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Elezioni 2008: una responsabilità di tutti

Contravvenendo alle regole che ormai vigono da tre anni sul questo sito, oggi voglio spendere due parole sulla politica.
Domenica e lunedì si tornerà a votare. In questo mio sfogo non troverete consigli e istruzioni su come apporre il proprio voto su queste schede così complicate (ridicolo!), o su chi dovrebbe meritare la nostra fiducia o meno (ci mancherebbe altro). Il mio è soltanto un invito a pensarci bene.
Considereremo solo i due grandi avversari. Li chiameremo Brufolo e Verruca. Gli altri non li toccheremo nemmeno. Non perché siano meno bravi o meno interessanti, ma solo perché votare per un candidato ce non ha speranza di vincere è come puntare 100 euro sulla vittoria dello scudetto del Milan per la stagione in corso. Soldi buttati.
Questa volta, esprimere la nostra preferenza, ha un'importanza maggiore rispetto alle precedenti occasioni. Lo so, lo si dice ogni volta, ma quando un paese sta andando in rovina come il nostro, è bene che ognuno di noi si senta responsabilizzato a commettere il proprio dovere civico con la consapevolezza che anche il proprio voto sarà importante come quello di tutti gli altri.
Sento molti giovani che intendono esprimere il proprio voto in base a criteri al limite della stupidità. Spesso anche oltre. Ieri parlavo con una ragazza che mi ha rivelato di votare per il Brufolo perchè ha sempre fatto così da quando aveva 18 anni. La cosa bella della politica è che il nostro orientamento può cambiare secondo i nostri interessi. Lo fanno i politici stessi e non potremmo farlo anche noi? Le promesse dei politici sono da prendere come le dovute cautele (a non crederci si fa prima). Se nel programma politico di un candidato che non ho mai avuto intenzione di votare, individuerò dei punti chiave sui quali mi trovo d'accordo ho il diritto costituzionale di abbandonare il mio orientamento politica che, nella nostra generazione, non può aver influito così profondamente tanto da essere difficile da sradicare.

Vi invito tutti a leggervi ogni punto del programma dei due schieramenti. (Brufolo e Verruca). I punti chiave sono comuni. Alcuni sono talmente scontati che ci chiediamo del perché siano in discussione. Altri, purtroppo, sono nei programmi elettorali di ogni candidato del mondo e da migliaia di anni.
Nell'elezione precedente i punti cardine erano più o meno gli stessi. Allora qualcuno sparò (a ridosso del voto) promesse decisamente campate per aria. Promise l'abolizione di specifiche tasse ache abitualmente i cittadini pagano. Questo avrebbe portato ad una riduzione minima della pressione fiscale da parte del cittadino ma una perdita enorme per il fruitore della suddetta tassa rendendo impossibile la gestione dei servizi (stiamo parlando dell'ICI). In molti hanno creduto a questa promessa paragonandola alla moltiplicazioni dei pani e dei pesci ad opera di un tizio nato 2008 anni fa. Leggendo questi programmi cerchiamo di non prenderli tutti come oro colato. Le promesse sono buone intenzioni ma non sono mai garantite. Cerchiamo di capire se realisticamente queste promesse potranno essere davvero mantenute. Non siamo stupidi, non dimostriamo di esserlo piazzando una X nella casella sbagliata.
Tra i criteri più stupidi che ho sentito ne metto due a ex equo: il più simpatico e la fede calcistica, qualunque essa sia. Non stiamo eleggendo il caposcala del nostro condominio o il rappresentante di classe al liceo. Stiamo per dare la nomina ad un uomo che per i prossimi cinque anni deciderà sul futuro dell'Italia e degli Italiani.
Dobbiamo renderci conto che nel resto dell'Europa che conta (nella quale l'Italia dovrebbe farne parte) la situazione è nettamente migliore. Tutto questo è da imputare anche allo scarso impegno dei governi precedenti (destra e sinistra) che poco o nulla ha fatto per impedirlo.
Quello che è stato fatto finora dalle diverse fazioni politiche altro non è che una guerra interna su chi riusciva meglio a disturbare il lavoro dell'altro. Essere leader dell'opposizione non significa essere bastian contrario per principio perché non si è al governo. Se in ogni guerra non ci sono né vinti né vincitori, nella politica italiana questa guerra non ha portato nulla di buono. Una grande instabilità economica, un'enorme incertezza sul futuro delle nuove generazioni e una scarsa, anzi scarsissima, considerazione da parte degli altri paesi europei. Siamo una barzelletta vivente.
Domenica andremo tutti a votare. Qualsiasi cosa decidiate di fare, fatelo con la vostra testa. Ascoltate i consigli di amici e familiari e guardate bene i vostri interessi, ma non sprecate il vostro voto per un ideale che qualcuno vi ha infilato nella testa.
Qualcuno un giorno disse: "Esprimere il proprio voto in Italia significa concedere all'italiano l'illusione di poter decidere della propria vita. Non porre alcun segno significa rassegnarsi all'idea che qualcuno deciderà per noi".
Buon voto.