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Posts Tagged ‘truffe’

Serenità latente – parte terza (Calimero’s version)

17 aprile 2011 5 commenti

Per una corretta lettura di questo articolo, premere play nel lettore sottostante:

Non vi aspettavate la terza parte vero? Ebbene, c’è anche una terza parte. D’altronde, io non ho mai detto che avrei parlato di lavoro e basta.
Ma parliamo di lavoro.

Mi ritrovo ancora una volta, come quel novembre 2008 a pensare e meditare sul mio futuro. Penso agli anni passati, alle scelte compiute e a quelle mai intraprese. Penso cosa sarebbe successo se fossi andato avanti con gli studi invece di accontentarmi del primo lavoro capitatomi. Penso a cosa sarei diventato se il mio ruolo di delegato marketing avesse preso piede. Forse sarei diventato più cinico e più attaccato ai soldi (???) o forse avrei semplicemente rimandato le lacrime qualche mese più tardi quando la ditta chiuse i battenti senza preavviso lasciando a casa i miei colleghi. Con nessuno di loro ho legato ma ho anche avuto poco tempo per farlo. Indubbiamente però, mi dispiace averli visti appiedati per colpa di un francesino incompetente e arrogante (esistono francesi differenti?).

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Una giornata quasi perfetta: cronaca di 60 minuti di sfiga

22 dicembre 2010 2 commenti

A volte una giornata buon andare bene. Ti svegli la mattina, vai al lavoro, nessuno che ti stressa e ci scappa anche un’oretta di straordinario ben pagata, in cui hai fatto poco o niente al di fuori dell’ordinario. A questo punto sei contento e te ne vai spensieratamente verso a casa sapendo che l’indomani sarà perfino il tuo giorno di riposo.

Ma poi fai i conti con la legge di Murphy e tutto quello che potrebbe andarti storto… andrà storto.
Il piano è semplice: prendo la metro per 15 minuti, salgo sul treno delle 20.35 e in pochi minuti sarò a casa.

Ore 20.15
Esco dal negozio e saluto i colleghi. Uno scambio di battute veloci e mi incammino per la fermata della metro.

ore 20.17
Stazione della metro di Lima. Attendo il primo convoglio per Sesto S. Giovanni FS. Tempo di attesa: 7 minuti!
Ho virtualmente già perso il treno delle 20.35. Poco male, ce n’è uno alle 20.50.

ore 20.27
Arriva finalmente il treno con ulteriori 2 minuti di ritardo. A questo punto, ho i minuti contati.
Mi porto all’inizio del convoglio dove è noto che i vagoni sono meno pieni. Non oggi però.
Le prime quattro carrozze sono talmente colme che non c’è modo di salire. Cerco di farmi breccia in qualche modo ma ogni vagone mi respinge come fossi un puzzone lebbroso.
Rimango sulla banchina assieme ad altre trenta persone. Tutto il treno mi passa davanti gremito di gente accalcata come sardine. Tranne che per l’ultimo vagone. Mezzo vuoto. Ad averlo saputo…

ore 20.34
Arriva il secondo treno.  Mi prometto che se si fosse ripetuta l’occasione avrei sradicato fuori dalla carrozza qualche vecchietta pur di salire a bordo.
Questa volta le cose vanno diversamente. Io e gli altri “scartati” riusciamo a salire.
Faccio due conti. Ho 16 minuti per compiere un tragitto di 15 minuti prima di riuscire a salire sul treno delle 20.50, l’ultimo per Lissone prima dell’entrata in vigore dell’orario post-pendolare. Vale a dire che il prossimo treno sarebbe passato dopo un’ora.
Confido nei ritardi. In questi giorni di neve sono piuttosto comuni.

ore 20.44
A tre fermate e sei minuti dal traguardo, il treno decide di fermarsi e di comunicare la fine del servizio. La fine del servizio? Quando mancano tre fermate? Brutto demente di un autista, credi di essere l’unico che deve rientrare a casa dopo una giornata di lavoro?
L’omino della vigilanza mi desiste nel raggiungere la cabina di comando per far valere le mie ragioni. Devo rimanere calmo e aspettare il terzo treno a quanto pare necessario per un tragitto totale di 7,2 Km. Arriverà dopo tre minuti.

ore 20.53
Il treno della metro raggiunge la sua meta. Corro all’impazzata per cercare di raggiungere il primo binario dove potrebbe aspettarmi il mio treno in ritardo. Lo raggiungo ma è troppo tardi. È partito da poco più di un minuto. Era in ritardo, ma non abbastanza.

A questo punto mi tocca chiamare mio fratello che implorargli di venirmi a prendere a Monza per la quale sarebbe passato un treno venti minuti dopo. Fortunatamente, mio fratello decide di non chiedermi un rene in cambio. E a questo punto, aspetto.

