Archivio

Posts Tagged ‘italia’

Troppo trash

23 maggio 2011 16 commenti

Troppo belli posterImmagino che conosciate tutti quel meraviglioso sito internet che è IMDb, il più grande database online di tutto il cinema e la TV del pianeta. Un riferimento per molti, una bibbia per il sottoscritto.
Come ogni grande archivio che si rispetti, anche questo ha le sue belle classifiche basate sui voti di migliaia di utenti che ogni giorno giudicano quel che vedono sul grande schermo. La classifica dei box office, il borsino degli attori, i migliori film per genere e quelli in assoluto. Ma soprattutto, i peggiori 100 film della storia del cinema.

Sfogliando la classifica, ovviamente, non è facile riconoscere film tra i più noti ma, spulciandola ben bene, si possono scoprire alcune sorprese. Disaster Movie per esempio, che personalmente non ho visto ma che mio fratello ha addirittura noleggiato al Blockbuster e ammesso di averlo apprezzato. Oppure il meno insospettabile Glitter del mio perduto amore Mariah Carey o il pluricostosissimo fallimento di John Travolta, Battaglia per la Terra.
Ma al 17esimo posto, tra i film peggiori del pianeta, troviamo quel capolavoro partorito dalla mente geniale di Maurizio Costanzo: Troppo Belli, con Costantino Vitagliano e Daniele Interrante.
Ve li ricordate quando questi due tamarri della periferia sud di Milano impazzavano dappertutto? Io purtroppo si. Andavo alle superiori e condividevo gli studi con una quindicina di studentesse femmine tutte, più o meno, infatuate o ingrifate da cotanta terronagine.

Troppo belli è stato un flop  su tutti i fronti. Incassò meno della metà di quanto è costato e Costantino vinse il Fiasco d’Oro, un premio che non ha bisogno di spiegazioni. Ma il risultato più positivo è che affondò definitivamente la carriera dei due troppo belli in men che non si dica.

Io non l’ho mai visto. Non perchè non voglia, ma solo perchè è irreperibile. Il DVD con tanto di contenuti speciali (!) è introvabile e sperare di pescarlo per torrenti o sul mulo è praticamente impossibile. Ma c’è sempre Youtube. E questo è solo l’inizio, da gustarselo tutto fino in fondo.

Sarà anche il 17esimo film più brutto della storia ma ci lascerà sicuramente in eredità i migliori primi 5 minuti della storia del cinema.

Pensate che sarà mai di peggio? Io ne ho uno in mente…

Una giornata quasi perfetta: cronaca di 60 minuti di sfiga

22 dicembre 2010 2 commenti

A volte una giornata buon andare bene. Ti svegli la mattina, vai al lavoro, nessuno che ti stressa e ci scappa anche un’oretta di straordinario ben pagata, in cui hai fatto poco o niente al di fuori dell’ordinario. A questo punto sei contento e te ne vai spensieratamente verso a casa sapendo che l’indomani sarà perfino il tuo giorno di riposo.

Ma poi fai i conti con la legge di Murphy e tutto quello che potrebbe andarti storto… andrà storto.
Il piano è semplice: prendo la metro per 15 minuti, salgo sul treno delle 20.35 e in pochi minuti sarò a casa.

Ore 20.15
Esco dal negozio e saluto i colleghi. Uno scambio di battute veloci e mi incammino per la fermata della metro.

ore 20.17
Stazione della metro di Lima. Attendo il primo convoglio per Sesto S. Giovanni FS. Tempo di attesa: 7 minuti!
Ho virtualmente già perso il treno delle 20.35. Poco male, ce n’è uno alle 20.50.

ore 20.27
Arriva finalmente il treno con ulteriori 2 minuti di ritardo. A questo punto, ho i minuti contati.
Mi porto all’inizio del convoglio dove è noto che i vagoni sono meno pieni. Non oggi però.
Le prime quattro carrozze sono talmente colme che non c’è modo di salire. Cerco di farmi breccia in qualche modo ma ogni vagone mi respinge come fossi un puzzone lebbroso.
Rimango sulla banchina assieme ad altre trenta persone. Tutto il treno mi passa davanti gremito di gente accalcata come sardine. Tranne che per l’ultimo vagone. Mezzo vuoto. Ad averlo saputo…

ore 20.34
Arriva il secondo treno.  Mi prometto che se si fosse ripetuta l’occasione avrei sradicato fuori dalla carrozza qualche vecchietta pur di salire a bordo.
Questa volta le cose vanno diversamente. Io e gli altri “scartati” riusciamo a salire.
Faccio due conti. Ho 16 minuti per compiere un tragitto di 15 minuti prima di riuscire a salire sul treno delle 20.50, l’ultimo per Lissone prima dell’entrata in vigore dell’orario post-pendolare. Vale a dire che il prossimo treno sarebbe passato dopo un’ora.
Confido nei ritardi. In questi giorni di neve sono piuttosto comuni.

