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Arieccomi qua

Eccomi qua di nuovo, sano e salvo di ritorno dalla Finlandia. Sono stati tre giorni intensi e parecchio stancanti.
All'arrivo ad Helsinki (alle 3 del mattino) avremmo dovuto aspettare fino alle 14 che ci venisse consegnata la stanza ma grazie alla nostra patetica dormita nella hall dell'albergo (e i miei accenni di "russo") i finlandesi si sono arresi alle dure leggi della burocrazia ed hanno convenuto che sarebbe stato più elegante per l'albergo darci la stanza qualche ora prima.
Le attività da fare in tre giorni ad Helsinki non sono molte ma armati di guida turistica abbiamo girato la città in ogni angolo. Non c'è caffè in cui non siamo stati, ad ogni sosta ci bevevamo una tazza di kahvi, il loro modo di intendere il caffè. Per chi come me adora il caffè solubile servito in abbondanti tazzone, il kahvi non può non piacere (me ne sono bevuti fino a otto in una giornata), ma, per chi come Gigi il caffè si deve bere in una tazzina, il kahvi è un'esperienza bel lontana dal definirsi caffè. Ecco che quindi il calabrese preferiva spendere fino a tre volte tanto per un caffè pur di bere un espresso, continuando a lamentarsi fino all'inverosimile.

Non sei stato ad Helsinki finchè non hai mangiato la carne di renna, con buona pace di Babbo Natale. Ecco quindi che la nostra amata guida ci consiglia di andare al Lappi. Uno strepitoso ristorante tutto arredato come se davvero vi trovaste in Lapponia. dietro il bancone troviamo un omone di 200 chili che ci accoglie col sorriso e ci consiglia di prendere il Riistalauta Kahdelle, un trittico di carne di renna stufata, filetto d'alce alla piastra, salsiccia di cervo con contorno di carote, patate e radici. Una bomba, sia dal punto di vista calorico che economico. Ma si sono dimostrati soldi ben spesi.
Per quanto riguarda la fauna locale, lo standard che noi terroni d'Europa abbiamo sulle donne scandinave è tutto vero. Per chi come me predilige il capello biondo, il rischio colpo di frusta per via del collo che si volta all'improvviso è altissimo. Più di una volta noi tre siamo rimasti a bocca aperta. Il fascino latino però non funziona come una calamita. Conquistare una finlandese è difficile come con qualsiasi altra donna. Oltretutto la fama da italian stallion che tanto sbandieriamo con orgoglio, non è più sinonimo di maschio tutto sesso, viene visto di più come un pericoloso e insistente mandrillone. Ma proprio quando il nostro orgoglio maschile stava per abbandonarci, veniamo additati da due giovani bionde che in mezzo la strada gridano "Hi, Italiano macho". A dire il vero la cosa non ci interessava molto visto che, anche in Finlandia, esistono i cessi con le scarpe, ma il nostro orgogliometro, è tornato a segnare valori di tutto rispetto. Ed era quello che volevamo.
Vi lascio con le foto della nostra avventura. Da tradizione io non appaio nelle foto, ma questa volta, se vi mettete sottosopra, potrete vedermi eccezionalmente.

Helsinki: le foto di una spedizione.