Mi prende un languorino improvviso. Ho davanti un distributore automatico di patatine, dolcetti e bevande. In tasca ho una moneta da 1 euro.
Decido di investire quell’euro e il tempo d’attesa, in un aperitivo a base di sali e grassi che mi avrebbero sedato lo stomaco e la psiche. Scelgo con cura il mio premio per la pazienza mostrata. Un pacchetto di patatine ricche di grassi sembra l’opzione migliore rispetto ad un Kinder Pinguì.
Inserisco l’euro. Seleziono il prodotto numero 21. Il meccanismo si muove e lascia cadere il mio tesoro.

Cazzo!!!!!!!

Ore 21.04
Ritiro i miei 20 centesimi di resto. Affamato e a testa bassa, mi siedo sulla panchina… bagnata.

Viva l’e-mail 1: Amo quando il pozzo di casa…

2 settembre 2010 3 commenti

Avendo quattro caselle di posta elettronica in cui guardare ogni giorno, spesso non ci faccio nemmeno caso allo spam che ricevo. Ho diversi amici che mi procurerebbero il viagra se dovessi averne bisogno. E non ho intenzione di acquistare una copia di Windows 7 scontata del 70%.
Ma ci sono degli spam che leggo sempre con piacere. Sono quelli di fidanzamento.

Quella che leggete qui sotto è stata copiata e incollata direttamente dalla mia casella e-mail, con tanto di foto.

Ciao bello straniero, sono contento che incontriamo il mio nome Ekaterina.
Sto guardando per loro mezzo unico e inimitabile. Io sto cercando non e semplicemente un uomo che sto cercando un altro, questo amico per tutta la vita. Calda dolce ragazza. Ma per 27 anni.
Stanco della solitudine e si desidera trovare la sua felicità!
Un poco su di me: mi piace creare confortevole, amo quando il pozzo di casa e con calma, misurare serio e responsabile, correzione la ragazza. Inoltre l’emotive e sensibili su. Possono essere problemi spiritoso e buon divertimento. Per me sola vita priva di significato. Sulla semplicità, posso dire che si apre la cartella di lavoro.
Appena letto. Se Kam interessanti su di me quindi scrittura!
Attendo con grande risposta.
E chi di noi non ama quando il pozzo di casa apre una cartella di lavoro sulla semplicità?

Il benessere prima di tutto

28 agosto 2010 10 commenti

C’è crisi oggigiorno.
Ecco perchè non ho mai smesso di spedire curriculum. Per carità, il mio lavoro mi piace ma ogni tanto devo dare ragione a mio padre che l’idea del posto fisso, di quelli che ti consentiranno di prendere una pensione dignitosa a 65 anni, non mi dispiacerebbe proprio.

Così qualche mese fa ho ricominciato a spedire quintalate di curriculum (curricula o curriculums se vogliamo dare un calcio sui denti al latino).
Ed ecco che l’altra mattina mi arriva una proposta. Tutto quello che mi hanno detto al telefono è che si trattava di un centro benessere e che avrei dovuto gestire dei corsi. Ovviamente, per fare un minimo di scrematura, mi hanno chiesto se io, come persona, avevo a cuore il benessere. Con quella faccia da culo che mi contraddistingue ho risposto affermativamente. Ovviamente non gli ho detto che mi stavo preparando per colazione le frittelle col brandy.

Appuntamento alle 18.30 a Seregno (città sulla quale prima o poi scriverò un saggio di urbanistica). Entro in un negozio che tutto sembra fuorché un centro benessere. Assomigliava più che altro alla sala audiovisivi dell’oratorio. Stringo alla mano al signor Cxxxx., un altro maledetto francese, che da buona serpe che conosce il fatto suo, finge un visibile interesse del mio arrivo.
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Il mio tessssoro…

21 agosto 2010 5 commenti

Ultimamente, quando mi chiedono che lavoro faccio, io rispondo con fierezza di essere un surfista. E la gente mi crede! E perchè non dovrebbero?
Quando dici di essere un surfista stai pur certo che solo un surfista ti può smentire. Oltre alla difficoltà di incontrare un “collega” in brianza, è anche difficile dimostrare di non essere mai salito su una tavola.
Ma soprattutto mi credono perchè io al polso ho il famigerato Power Balance.

Ero a bere con amici quando vedo al polso di uno, questo braccialetto un po’ tamarro. Come per l’anello di Tolkien, ne sono rimasto attratto all’istante. Ho chiesto spiegazioni al suo possessore il quale mi ha decantato le mirabolanti doti di quel bracciale siliconico. Incredulo e scettico da generazioni, ho voluto provarlo. Prosegui la lettura…

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