www.ilMartini.com - www.ilMartini.com - pensieri ed opinioni di un mitomane fancazzista

Ritorno in poppa magna

Erano gli anni '80. C'erano i paninari con le loro Timberland e i loro Montclair smanicati, anche a ferragosto. C'era il cinema degli anni '80, c'erano i cool Andrew McCarthy e Rob Lowe, lo sfigato per eccellenza Anthony Micheal Hall e la principessina che tutti amavano per la sua innocente dolcezza, Molly Ringwald.
C'era la musica negli anni '80. Ragazzi che Musica! Duran Duran, Spandau Ballet, Tears for Fears, Wham! e mille altri fenomeni che hanno segnato la storia della musica mondiale, quasi tutti americani e inglesi. E poi c'era un'italiana: Sabrina Salerno.
Come tutti i fenomeni musicali del momento, fu Cecchetto ad accorgersi di lei durante un concorso di bellezza per giovani liguri. Da subito, il buon ClaudioOcchioLungo si rende conto che le sue doti canore erano nulla in confronto a quelle visive. Se Sabrina bucava lo schermo, i giovani bucavano i pantaloni. E allora le fa incidere il primo singolo, Sexy Girl. Ed è subito successo. Riesce a sfondare in tutta Europa tanto da oscurare l'icona inglese Samantha Fox, fino a quel momento lo standard di bellezza e sensualità per quegli anni. Con il video Boys (vedi riquadro), Sabrina entra diritto nella classifiche mondiali e il suo video, scuote un'orda le ragazzini come mai nessuno fece.
Arriva il cinema. Per lei B-movie italiani dell'epoca con i Boldi, i Calà e i De Sica, figli (illegittimi) della comicità tutto sesso ed equivoci di Banfi, Vitali e Montagnani. Il successo tende a scemare. Gli anni '90 hanno bisogno di qualcosa di diverso di un paio di grosse tette e Cecchetto è impegnato con altri fenomeni più longevi: Jovanotti. Si rivedrà nel '98, come cameo nel film Jolly Blue degli 883 (sigh!).
L'anno 2008 sarà ricordato come il grande ritorno di Sabrina Salerno. Conduce una trasmissione radiofonica su R101 alternandosi a Sandy Marton, Dan Harrow e Tracy Spencer. I quattro mostri sacri di Cecchetto in quegli anni.
La trasmissione serve a Sabrina per lanciare il suo nuovo sito internet (sabrinasalerno.com) e il suo spazio MySpace. Ma soprattutto serve per lanciare il suo ultimo lavoro discografico: la cover dei Cardigans, Erase Rewind, ovviamente in versione disco. La speranza è quella di far diventare il brano il tormentone dell'estate 2008. Mai come quest'anno, senza il Festivalbar che ci accompagna (che tristezza), abbiamo bisogno di un motivetto da cantare sul bagnasciuga. Forse il pezzo è arrivato troppo tardi, forse non è nemmeno un granché per aspirare al titolo, questo dovrete dirmelo voi che siete davvero a scatenarvi nelle discoteche in riva al mare.
Io aspetto con ansia il video. Perché se se c'è una cosa che la storia della musica mi ha insegnato è che i grandi ritorni si fanno in grande stile. E lo stile di Sabrina non era nelle sue doti vocali.
|

Ciao Gianfrà'

Tra le domande tipo che si possono fare ad una persona, le più frequenti sono "Quali disco porteresti su un isola deserta?", "Cosa saresti disposto a fare per 1 milione di euro?", "Per quale celebrità faresti ogni tipo di follia" e "Con quali persone vorresti trovarti in una stanza a discutere su tutto ciò che ti passa per la testa?".
Alla prima risponderei con Dark side of the moon dei Pink Floyd; per 1 milione di euro farei di tutto (TUTTO); e la celebrità per cui farei follie è Britney Spears (non certo per le sue doti canore).

