Il 5 giugno scorso ho avuto la fortuna di partecipare attivamente ad uno degli eventi più belli che la Brianza abbia mai visto. All’interno del Visual Noise Festival, noi di AreaOdeon siamo riusciti a realizzare un cortometraggio animato proiettato su Villa Reale. Abbiamo racconto una storia sfruttandone la complessa architettura delle tre facciate a ferro di cavallo.
È stato un lavoro immane. Sei mesi di lavoro dall’idea di partenza. Ricordo le ore molto piccole passate a cercare le strumentazioni basate su pure e semplici teorie, visto che nessuno mai aveva realizzato un’impresa simile.
E poi ricordo il workshop con i ragazzi, tutti entusiasti e al tempo stesso increduli per quello che stavano realizzando. “No, non può funzionare.” si ripeteva qualcuno di tanto in tanto.
E poi arriva il 5 giugno. Dopo una giornata di 35° sotto il sole cocente, arriva il momento di AreaOdeon (a dire la verità con 40 minuti di ritardo).
E questo ne è il risultato:
Conoscevo quel video come le mie tasche ma guardarlo su un monitor e poi ammirarlo sulla villa è stato come vederlo per la prima volta. E fa niente se qualche video ha fatto cilecca o se non tutto è riuscito come volevamo. Nessuno se n’è accorto.
Una delle cose più belle alle quali abbia mai partecipato. E volevo condividerla con voi.
Me ne stavo seduto al bancone del Sax degustando il mio tradizionale Martini Sax Menu da € 6,80 (caffè, birrra e Cynar), quando arriva Gigi con grandi notizie. Mi dice di avere “tra le mani” una giovane ragazza sui vent’anni con la quale però non aveva trovato la giusta affinità. I gusti di Gigi in fatto di donne li conoscevo bene. Di solito sono giovani, pisellabili e con la giusta dose di cafonaggine.
Memore della piacevole serata passata qualche settimana prima nella grande mela, suggerisco al mio compagno di merende di organizzare un blind date. E dopo aver perso 15 minuti a spiegargli che le bende per coprirsi gli occhi non c’entravano nulla, detti lui il mio consenso a dare a lei il mio numero di cellulare.
Passarono un paio di giorni quando ricevetti la chiamata della mia potenziale bella. Una telefonata breve, giusto il tempo necessario per presentarci telefonicamente e accettare all’unisono il desiderio di incontrarci da lì ad una settimana. La chiameremo per comodità, Veronica. Prosegui la lettura…
L’estate è ormai terminata. O meglio il suo mese principe.
Se non sopportate Lady Gaga e il Waka waka ma rimpiangete le estati dei tormentoni musicali di Sandy Marton, la Macarena il Chihuahua, le Las Ketchup e il sole cuore amore della Rossi, l’estate del 2010 ci lascerà il vero tormentone dell’estate:
Cosa fare durante un estate climaticamente scorretta con gli amici che “tanto non partiamo perchè si sta meglio a casa” e che poi ti lasciano tutti? Si guarda tutto quello che ti sei promesso di guardare quando si ha qualche oretta libera.
Io di orette ne avevo parecchie. Giusto un’ottantina.
All’inizio odiavo i fan di Lost. Lost era fico. Lost era la miglior serie mai concepita nella storia. Lost era mistico e persino Lost divertente. Cosa mai ci sarà di divertente in dieci idioti che finiscono su un’isola deserta?
Poi sono incappato in una replica. La facevano verso l’una di notte, l’orario migliore per questo genere di serial TV. E così ho cominciato a vederne una, due, tre puntate. Senza rendermene conto anch’io mi ero Lostizzato.
Intanto le repliche andavano avanti, e avanti, e avanti che in un mesetto circa avevo esaurito la prima serie. “Bene” dico io, adesso faranno le altre visto che tra non molto trasmetteranno l’ultima colossale stagione. No! Col cavolo. Prosegui la lettura…
Ultimamente, quando mi chiedono che lavoro faccio, io rispondo con fierezza di essere un surfista. E la gente mi crede! E perchè non dovrebbero?
Quando dici di essere un surfista stai pur certo che solo un surfista ti può smentire. Oltre alla difficoltà di incontrare un “collega” in brianza, è anche difficile dimostrare di non essere mai salito su una tavola.
Ma soprattutto mi credono perchè io al polso ho il famigerato Power Balance.
Ero a bere con amici quando vedo al polso di uno, questo braccialetto un po’ tamarro. Come per l’anello di Tolkien, ne sono rimasto attratto all’istante. Ho chiesto spiegazioni al suo possessore il quale mi ha decantato le mirabolanti doti di quel bracciale siliconico. Incredulo e scettico da generazioni, ho voluto provarlo. Prosegui la lettura…
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