Il Martini.com | Poesie di un mentecatto - Poesie di un Mentecatto
Amicizia - 12 maggio 2007

E’ giunta l’alba e il gallo ha cantato
l’aria è frizzante e il cielo assolato

Ugo e Palmiro son due grandi amici
si sono svegliati alquanto felici

Si alzan dal letto, si lavan la faccia
oggi comincia la stagione di caccia

E’ la loro passione da ormai tanti mesi
questi per loro sono i momenti più attesi

Hanno acquistato richiamo e fucile
e un segugio da caccia al vecchio canile

Si sentono bene e pronti a sparare
anatre e lepri non potranno scappare

In auto si canta, è una giornata di festa
tra poco si entra nella fitta foresta

Spiragli di luce attraverso le frasche
proiettili nuovi dentro alle tasche

Si avanza a rilento coi fucili spianati
in mezzo al silenzio con passi felpati

Si attende il momento di avvistare l’uccello
seduto su un ramo o mentre beve al ruscello

Ad un tratto Palmiro dietro a un cespuglio
nota qualcosa che crea del subbuglio

Un verso di uccello, un rumore sospetto
Palmiro veloce che preme il grilletto

Poi corre a vedere col cane fedele
ma davanti gli appare una scena crudele

C’è Ugo disteso all’ombra di un ramo
un buco nel petto e in bocca il richiamo



Concerto - 25 febbraio 2007


Gente che sbircia da dietro le quinte
uomini in smoking e signore distinte

Si siedon composti riempiendo la sala
stasera un concerto va in scena alla Scala

Stan tutti aspettando Raniero il pianista
uomo elegante e notevole artista

Appare sul palco, si siede al suo piano
poi china la testa ed appoggia la mano

Note armoniose e accordi perfetti
il suono è pulito e senza difetti

La gente che assiste è incantata e commossa
seguendone i gesti e ogni piccola mossa

Dopo due ore d’immensa emozione
il pubblico è in piedi, che grande ovazione

Stasera ha suonato in maniera divina
Raniero ringrazia, saluta e s’inchina

Il mattino seguente il tempo è un po’ incerto
si sveglia e sdraiato ripensa al concerto

Si veste, poi esce e scendendo le scale
decide di andare a comprare il giornale

È curioso di aprirlo, vi è un trafiletto
riguardo all’evento, chissà cos’han detto

E mentre passeggia distratto sognando
in cima al palazzo si sta traslocando

Lassù un pianoforte nel vuoto è sospeso
ma la fune si spezza a causa del peso

Precipita al suolo centrando Raniero
ignaro di tutto e sovrappensiero

Adorava suonare col suo pianoforte
strumento di vita e adesso di morte



L'Attesa - 30 luglio 2006

Scende la neve sul bianco paese
la gente si affretta per le ultime spese

C'è grande fermento, il clima è gioviale
oggi è il gran giorno che precede il Natale

E' il giorno più atteso da tutti i bambini
stan tutti attendendo dolciumi e trenini

In casa c'è l'albero addobbato a dovere
con luci che brillano, che calde atmosfere

Si attende l'arrivo del vecchio Signore
di rosso vestito e dal bianco candore

Si aspetta il momento, contando i rintocchi
che cali la notte e che porti i balocchi

I bimbi già sognano di svegliarsi di botto
scartare i regali nel loro salotto

A un tratto un rumore si ode sul tetto
è giunto il vecchio col grande sacchetto

Si cala pian piano nel largo camino
facendo attenzione a non destare il bambino

Ma ecco del fumo e una palla infuocata
che urla e che salta come una bestia sgozzata