Di lui si è detto che era un Signore (notare la S maiuscola) coatto e mai banale. Per me invece è sempre stata una figura inquietante. Il suo modo così possessivo del mezzo della televisione era fuori da ogni schema. Sembrava un predicatore per come pretendeva l'attenzione, non solo del pubblico in sala ma anche di quello a casa. Memorabile quando ai tempi della televisione a mezzogiorno, chiedeva le telecamere con un suggestivo (e imitatissimo) "damme la 2". Assomigliava terribilmente al mio dentista. Odioso e sanguinario chirurgo odontoiatrico che non finiva mai di parlare del suo camper. Che per inciso, gliel'ha pagato la mia famiglia. E questo contribuiva a rendermelo inquietante.(continua qui...)
|

Il trash che non c'è più

Facciamo un passo indietro nel tempo. È il 1991. In Finlandia parte la prima chiamata su rete GSM, nasce l'Unione Europea con il trattato di Maastricht e il mondo piange la scomparsa di Freddie Mercury. Ma il 5 settembre del 1991, gli adolescenti italiani tra gli 13 e i 17 anni in piena età puberale, incontrano le ragazze di Non è la Rai.
Da un'idea di quel Gianni Buoncompagni che con Arbore e la Carrà scrisse tra le pagine più importanti della radio e televisione italiana (la RAI), duecento ragazze tra i 14 e i 24 anni ridono e ballano tra le 14 e le 16 di ogni pomeriggio. Intrattengono il pubblico con canzonette e balletti di gruppo, rispondono alle lettere dei fans e mandano bacini alle telecamere.
Un fenomeno di costume televisivo senza pari. Una vetrina senza senso di giovani e future starlette in cerca di fama, abili cantanti in playback con voce prestata dalle cantanti di professione. Non c'era malizia, non si parlava di sesso o di tradimenti, non ci si arrabbiava e, soprattutto non ci si inventava delle storie interessanti e scabrose per finire in tivvù. Oggi moltissime di loro ce le ritroviamo oggi, a distanza di 17 anni, a fare le vallette, le attrici, le cantanti (questa volta vere).
Non chiedetemi come ci sono arrivato, ma ho scoperto questo sito dedicato alla trasmissione che fu: www.nonelarai.it. Il sito raccoglie alcune sezioni speciali delle ragazze, qualche immagine e video e il resoconto di quello che avvenne dopo nelle loro carriere.
Per essere un sito decisamente fuorimoda, è fatto molto bene e soprendentemente aggiornato di recente. Peccato che le ragazze "recensite" siano poche, considerando che negli anni furono più di 300 le aspiranti star.(continua qui...)
|

Deludentemente (leggetelo alla pugliese)

A rigor di logica c'era da aspettarselo. Difficilmente i sequel riescono a convincere come l'idea originale. Alcuni meritano rispetto. In alcune occasioni raggiungono la stessa popolarità, in rarissime superano addirittura il progenitore.
L'Allenatore nel Pallone 2 (qui la giusta critica del buon Guzzano) non poteva essere migliore del primo. Sarebbe stato un successo anche se solo si fosse avvicinato. Ma che fosse una delusione totale questo nessuno se lo immaginava. Non io, almeno.
Le premesse non erano nemmeno così male: lo stesso (buon) regista Sergio Martino, lo stesso cast familiare (una Mara Canà meno simpatica e una Michelina invecchiata più della madre), la comparsata del fu salvatore della patria Aristoteles e un cameo dell'ex presidente Borlotti sempre impegnato ad allungare le mani nonostante la senilità avanzata. C'è Andrea senza Gigi (ma che fine ha fatto!?) e una serie di personaggi del pallone odierno e passato che fanno sempre sorridere.(continua qui...)
|