ore 20.44
A tre fermate e sei minuti dal traguardo, il treno decide di fermarsi e di comunicare la fine del servizio. La fine del servizio? Quando mancano tre fermate? Brutto demente di un autista, credi di essere l’unico che deve rientrare a casa dopo una giornata di lavoro?
L’omino della vigilanza mi desiste nel raggiungere la cabina di comando per far valere le mie ragioni. Devo rimanere calmo e aspettare il terzo treno a quanto pare necessario per un tragitto totale di 7,2 Km. Arriverà dopo tre minuti.

ore 20.53
Il treno della metro raggiunge la sua meta. Corro all’impazzata per cercare di raggiungere il primo binario dove potrebbe aspettarmi il mio treno in ritardo. Lo raggiungo ma è troppo tardi. È partito da poco più di un minuto. Era in ritardo, ma non abbastanza.

A questo punto mi tocca chiamare mio fratello che implorargli di venirmi a prendere a Monza per la quale sarebbe passato un treno venti minuti dopo. Fortunatamente, mio fratello decide di non chiedermi un rene in cambio. E a questo punto, aspetto.

Mi prende un languorino improvviso. Ho davanti un distributore automatico di patatine, dolcetti e bevande. In tasca ho una moneta da 1 euro.
Decido di investire quell’euro e il tempo d’attesa, in un aperitivo a base di sali e grassi che mi avrebbero sedato lo stomaco e la psiche. Scelgo con cura il mio premio per la pazienza mostrata. Un pacchetto di patatine ricche di grassi sembra l’opzione migliore rispetto ad un Kinder Pinguì.
Inserisco l’euro. Seleziono il prodotto numero 21. Il meccanismo si muove e lascia cadere il mio tesoro.

Cazzo!!!!!!!

Ore 21.04
Ritiro i miei 20 centesimi di resto. Affamato e a testa bassa, mi siedo sulla panchina… bagnata.

Voglia di Fantacalcio

6 settembre 2010 4 commenti

Era il 1993. A quei tempi Professore era considerato il maggiore esperto di calcio di tutto il liceo Enriques di Lissone. Radunati alcuni fedeli discepoli decise di creare un passatempo: assegnare punteggi in base a parametri prestabiliti da sommare alle pagelle dei calciatori di Serie A pubblicate dalla Gazzetta dello Sport. Nacque il Fantacalcio.
In realtà questa “disciplina matematica” esiste dal ’90 ma nessuno se l’è mai filata prima. Il professore è stato sicuramente un precursore ma secondo il suo ego smisurato ne è stato l’inventore.

La mia prima edizione risale al 1998 con gli amici della piazzetta. Anche se la mia primissima apparizione risale al ’94, quando ai discepoli di mio fratello mancava un giocatore/pollo. Credo che non detti mai la formazione quell’anno. So solo che avevo Melli e Eranio, gli altri non li ricordo.

Nel 2000 fondai l’A.C.E. Sorbonìa, una associazione fantacalcistica votata alla seconda chance, con giocatori non più giovani ma affidabili e spesso appartenenti alle squadre di seconda fascia. Avevo il Baggio del Bologna, Signori della Lazio e Crespo del Parma e grazie al fatto che il Divin Codino era considerato centrocampista, potevo anche fare affidamento su un Marcio Amoroso dell’Udinese in attacco. A centrocampo il leader era la coppia Hidetoshi Nakata e Giovanni Tedesco. Prosegui la lettura…

Il tormentone dell’estate 2010

31 agosto 2010 2 commenti

L’estate è ormai terminata. O meglio il suo mese principe.
Se non sopportate Lady Gaga e il Waka waka ma rimpiangete le estati dei tormentoni musicali di Sandy Marton, la Macarena il Chihuahua, le Las Ketchup e il sole cuore amore della Rossi, l’estate del 2010 ci lascerà il vero tormentone dell’estate:

Estate 2010: Jimmy MazzolaTutto Cambia

Prosegui la lettura…

Ritorno in “poppa” magna

11 agosto 2008 Nessun commento

Erano gli anni ’80. C’erano i paninari con le loro Timberland e i loro Montclair smanicati, anche a ferragosto. C’era il cinema degli anni ’80, c’erano i cool Andrew McCarthy e Rob Lowe, lo sfigato per eccellenza Anthony Micheal Hall e la principessina che tutti amavano per la sua innocente dolcezza, Molly Ringwald.

C’era la musica negli anni ’80. Ragazzi che Musica! Duran Duran, Spandau Ballet, Tears for Fears, Wham! e mille altri fenomeni che hanno segnato la storia della musica mondiale, quasi tutti americani e inglesi. E poi c’era un’italiana: Sabrina Salerno.

Prosegui la lettura…

Rss Feed Tweeter button Facebook button Flickr button Youtube button