Il caldo camino riscalda l'ambiente
il bimbo domani non troverà niente


Magia - 17 ottobre 2006

C’è un mare di stelle sopra l’alta scogliera
un tiepido vento riscalda la sera

Le onde si infrangono contro le rocce
schizzando nell’aria milioni di gocce

Con il viso rivolto al cielo stellato
ci stanno Carlotta e il marito Renato

Sdraiati sul prato si tengon la mano
la luna li osserva lassù da lontano

A un tratto nel cielo una stella cadente
Carlotta la vede, ma non dice niente

Chiude i suoi occhi e con sguardo serio
esprime in silenzio il suo desiderio

La magia della notte e del momento incantato
rende realtà ciò che lei ha pensato

Sta arrivando dall’alto quello che sogna
ce l’ha tra le zampe una bella cicogna

Un dolce bambino dal sorriso furbetto
sdraiato al calduccio in un fazzoletto

Da anni la coppia è in trepida attesa
per loro sarà un’enorme sorpresa

L’animale procede col suo stretto becco
bianco, elegante e dal corpo secco

Il viaggio è assai lungo ed è molto provato
la meta è là in fondo, è quasi arrivato

Un colpo di sonno colpisce l’uccello
allenta la presa e perde il fardello

Precipita il bimbo pensando sia un gioco
ma il suolo è vicino, è questione di poco


il Maestro - 31 luglio 2006

E' un uomo elevato, dal grande intelletto
conosce del cosmo ogni piccolo aspetto

E' saggio e possiede una cultura infinita
il suo nome è Andrea, maestro di vita

Sa sempre trovare un giusto consiglio
capisce ogni cosa senza battere ciglio

Ogni volta che parla e diffonde il suo verbo
la gente lo ascolta con grande riserbo

Conduce una vita alquanto frugale
si chiude in preghiera nel buio totale

Disprezza il denaro e la vita moderna
si aggira ramingo con una lanterna

Lui esce la notte, adora il silenzio
esplora le strade bevendo l'assenzio

Gli piace vagare e guardare la luna
ascoltare i grilli che la notte raduna

Durante una sera non troppo remota
avvista a distanza una sagoma ignota

"Sarà un pellegrino che ha perso il cammino"
pensa l'asceta andando vicino

"Mi scusi buon uomo passavo di qua
pensavo che fosse in difficoltà"

"Ma quale buon uomo io sono una troia
se hai venti euro ti scopo con gioia"

Il saggio profeta che è uomo di mondo
espresse ad un tratto un pensiero profondo

"Se ti offro del pane e da bere del vino
saresti disposta a spararmi un pompino?"


a Veronica... - 28 luglio 2006

Se ti guardo le pupille
il mio cuore fa scintille

Sento un brivido improvviso
e mi appare il paradiso

Se ti osservo le tue mani
vedo bello il mio domani

Ecco noi in mezzo a un prato
con un cane ed un neonato

Se rimiro la tua bocca
sento odore di albicocca

Sai di fiori a primavera
quando è calda l'atmosfera

Se poi penso al tuo bel viso
mi s'illumina il sorriso

E vorrei averti accanto
tu per me sei solo un vanto

Se ti guardo il sederino
un pensiero biricchino

Mi sovviene nella mente
improvviso e prepotente:

Tu in cucina tra i fornelli
io ti prendo i bei capelli

E mettendoti a novanta
con la voglia che è ormai tanta

Ti dichiaro fiero e schietto:
Questa sera voglio il retto!




Agosto - 26 luglio 2005

E' arrivato il momento di andare in vacanza
di uscire dal caos e dalla torrida stanza

E' tempo di fare valigie e bagagli
strisciare lontani come serpenti a sonagli

Si corre veloci verso mete lontane
ci attende il relax per 3 settimane

Si sognano spiagge, ombrelloni e gelati
bambini che giocano in acqua bagnati

Finalmente arrivati nel luogo sognato
addio alle fatiche, è un posto incantato

In fretta a posare tutto quanto all'ostello
poi verso la spiaggia, il sole è assai bello

Ed eccoci a mollo nel tiepido mare
ma quanto relax, par già di sognare

Guardando in alto il cielo è assai azzurro
con candide nuvole che paion di burro

Ad un tratto un bagliore e un rumore improvviso
chissà cos'è stato c'è stupore sul viso

Ed ecco del fumo e i sogni che in fretta
si sono dissolti in una porca saetta

Il mare è tranquillo e la sua superficie
accoglie una salma, non più un viso felice