Ci sono riuscito ancora

Le cose sono due. O ho scelto dei temi di rilevanza nazionale o ilMartini.com porta fortuna a tutti quelli che credono in un sogno.
All'inizio della mia avventura internettiana reclamizzai un'iniziativa alla quale era associata una petizione. L'intento era chiedere al governo di abolire i costi di ricarica dei cellulari (leggere per credere). Successe che dopo un annetto, quella petizione raccolse tante di quelle firme che chi l'aveva organizzata riuscì davvero nello scopo. Oggi infatti non ci viene più chiesto nemmeno un centesimo oltre il credito telefonico. Merito sicuramente dell'autore ma mi piace pensare che un pizzico di gratitudine spetti anche un po' a me. Qualche firma è arrivata proprio dalle mie pagine.
Oggi la bella storia si ripete. Era settembre quando vi chiesi di porre una firma per salvare la mia radio preferita, MilanInter.fm. All'inizio la partecipazione non fu numerosa ma comunque diede dei risultati incoraggianti, era pur sempre una radio locale. È del 13 novembre scorso la notizia che la mia radio preferita riaprirà i battenti. A dire la verità la notizia non è ancora ufficiale ma, seguendo ancora il forum (ultimo baluardo attivo guidato dagli amatori), si può leggere un comunicato dell'allora direttore artistico Lapo De Carlo, in cui si annuncia il ritorno imminente della radio che aggiunge radio TV al nome originale, palesando anche un esordio a piccoli passi nella tivvù satellitare.
Tutto questo mi riempie di gioia perché nonostante questo sia un sito guidato da un cazzaro, è riuscito nel suo piccolo ad aiutare qualcuno nell'esaudire il proprio desiderio. In un momento come questo, prossimo al Natale, non può che farmi felice.
|

Meteorismo

Tempo fa, su Italia1, c'era un bel programma chiamato Meteore. Durata diverse edizioni e usata perlopiù come tappabuchi stagionale, la conduzione è passata di mano in mano fino a raggiungere l'apice con Gene Gnocchi e Giorgio Mastrota. Il plot era piuttosto semplice: scovare quegli artisti e cananti che ci hanno fatto divertire, sognare e innamorare giusto il tempo di un'estate o poco più (loro malgrado). Costoro sono chiamate Meteore.
Senza andare a scomodare gioie e dolori degli anni '80, ripeschiamo quattro artisti del decennio successivo. Quegli anni '90 in cui lo scopo primordiale era quello di dimenticare l'ondata kitch e stravagante del periodo precedente e portarci senza troppi sconvolgimenti nel nuovo millennio. La musica abbandonava l'elettronico per tornare all'acustico e all'unplugghed. Periodo difficile per i non talentuosi (Take That & co. a parte).
Chi si ricorda di Midge Ure? Come dimenticare il famoso hit, Breathe, che fece da colonna sonora dalla Swatch per la sua campagna del '96 (ma esiste ancora la Swatch?!). Nella sua carriera ha lavorato con Bob Geldof e scritto una delle più belle canzoni natalizie di sempre (Do they know it's Christmas?), è stato leader degli Ultravox prima e dei Visage poi. È riuscito anche a farsi nominare ufficiale dell'Ordine Britannico. Ma di lui ricordiamo solo quella canzone. E a quell'epoca, quando tutti si chiedevano chi fosse a cantarla, giornali e TV dicevano che Midge Ure era un cantantino sfortunato che ha imbroccato la via giusta concedendo all'industria d'orologeria, di usare una sua canzone. Ora scrive ancora musica e fa concerti, ma il suo ultimo album è stato distribuito solo in Germania.(continua qui...)
|

Magicabula

Nell'agognata attesa che la giovane Emma Watson diventi maggiorenne, i veri fan di Harry Potter potranno concentrarsi ancora per poco con le sue avventure.
Mentre il film è uscito già da una settimana, sfiorando il record del primo weekend ancora saldamente in mano a quella ciofeca di Spiderman 3 (che delusione!), l'ultimo libro del mago in età puberale ha scatenato un pandemonio in tutto il mondo. Scene di pura ossessione si sono viste in quel di Londra, allo scoccare dell'ora X, in cui la strafantastisupermegamiliardaria J.K. Rowling ha svelato letteralmente la copia dell'ultimo capolavoro letterario che ha appassionato intere generazioni.
Devo ammetterlo, Harry Potter mi stava sulle balle. Già di per sé non vado pazzo per le trovate sbandierate e i fenomeni annunciati. Non riuscivo ad immaginare come un libro per bambini potesse fare tanto successo, coinvolgendo giovani di tutte le età. Ricordo di aver regalato alla Fede, come presa in giro, l'album delle figurine del maghetto quattrocchi. Pensando di farci una risata, l'insospettabile ultramaggiorenne ne rimase entusiasta e, con la stessa foga con cui io attaccavo la figurina di Ambrosini sull'album Panini, Harry, Ron, Hermione & soci, prendevano vita grazie alle coccoina sul retro.(continua qui...)
|

