
14 nov 2006 | 01:27
Mi ricordo ancora quando la conobbi. Eravamo
entrambi giovanissimi. Lei era agli esordi
della sua carriera, io, anche se del tutto
diversa, avevo appena cominciato il mio
attuale lavoro. Ci incontrammo così, quasi
per caso, in una via del centro di Milano.
Lei, cercando di nascondersi per non essere
riconosciuta, camminava a testa bassa,
voltandosi in continuazione credendo che
qualcuno la stesse seguendo. Inevitabile lo
scontro. Le chiesi se stesse bene e lei mi
rispose con voce tremante. Faceva freddo ma,
probabilmente, aveva appena pianto.
Solitamente non ho tutto quel coraggio, ma la invitai a prendere un caffè. Lei accettò. Passai tre ore a parlare con lei. Di amore, di religione, di politica. Di sport, anche se non parlavamo dello stesso. Furono tre ore magnifiche.
Ricevette una telefonata. Il suo ragazzo la stava chiamando dall'altro capo del mondo, arrabbiato perché sarebbe dovuta tornare tre giorni prima. Lei non l'amava più. Ma nella sua vita aveva già fatto troppi errori per poterne commettere degli altri. Soprattutto per una nella sua posizione. Le presi la mano e la portai via da quel bar. Corremmo sotto un'incessante pioggia che nel frattempo cadeva dal cielo grigio sopra il Duomo. Vidi un taxi, e lo prendemmo al volo.(continua qui...)
Solitamente non ho tutto quel coraggio, ma la invitai a prendere un caffè. Lei accettò. Passai tre ore a parlare con lei. Di amore, di religione, di politica. Di sport, anche se non parlavamo dello stesso. Furono tre ore magnifiche.
Ricevette una telefonata. Il suo ragazzo la stava chiamando dall'altro capo del mondo, arrabbiato perché sarebbe dovuta tornare tre giorni prima. Lei non l'amava più. Ma nella sua vita aveva già fatto troppi errori per poterne commettere degli altri. Soprattutto per una nella sua posizione. Le presi la mano e la portai via da quel bar. Corremmo sotto un'incessante pioggia che nel frattempo cadeva dal cielo grigio sopra il Duomo. Vidi un taxi, e lo prendemmo al volo.(continua qui...)