Natural born squallor

Ieri sera la noia si è impossessata di me. Troppo tardi per uscire, troppo presto per andare a dormire. Nell'attesa che studio sport mi rivelasse le ultime news di calciomercato, ho guardato quel che restava di quel bellissimo rotocalco di Italia 1 che si chiama Lucignolo.
Ho sempre odiato quel programma. Il classico esempio di come non sia la televisione a fornire contenuti scadenti ma il pubblico ad accettarli. Più che l'intervista ad una pornostar o agli ennesimi lucchetti dell'amore resi noti da Scamarcio, quello che più mi ha colpito è stata l'intervista a due minorenni che hanno messo in piedi un sito in cui raccogliere tutti quei video scandalo ripresi col telefonino nei licei italiani.
Il sito in questione è Scuolazoo ed è suddiviso in categorie per una facile consultazione: scherzi ai professori, le loro sfuriate, le scene di idiozia pura durante l'autogestione e le ore buche e, a grande richiesta, la sezione sexy.
Inutile dire che quest'ultima categoria è stata la prima a cui ho dato un'occhiata ma, immediatamente dopo, mi sono reso conto dello squallore che rappresentava. Innanzitutto i (o meglio, "le") protagoniste sono quasi tutte minorenni. Il sito, infatti, raccoglie i contributi da tutti i licei nostrani e, come si può immaginare, la maggiorparte di loro, domenica scorsa, non avrebbe nemmeno potuto votare.(continua qui...)
|

Un Re Mida al contrario

Se vi dicessi Wozzup?, chi vi verrebbe in mente? E se dicessi anche Fuego o Superstar Tour. Oppure Popstar. Dovrebbero portarvi tutti a pensare ad un personaggio della televisione. Giovane, belloccio, forse davvero il genero che tutte le madri vorrebbero. Si tratta di Daniele Bossari.
Milanese, poco più di trent'anni, ha cominciato come molti della sua generazione in radio. Il passaggio a MTV è quasi obbligato prima di approdare a Mediaset, dove gli viene affidata immediatamente la conduzione di Fuego, il programma pomeridiano in cui si parlava ai giovani con un linguaggio da giovane. Una boiata. Spazio ereditato dalla giunonica Marcuzzi che, con Colpo di Fulmine, presentava uno dei tanti antenati del reality show, quando ancora chi partecipava finiva la sua carriera con la fine della puntata. Fuego durò una stagione.
Poi venne Wozzup?, programma similare al precedente ma che lanciava le basi al più grande fallimento della musica POP mondiale: le Lollipop. Bossari scrive e conduce il programma Pop Star, nel quale una giuria di espertissimi aveva l'arduo compito di costruire le Spice Girls italiane a tavolino, selezionando migliaia di ragazze attraverso prove canore e di ballo. Il gruppo andò forte all'inizio ma crollò non appena ci si rese conto che le cinque ragazze non erano nè particolarmente belle nè particolarmente brave. E così sparirono. E con loro anche la trasmisssione non ebbe seguito.(continua qui...)
|

Andiamo al Cinema!

Sarà stata la recente serata degli Oscar o la nuova stagione cinematografica che finalmente pare si sia svegliata, questo weekend l'ho trascorso al cinema.
Sabato sera, in compagnia del redivivo Gigi, Erica e Mara (new entry), sono andato a vedere Alpha Dog, il film con un avvizzito Bruce Willis, una sempre splendida Sharon Stone e un sorprendente Justin Timberlake che, in comune con me, ha solo Britney Spears nel proprio passato. Film che mi sono dovuto far pagare dallo zoppo perché estremamente dubbioso sulla sua qualità per poi ricredermi.
Per sdebitarmi, l'indomani, ho ricambiato offrendo al mio compagno di merende il biglietto per Borat. Sapevo che mi avrebbe fatto ridere, ma che, a fatica, avrei dovuto trattenermi sulla poltrona proprio non me lo immaginavo. A dire la verità, il mio concetto di comicità potrebbe non trovarsi d'accordo con il vostro ma sono sicuro che la maggiorparte di voi, in questo caso, mi darà ragione.
Un film a tratti volgare, ma per nulla stupido. Un modo diverso e prepotente per ridicolizzare la comunità americana e la sua gente, spesso, bigotta. Prende di mira i predicatori, i mercanti d'armi, i guerrafondai che reclamano l'Iraq come un paese da radere al suolo. Scherza, come ogni buon comico ebreo sul suo popolo facendolo passare come una razza demoniaca multiforme e si promette in sposo a Pamela Andersson.
Sasha Baron Cohen, realizza un vero e proprio documentario sugli Stati Uniti spacciandosi per un giornalista Kazaco, Borat appunto, cafone ed ignorante, ma tanto entusiasta del più grande paese del mondo. Gli attori (intesi come persone d'accordo con Borat) sono pochi, tutti gli altri (tanti) sono vittime ignare degli usi e costumi dello pseudo-giornalista.
Divertente, politicamente scorretto, cinico e volgare. Tutto in un documentario verità davvero sorprendente.
Per chi non lo sapesse, Cohen, è anche conosciuto come Ali G, la versione parodiaca dello stereotipo del rapper made in USA.
|

Autopsia di un alieno

Nella mia breve vita, grazie alla televisione, ho potuto assistere "live" ad avvenimenti storici che hanno segnato e segneranno per sempre la nostra storia. Ricordo, per citarne qualcuno, la caduta del muro di Berlino nell'89, anche se la cosa, allora, me ne importava poco, le prime drammatiche ore subito dopo i due attentati che uccisero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel '92 e le immagini indimenticabili dell'11 settembre. Tutti fatti che rimarranno impresse nella mia mente perché mi hanno affascinato ed inquetato.
Nell'ottobre del 1995 però, assistetti ad una dei più grandi momenti della storia dell'umanità. La trasmissione Misteri condotta da Lorenza Foschini, trasmise in diretta televisiva (assieme alle TV di altri 32 paesi nel mondo) la presunta autopsia di un alieno. Avevo sedici anni, quindi abbastanza grande da poter rimanere alzato fino in terza serata per vedere delle scene così impressionanti quanto sorprendenti. Ma anche per rimanerne turbato.
Perchè vi racconto questo? Ieri sera ho noleggiato il film Alien Autopsy. La vera storia di chi prese per il culo più di un miliardo di telespettatori. Tutto questo mi ha messo in testa il desiderio di rivedere il filmato che dodici anni fa vidi con la mia famiglia sul divano, in silenzio, tutti stretti l'uno all'altro un po' impauriti, un po' scettici. Quindi, sono andato nell'unico posto dove ero sicuro di trovarlo: YouTube. Ed io ve lo mostro:(continua qui...)
|

Il peggior film della storia

A me mancano. E anche parecchio. Il fenomeno musicale degli anni '90 (pieno zeppo di meteore di lusso, più che negli anni '80) non ha avuto nessun tipo di seguito nel nuovo millennio. Ve e le ricordate le Spice Girls? Non c'era un maschietto che non avesse mai fatto pensieri sconci su almeno una delle cinque londinesi testimonial del Girl Power.
È di ieri la notizia che Spice World è stato eletto come il peggior film della storia del cinema secondo un sondaggio di MSN Movie eletto da una giuria di 12 mila votanti (la stessa che ha decretato Titanic come il secondo peggiore!). Ho avuto la fortuna di vedere questo capolavoro cinematografico in una delle sue (poche) apparizioni in TV. È fuori da ogni dubbio che il film sia una totale e colossale minchiata (scusate il francesismo). Ricordo persino una scena in cui le cinque avevano un incontro ravvicinato con degli alieni arrapati. Ma, diciamolo, al botteghino ha incassato cifre spaventose perché, ammettiamolo, un po' ci piacevano.(continua qui...)
|

Riparte il Grande Fratello! Di nuovo!

Finalmente! Non ce la facevo più ad aspettare. L'evento che aspetto ogni anno con ansia si è manifestato nuovamente. È ricominciato il Grande Fratello!
Arrivato alla settima edizione, il padre di tutti i reality avrà l'arduo compito di rilanciare la finora deludente stagione televisiva italiana. Quest'anno, come non mai, l'offerta della televisione nei primi sei canali nazionali ha dato prova di non essere in grado di offrire programmi, non solo intelligenti, ma anche divertenti. Dopo i patetici secchioni che cercavano di limonare con le pupe che la facevano solo annusare e dopo l'ennesimo naufragio di perfetti sconosciuti, il format più famoso nel mondo ripresenta la solita formula con i 14 sconosciuti stereotipi del Belpaese, col solo obiettivo di non lavorare più per tutta la vita (almeno lo ammettono pubblicamente).(continua qui...)
|

A proposito di O.C.

L'articolo della Re sulla crisi che sta vivendo il serial TV, non ha scaturito le reazioni che mi aspettavo. Vero che il telefilm in questione ha avuto un calo drastico negli ascolti ma, francamente, credevo che molti fan del Martini fossero anche fan dei Cohen. A quanto pare non è così.
Quindi non vi dispiacerà se vi allego con largo anticipo l'ultima sequenza dell'ultima puntata della terza serie? Serie che è ancora in corso e che si concluderà con la fine della stagione televisiva di Italia 1.
Il video qua sotto è in italiano ed è sconsigliatissimo per tutti coloro a cui piacciono le sorprese e i colpi di scena, nonché ai (pochi) fan rimasti della serie.
Il sottoscritto non è responsabile delle vostre azioni.
|

Evviva la TV! (di Lele)

Ci risiamo. Ieri sera, primo settembre, Canale 5 ha inaugurato la stagione televisiva proponendoci l’ennesimo reality show: Unan1mus.
Presentato (sarcasmo attivato) dalla sempreverde e splendida Maria De Filippi, consiste nello spedire nove persone sconosciute in un “bunker” (che tutto pare tranne che un bunker stesso) senza contatti con il mondo esterno (che novità!). Vince chi ottiene il voto unanime (da qui il favoloso titolo, ma chi è l'autore?!) degli altri concorrenti. In poche parole devo convincere tutti che il montepremi in palio me lo merito io, piuttosto che un altro. Il suddetto montepremi parte da 1,5 milioni di euro a scalare in funzione del tempo. Col il passare dei secondi infatti si scala di 25 centesimi.
Ora, non è tanto il plot di questo reality a turbarmi (davvero interessante!), quanto il montepremi messo in palio, davvero spropositato. Ma questo è solo l’ultimo nato di una famiglia di quiz, giochi a premi e, chi più ne ha più ne metta, che spopolano sulle nostre reti televisive, pubbliche o private che siano.(continua qui...)
|

LigaPezPelù anteprima singolo + video

In conseguenza dei giorni di fuoco appena trascorsi, credo faccia piacere a molti di voi (tranne al Maestro) la possibilità di ascoltare in anteprima, il nuovo singolo frutto della collaborazione tra Max Pezzali, Luciano Ligabue e Pierò Pelù (tra l'altro tre miei carie e vecchi amici).
Potete scaricarla da questo link.
Un modo come un altro per vendicarmi de "I milanisti fanno gol!!!" datata il 25 maggio di un paio di anni fa.

E qui c'è anche il video.
|

Facce senza nome - Jon Polito

Con quasi 150 apparizioni tra film e telefilm, Jon Polito (il cui vero nome è John), è da considerarsi un vero e proprio co-protagonista.
Cinquantasei anni, calvo, tarchiato, con dei baffetti che solo un italo-americano porterebbe ancora oggi. Un espressione apparentemente da fesso ma che poi rivela essere una faccia di bronzo, quasi viscida. L'avarizia e l'egoismo sono le caratteristiche principali dei personaggi che spesso si trova ad interpretare, ma che grazie al suo aspetto buffo, riescono sempre a diventarne una parodia. Come ne il Corvo di Alex Proyas, in cui è Gideon, il petulante proprietario del banco dei pegni dove Eric Draven (aka Brandon Lee) recupera il suo anello tornando dal mondo dei morti. O come nel capolavoro in bianco e nero dei Coen L'uomo che non c'era, in cui interpreta Creighton Tolliver, un sedicente uomo d'affari con ridicolo parrucchino in testa, che cerca di convincere Ed Crane (Billy Bob Thornton) a investire nelle lavanderie a secco. Con i fratelli Coen firma anche il grande Lebowsky, Crocevia della morte, Mr hula hoop e Burton Fink. Collaborazione sempre azzeccata quella con i due surreali registi.
Appare anche in molti serial tra cui Giudice Amy, Una mamma per amica, Ultime dal cielo e il successo della stagione precedente, Disperate Housewifes.
I suoi ruoli nei film non sono quasi mai marginali. Spesso incrocia il protagonista diventando il punto chiave del film. Mentre nelle serie TV lo si può trovare come semplice vicino di casa un po' impiccione o come un piazzista invadente e cafone.
Un personaggio buffo e simpatico, che mi piace immaginare come lo zio di famiglia che tutti prendono un po' in giro per via dei suoi atteggiamenti. Con un pettine sempre nel taschino per sistemare i suoi (pochi) capelli e i suoi baffi che tanto lo rendono fiero. Ingenuo e un po' irascibile e per questo preso di mira. Ma sempre comunque buono.
|

Facce senza nome - puntata 0

Tutti noi, chi più chi meno, andiamo al cinema. Ed è al cinema che la nostra mente riesce ad immagazzinare migliaia di facce. Quelle facce che ogni volta compongono il cast di un film piuttosto che di un telefilm, nel caso ci trovassimo sul tranquillo e sempre fedele divano di casa nostra.
Molto spesso queste facce ci vengono riproposte in più occasioni. E' del tutto normale, sono attori, devono pur lavorare. Ci sono comparse, le cui generalità ignoriamo, ma dei quali potremmo elencare diversi film ai quali hanno partecipato; attori ai quali siamo affezionati perchè hanno lavorato nel nostro film preferito e che, talvolta, hanno la capacità di nobilitare un film mediocre. Non appena li scorgiamo sullo schermo li indichiamo esclamando "Guarda! quello è l'attore che ha fatto.....!". Questi personaggi sono i caratteristi ed io li chiamo "Facce senza nome". Sono le comparse di lusso ai quali il cinema non potrebbe poprio rinunciare. Quei comprimari che accompagnano il protagonista per tutto il film e ai quali i registi affidano le parti, a volte chiave, del film stesso.(continua qui...)
|

Recensione film: beppegrillo.it

Mi è sempre piaciuto dare un'opinione sul film che ho visto al cinema, o sul CD appena acquistato, magari di un gruppo semisconosciuto.
Ecco perchè, di tanto in tanto, scriverò una pseudo-recensione. Per potervi dare un'indicazione su che film noleggiare per una piacevole e tranquilla serata in poltrona, o per comprare (e non scaricare illegalmente) un CD che vi accompagnerà nel vostro interminabile tragitto casa-lavoro/lavoro-casa o piuttosto per un bel viaggio.
La prima "recensione", voglio che sia dedicata ad un film anomalo. Innanzitutto perchè non è mai stato trasmesso al cinema, il che lo fa già di per se un film anomalo. Secondariamente perchè è uno spettacolo. In tutti i sensi.(continua qui...)
|